Ciò che il cuore desidera”: a Ramat Gan il Museo di arte contemporanea elabora i traumi collettivi d’Israele “Ciò che il cuore desidera” è il titolo della eloquente mostra temporanea allestita al Museo di Arte israeliana di Ramat Gan. Intento dei curatori è proporre un confronto con la società e con l’arte del paese con lo sguardo rivolto alla guarigione e al recupero. Una mostra che tocca gli snodi dolorosi della vita di ognuno di noi, come i traumi collettivi, i disturbi sociali e le ferite personali, osservando come l’arte offra strumenti per affrontare, guarire e riparare. I visitatori sono invitati a guardarsi dentro e fuori, a chiedersi: “cosa stiamo cercando nell’arte: comfort, forza, ispirazione, forse un senso di appartenenza?”. Significativo è lo spazio che viene dato alla crescita e alla speranza. Ziva Jelin presenta installazioni pittoriche, opere video e dipinti di grandi dimensioni, tra cui quelli mai esposti prima d’ora, creati prima e dopo il terribile massacro nel Kibbutz Be’eri e in altri luoghi che hanno vissuto il pogrom del 7 ottobre. L’artista si concentra sul trauma, sulla memoria e sul recupero, dalla sua prospettiva unica e personale, di chi è alle prese con domande Continua aleggere su shalom