Di Bonnie Rose Zanni

Su iniziativa dell’ On. Salvatore Marcello Di Mattina, oggi presso la Camera dei Deputati, si è svolto il convegno  – Perché Ancora – una collaborazione tra la Federazione Associazioni Italia Israele, Associazione Italia Israele – Sezione di Bari, Centro Studi Rosario Livantino, Macchiavelli Centro Studi Politici Strategici, e Progetto Memoria.

Sì è parlato del vecchio ed anche il nuovo fenomeno di antisemitismo in tutte le sue forme e su come possiamo lottare contro questo male.

La dott.ssa Rut Dureghello, già Presidente della Comunità Ebraica di Roma ha chiesto se è ancora possibile una convivenza in questa società, suonando un allarme sulla situazione attuale che è davvero pericolosa. Ha anche aggiunto un fatto preoccupante, sono passati 80 anni dalla Shoah e ancora tanti italiani non conoscono l’articolo 3 della Costituzione italiana.

Rav. Riccardo Di Segni, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma, parlava di una contraddizione continua in quanto ci sono persone che dicono che gli ebrei sono stranieri e debbono tornare nel proprio paese, ad esempio per celebrare la Pasqua,  poi però, quando vanno nel loro paese vengono chiamati colonizzatori e imperialisti. Ha aggiunto che  persone che vivono in Italia di cultura cattolica non sanno che la Pasqua cristiana deriva direttamente da quella ebraica. Inoltre ha fatto chiarezza sul antisionismo e antisemitismo: Il sionismo politico nasce nel 1897 come movimento di liberazione nazionale del popolo ebraico che vuole che gli ebrei si riuniscono in un territorio e che siano indipendenti e autodeterminati. Concettualmente si può essere anti sionisti senza essere antisemita, ma di fronte a uno Stato in cui abitano 8 milioni di persone, di cui 6/7 milioni di ebrei dire che questo Stato va cancellato dalla storia perché è un errore storico non significa più essere antisionisti, significa volere un nuovo reale genocidio del popolo ebraico.

Ruben della Rocca, giornalista – Radio Radicale e già Vice Presidente della Comunità Ebraica di Roma, ha elencato innumerevoli attacchi terroristici contro il popolo ebraico in tempi recenti sottolineando che il terrorismo palestinese è la follia disumana che traduce l’odio in azione. Di tanti degli episodi menzionati, quello degli Olimpiadi di Monaco del 1972 dove la squadra israeliana viene assalita, e mentre il resto del mondo porta a casa medaglie, Israele porta a casa 11 bare di atleti massacrati solo perché ebrei. Ha finito ricordandoci che il massacro del 7 ottobreè stata la stessa diabolica manifestazione di odio contro gli ebrei di sempre.

Prof. Emanele Calò, Presidente dell’Osservatorio ‘Enzo Sereni’, parlava del fatto che i testi scolastici debbono essere riguardati in quanto: Non si può insegnare a scuola che lo Stato di Israele è illegittimo e poi insegnare che bisogna lottare contro l’antisemitismo. Sarebbe come se il figlio che uccide i propri genitori chiedesse misericordia perché è rimasto orfano.

Prof. Pietro Polieri, Antropologia culturale – Università degli Studi ‘Aldo Moro’ di Bari, insieme agli altri oratori, ha ideato questo convegno e ha spiegato che ha dovuto superare tanti ostacoli.

Ringrazio  in modo particolare quest’ultimo perché ha portato con sé degli studenti universitari da Bari che non condividono tutte le posizioni esposte durante il convegno, proprio per insegnare a loro che la soluzione di una convivenza pacifica è possibile solamente attraverso il dialogo.