Il mio titolo potrebbe risultare provocatorio. Ma non posso farci nulla. Sto gettando benzina sul fuoco? Non lo so. Ma ciò che dice il titolo è semplicemente vero.

di Charles Gardner *

Il conflitto attuale riguarda la minaccia reale proveniente da un regime malvagio. Si annuncia in particolare la distruzione di Israele, ma in fondo si intende anche la distruzione dell’intero Occidente. Più passa il tempo, più questa minaccia di annientamento è avvalorata dalla capacità di metterla in atto.

• Sion, la città
E nell’occhio di questa tempesta si trova Sion. Sion indica la città di Gerusalemme, dove Dio ha deciso di dimorare. Ciò si è letteralmente avverato quando la Sua presenza era particolarmente tangibile sul Monte del Tempio. Dall’avvento del Messia ebraico, è possibile sperimentare la vicinanza a Dio in ogni parte del mondo dove Egli viene adorato.

Ciò non sminuisce tuttavia il significato del fatto che il cielo e la terra si incontrano sul Monte Sion. È il luogo in cui Gesù è morto per i nostri peccati. Qui è risorto dai morti. E qui tornerà in potenza e gloria[1].
«Sion» compare nella Bibbia 161 volte, di cui sette nel Nuovo Testamento. In un noto inno inglese si dice: «Il Signore ha scelto Sion come sua dimora; lì riposerà per sempre, lì dimorerà» (The Lord has chosen Zion; Chris Bowater). Il testo del nostro inno ha 3000 anni, proviene dal Salmo 132.

Mi ispira anche un inno di John Newton, basato sul Salmo 87: «Cose meravigliose si raccontano di te, Sion, città del nostro Dio». In qualità di ex capitano di una nave negriera e amico di William Wilberforce, Newton era evidentemente un sionista. Si rallegrò di assistere agli inizi, quando gli ebrei londinesi riconobbero Gesù come loro Messia. Continua su NSI