di Fiamma Nirenstein
Non è un problema da poco quando sono gli ebrei stessi a partecipare alla criminalizzazione dello Stato d’Israele. Non parliamo di critiche ma di accuse che includono quella di genocidio, o la sfiorano, e di colonialismo. La sincera, spontanea esclamazione dell’ambasciatore Yehiel Leiter a proposito di J Street (“un cancro nella comunità ebraica”) è stata commentata come un gesto di biasimevole nervosismo. In realtà è una presa di posizione specifica che individua un danno letale nel corpo stesso del popolo ebraico, un attentato alla sua unità in un momento difficilissimo L’attacco ebraico a ebrei è una malattia mortale dice Leiter mentre ferve una lunghissima guerra di armi e di opinione che dura dal 7 ottobre 2023: e dunque parla di JStreet, di Anna Foa, di Gad Lerner, di Pappe, di Bernie Sanders… da cui Israele viene visto come un Paese razzista e guerrafondaio, e anche fascista, colonialista. Israele avrebbe deviato dal sionismo e anche dall’ ebraismo. Quello vero è quello loro. In parallelo alla denuncia Leiter ha anche presentato un ben meditato pamphlet sulle menzogne che dal 7 ottobre criminalizzano di Israele: tutti i blood libel, la crudele strage di civili, la fame, il “genocidio”.

Il Pamphlet scardina le bugie. Esse sono tutte abbracciate dai critici ebrei: menzogne costruite con capacità e malizia sparse con una grande macchina del fango. L’alibi ebraico in USA e in Europa ha fornito libri, film, manifestazioni, firme a migliaia che le rafforzano perché “lo dicono gli ebrei stessi”. Notizie, opinioni, giudizi morali diventano un’arma più potente: ma se lo dicono loro stessi! Senza bisogno di spiegare ripropongono che loro non odiano Israele, anzi! ma Netanyahu è guerrafondaio e fascista. Forse se il governo dello Stato ebraico fosse di Sinistra, lo stato sarebbe non solo più democratico ma molto più ebraico. Non conta se Israele non conosce repressione antidemocratica, né tantomeno se è il nemico a aggredire come nel caso degli Hezbollah: la guerra è effetto della perfidia di Netanyahu, ed è poco ebraica. I cosiddetti “valori” ebraici divengono un’indicazione per la resa, l’aggressione jihadista resta sconosciuta. Il mondo ebraico contro Israele pensa che l’ebraismo dovrebbe frenare, bloccare. Ricordare l’origine israeliana, indigena degli ebrei diventa “messianico”, la questione territoriale in realtà molto complessa è già risolta dall’accusa di “occupazione” e dalla richesta di rinunciare all’identità originaria che ha portato il popolo ebraico a tornare in Israele. Ormai un popolo nazionale è “sovranista”.
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