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News letter da Beit Imanuel - Ancora in guerra

News letter da Beit Imanuel - Ancora in guerra

Ancora in guerra!

Cari amici di Beit Immanuel,

grazie infinite per i messaggi, le telefonate e le preghiere di sostegno alle nostre famiglie e alla nostra gente durante questo tempo difficile in Israele. Sappiate che stiamo tutti bene ed i vostro preoccuparvi per noi ci è di grande incoraggiamento. Tutti i membri della nosta congregazione sono estremamente toccati dal vostro sostegno e ci hanno chiesto di portare i più cari saluti di ringraziamento ed affetto ad ognuno di voi.

Figli e figlie in guerra

La Guerra spaventa specialmente I bambini. La paura è un riflesso non facile da ignorare e i bimbi non nascondono i loro sentimenti facilmente come facciamo noi. Piangono quando sentono le sirene con i loro terribile stridulo di avvertimento. Tremano quando i missili esplodono, mentre cerchiamo di confortarli in questi giorni di guerra a volte mi chiedo perché Dio li ha fatti così vulnerabili. Perché le cose che amiamo di più sono le più delicate e si fanno così facilmente male?

I coraggio e la cura durante la guerra

La vulnerabilità umana, è un fatto della vita non facile da vivere, ed è un tema importante nella Bibbia. Le Bibbia racconta di come gli egiziani hanno cercato di uccidere il bambino Mosè e è stato salvato in un cesto dalla moglie del Faraone o come il re Erode voleva uccidere il bambino Yeshua e come sua madre e suo padre lo portano in salvo verso il basso Egitto. Infatti, tutti i grandi eroi affrontane dei periodi di pericolo, minacce e vulnerabilità.

Perché Dio permette al suo popolo di essere così sensibili alla distruzione? Perché Egli rende così distruggere le sue opere?

Non è questo il modo di tutta la creazione?

Non abbiamo un leone e un agnello?

Dio non è l'autore del potere, della forza e del vagito di un neonato?

Mentre Lui è conosciuto come il Signore degli eserciti, E è anche il Dio della misericordia di una madre con il suo bambino, delle lacrime e delle risate.

Alcuni di noi vengono lasciati a casa per prendersi cura delle nostre famiglie, mentre i nostri figli e le nostre figlie sono sul campo di battaglia per proteggere noi. Noi che siamo rimasti a casa abbiamo la responsabilità di curare i nostri giovani. Dobbiamo avere il coraggio di avere coraggio. La famiglia di Dio non avrà paura di esprimere l'amore e la gentilezza, la dolcezza e la cura, anche in tempi di guerra.

Nel tumulto delle sirene di guerra, nei missili e bombe volanti che ci esplodono intorno, dobbiamo tenere aperto il cuore al grido di un bambino. Qualsiasi bambino. Dobbiamo stringere le mani dei nostri figli con la speranza che tutto vada bene. Non possiamo permettere che la guerra ci uccida dentro.

I soldati messianici

Naturalmente la nostra maggiore preoccupazione sono I nostri figli, molti dei quali sono nell’esercito. Durante il nostro culto del Sabato questa settimana ci siamo soffermati sulle famiglie della nostra congregazione che hanno figli in servizio attivo, alcuni dei nostri membri sono stati chiamati al Miluim (servizio di riserva) e dobbiamo sostenerli. Vi prego di leggere il breve rapporto mandatoci da uno dei nostri figli che servono nell’unità anti-missile “Cupola d’acciaio”.

 

Con Elisha abbiamo fatto visita ad un soldato Ebreo Messianico che serve nel gruppo anti-missile”Cupola d’acciaio” a 15 km da Gaza. Ecco il nostro rapporto.

Questo ultimo Shabbat, BeerSheva era come una città fantasma, le strade erano vuote eccetto per i pochi cani e gatti in cerca di scarti. Nel guidare verso la periferia sud della città,girammo a destra prendendo un strada sterrata e salimmo la collina deserta che sovrasta la città dove la squadra Iron Dome aspetta il prossimo attacco missilistico di Gaza. Malgrado la popolazione di oltre 200.000 annidata sotto la cima della collina che dipende dalla loro difesa la squadra sembra sorprendentemente rilassata, alcuni addirittura nelle loro magliette del sabato e le scarpe da ginnastica, masticando panini del mezzodì e guardando il cielo aspettando il prossimo attacco. “Non era così quando cominciarono ad arrivare i primi missili” diceva Elisha. “Quando suonava l’allarme ed arrivarono i primi missili avevamo molta paura, ammette, 15 razzi ci piovvero addosso tutti insieme sembrava che ci avrebbero colpito". Le colline in cui questi coraggiosi uomini e donne prestano servizio sono nella linea di fuoco di Gaza.

All’inizio non eravamo sicuri se Iron Dome(Cupola d'acciaio) avrebbe funzionato, dice Elisha, ci mettevamo il casco, tenevamo giù la testa e pregavamo, quello era il momento della verità, se il nostro duro addestramento funzionava. E funziona, 85% dei missili contro il centro di Gerusalemme sono stati atterrati da noi, quando abbiamo visto quei missili fatti esplodere dalla nostra unità abbiamo cominciato a ridere e a saltare su e giù, non ci potevamo credere!

Mentre stiamo parlando le sirene risuonano sulla città ed in pochi secondi 2 razzi sono partiti dalla batteria dell’Iron Dome ad intercettare i missili. Guarda questo, sorride Elisha. Non possiamo vedere il missile in arrivo ma solo la coda bianca di fumo del nostro razzo che si fa strada nel cielo azzurro alla ricerca del missile letale. Poi vediamo un fumo grigio a circa un km sopra le nostre teste e a pochi secondi arriva il rimbombante boom dell’esplosione a mezz’aria.

Dopo una settimana di combattimento i soldati hanno più fiducia nelle capacità del sistema . Anche i civili si sentono più sicuri per questo. "La gente viene quassù dalla città per portarci pacchi di cose per ringraziarci che gli salviamo la vita" dice. Anche se questo è proibito, alcuni li facciamo passare, è bello essere uniti in questi tempi difficili, spiega Elisha, è come essere una grande famiglia, tutti vogliono aiutare.

Come la maggior parte dei Messianici d’Israele Elisha è orgoglioso di servire il suo paese, ce ne sono centinaia nell’esercito israeliano.

Molti di loro sono nelle truppe d'élite da terra che si muovono dentro Gaza.

La maggior parte sono soldati esemplari che vogliono dimostrare che la fede in Yeshua non vuol dire tradire l’eredità Ebraica, infatti la fede in Gesù da loro maggior desiderio di servire la loro nazione. “Mi sento come se stessi facendo una cosa molto importante, dice Elisha, è per la mia gente, sono felice di essere qui in un tempo come questo”. Mentre stavamo per lasciarlo ci ha chiesto di pregare per lui e gli altri soldati e lo abbiamo assicurato che lo avremmo fatto e che molti altri nel mondo stanno pregando per loro.

Speriamo che anche voi vi unirete con noi per pregare per questi giovani che adesso servono in Israele. E che Dio benedica Israele.

 

Per i nostri giovani adulti

Nel corso degli ultimi mesi abbiamo lavorato a stretto contatto con i nostri giovani adulti ed è così incoraggiante vedere molti di loro crescere in maturità e prendere decisioni personali sul seguire il Messia. Non è una cosa facile da fare in questo in questa età. Si prega di continuare a sostenere e pregare Dima e Sarah così come tutti gli insegnanti dei nostri figli e il nostro staff

 

Vostri

David e Michaella Lazarus

 

(Trad. Barbara di Egidio)

 

 

 

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