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EC4I resoconto mensile – Settembre 2017

ECI celebra il 120° anniversario del primo congresso sionista a Basilea – Per l’Europa è tempo di celebrare lo stato ebraico Basilea – In un inaspettato volgersi degli accadimenti, il 31 agosto scorso la Coalizione Europea per Israele ha finito per ospitare l’unico evento ufficiale per la celebrazione del 120° anniversario del primo congresso sionista di Basilea. Quando il governo israeliano rinunciò ad organizzare una cerimonia ufficiale, al momento non risultava alcun evento celebrativo di quella data così importante per il popolo ebraico. Tutto però cambiò quando ECI organizzò una cena commemorativa nel Grand Hotel Le Trois Rois, il giovedì 31 agosto scorso. Nella sua nota di benvenuto, il direttore fondatore di ECI *Tomas Sandell* ha ricordato ai presenti il fatto che l’Europa è, allo stesso tempo, il luogo di nascita dello stato ebraico ed il più grande cimitero nel modo del popolo ebreo. Ha dunque affermato che: “Studiando la storia degli ebrei in Europa, si vedono due diversi percorsi; uno fatto da crociate, pogrom ed olocausto, ed un altro fatto di rinascita e vita fiorente. Uno porta alla maledizione ed alla morte, mentre l’altro porta alla benedizione ed alla vita. Uno è definito dal processo *Dreyfus* a Parigi nel 1895, dall’ascesa di *Hitler* a Berlino nel 1933, seguita dalla notte dei cristalli del 1938, che culminò più avanti nell’olocausto. L’altro è segnato dal congresso sionista di Basilea nel 1897, dalla dichiarazione di Balfour a Londra nel 1917 e dal riconoscimento del diritto del popolo ebraico a ricostituire la propria patria in Israele, sancito a San Remo nel 1920. Quale percorso scegliamo oggi?”. Sandell poi ha concluso citando le parole del Deuteronomio che ci incoraggia a “scegliere la vita così che tu ed i tuoi figli possiate vivere”. L’ospite d’onore, il principe *Philip Kiril von Preussen*, ha raccontato come il suo trisnonno, l’ultimo imperatore di Germania, il Kaiser *Guglielmo II*, aveva scelto il percorso sbagliato, negando la richiesta di *Theodor Herzl *di diventare il protettore della nazione ebraica nella loro terra d’Israele. Concludendo ha affermato che: “Qualche anno dopo la Germania perse la Guerra ed il Kaiser la sua corona, aprendo così la strada all’ascesa di Hitler e all’olocausto. Invece di scegliere un’evidente benedizione per la Germania, ha scelto una maledizione”. L’ambasciatore israeliano in Svizzera, *Jacob Keidar*, ha ringraziato ECI per aver organizzato la serata, avendo così evitato che l’evento del 31 agosto passasse inosservato nella terra in cui ebbe vita lo stato d’Israele. Il capo della comunità ebraica di Basilea, *Guy Rueff*, ha parlato di come il governo federale aveva celebrato il 120° anniversario due settimane prima ed ha ringraziato ECI per aver onorato Basilea, con una cena commemorativa, nel giorno esatto dell’evento. Ha anche ricordato che Basilea fu scelta nel 1897 grazie al sostegno della popolazione Cristiana ed ha aggiunto che: “Questa amicizia e sostegno è di grande importanza in questo giorno quindi è giusto che un gruppo Cristiano come ECI abbia deciso di celebrare il 120° anniversario con una sua propria celebrazione”. Sandell ha commentato che la riunione era stata organizzata seguendo lo spirito di grandi uomini come il reverendo *William Hechler *ed *Henri Dunant* che erano tra i dieci cristiani che presero parte al congresso. Ha affermato: “Come coalizione, vogliamo costruire sullo stesso legame di amicizia con il popolo ebraico e lo stato d’Israele”. La cena celebrativa era stata preceduta da una conferenza di preghiera organizzata dal direttore fondatore della Global Prayer Call, *Harald Eckert*, nella quale il cappellano della Christ Church di Gerusalemme, *David Pileggi*, aveva presentato il ruolo del leader Cristiano William Hechler nell’assistenza a Theodor Herzl, per coronare il suo sogno di un Congresso Sionista e di uno stato ebraico. Gregory Lafitte: l’occidente deve riconoscere le proprie radici ebraiche Basilea – Il discorso principale della serata è stato portato dal dott. *Gregory Lafitte*, del Forum per la Diplomazia Culturale. Il quale ha ricordato agli astanti che il delgati di 120 anni fa non erano solamente dei politici, ma anche scrittori, pensatori e membri di accademie. Ha citato anche il filosofo *Leo Strauss* che disse “La politica sionista deve essere basata sulla cultura”. Lafitte ha proseguito parlando delle due culture che hanno formato la civiltà occidentale, dicendo che: “Mentre il contributo dato dalla Grecia è stato opportunamente riconosciuto, non altrettanto è stato fatto per quello ebraico. Ora la comunità internazionale deve anche riconoscere le proprie radici ebraiche”. “La cultura ebraica ha spesso corso il rischio di essere assimilate o assorbita da quella greca. La nostra civiltà è debitrice più a Gerusalemme che ad Atene” ha sottolineato Lafitte, aspettando il giorno in cui la nostra eredità ebraica prenderà il posto centrale nella nostra cultura e ci sarà un vero ritorno a Sion. “Il sionismo è molto di più del ricreare uno stato ebraico” ha enfatizzato, citando *Theodor Herzl* che descrisse l’essenza del sionismo come un “ideale infinto”. Nel suo discorso ha evidenziato il contrato tra il pensiero greco e quello ebraico, piegando ed illustrando le differenze. Nel pensiero greco, tutto è incentrato sulla ragione, finita e fallace, mentre la cultura ebraica è incentrata sull’infinito e sulla speranza. La cultura greca cerca soluzioni nel qui e nell’adesso, ma il pensiero ebraico presenta una speranza per il futuro e dà una visione per l’eternità. Ma, ancora più importante, gli dei greci sono a sembianza degli uomini, mentre nella cultura ebraica è l’uomo ad essere ad immagine di Dio. Non voleva escludere la cultura greca, ma piuttosto voleva stabilirla al posto giusto e col giusto significato nella cultura di oggi. La cultura ebraica è stata tristemente trascurata nel passato ed ora è il momento che il mondo ne riconosca l’importanza ed il significato nella nostra cultura occidentale. Questo è stato l’obiettivo del Forum per la Diplomazia Culturale creato da ECI alle Nazioni Unite di New York per suscitare attenzione verso i numerosi contributi ebraici alla comunità internazionale, nella sua ricerca della pace. In conclusione, ha fatto notare che la visione sionista non si è completamente realizzata con la nascita dello stato ebraico. “L’adempimento della visione sionista non è ancora complete. Il sogno di Herzl –trasmesso nel primo congresso- è ancora vivo e valido oggi. Sì, lo stato di Israele è stato creato nuovamente, e gli ebrei non devono più combattere con l’unica alternativa: quella di essere assimilate ad un’altra cultura. Ma la visione deve ancora essere pienamente adempiuta, non solo a livello individuale ma ad un livello nazionale. Lo stato d’Israele non dovrebbe solo essere considerato semplicemente una nazione ricostituita, come un altro stato simile alla Grecia, ma dovrebbe essere riconosciuto come stato ebraico, e giocare pienamente il suo ruolo come luce delle nazioni”. L’intero discorso sarà pubblicato in seguito e messo sul sito web del Forum per l a Diplomazia Culturale. L’autorità palestinese rinnova il proprio programma – ECI: l’Europa dovrebbe smettere di finanziare il radicalismo e l’odio Bruxelles – L’Autorità Palestinese (AP) è impegnata dagli accordi di Oslo a preparare i propri cittadini alla coesistenza ed alla pace. Comunque, come ECI ha evidenziato molte volte in passato, la realtà nei territori palestinesi rivela un programma diverso. Attraverso una cultura di odio e demonizzazione, l’Autorità Palestinese continua ad incitare alla violenza contro la popolazione ebraica e ad onorare e ricompensare i terroristi condannati e quelli suicidi. Nel mese corrente l’Autorità Palestinese presenterà un nuovo programma per le scuole che, nonostante le proteste internazionali, continuerà a demonizzare il popolo ebreo e non metterà in atto alcun sforzo per preparare i propri bambini alla pace ed alla coesistenza. I contenuti dei libri di testo palestinesi sono stati criticati da molti anni, ma il programma non è stato modificato. Parte della colpa ricade sull’Unione Europea che rappresenta il più grande finanziatore dell’AP ed ha la responsabilità di assicurarsi che i suoi generosi fondi vengano utilizzati per preparare una via per la pace e non un’ulteriore radicalizzazione. All’interno della UE, alcuni stati membri si sono impegnati ad aiutare l’AP a formulare un nuovo programma per le scuole. Questi paesi sono la Finlandia, la Norvegia (anche se non membro della UE), l’Irlanda e l’Olanda. Oggi il comitato è guidato dalla Finlandia che ha ricevuto il riconoscimento internazionale per la bontà del suo sistema scolastico. Ma la questione è che oggi la Finlandia con altri stati membri della UE sta esportando la radicalizzazione in una delle regioni più instabili del mondo e non aiuta lo sviluppo ed il progresso. ECI si impegnerà con i governi dei suddetti stati e con la UE per assicurarsi che l’Europa innalzi il proprio impegno per I valori universali e per la pace. Siamo ECI Il comitato di ECI si riunisce a Gerusalemme e prepara il 15° anniversario Gerusalemme – Nel preparare il 15° anniversario di ECI del prossimo anno, il comitato e lo staff della Coalizione Europea per Israele si sono riuniti a Gerusalemme, per una riunione molto importante. Diversamente dallo scorso anno, quando il comitato incontrò il primo ministro *Netanyahu*, quest’anno l’attenzione è stata sulle questioni internazionali. Ha detto *Tomas Sandell*: “Considerato che ECI è uscita dalla fase pionieristica, è importante fare una pausa e guardare indietro in questi passati 15 anni e guardare avanti verso il futuro. Come gli edifici, anche le organizzazioni fatte da mano d’uomini hanno bisogno di rinnovamento e di aggiustamento, col passar del tempo. Così anche ECI ha bisogno di svilupparsi ed adattarsi per soddisfare meglio le crescenti richieste del futuro”. Attualmente il comitato è costituito da *Tor G. Gull* (presidente), *Bedros Nassanian* (vice presidente), *Rick Ridings*, *Antti Hämäläinen* e *Bo Sander*. Presenti a Gerusalemme erano anche Tomas Sandell, *Katariina Salmi*, *Ruth Daskalopoulou-Isaac*, *Gregory Lafitte* ed *Andrew Tucker*. Uno dei temi in discussione è stato il concetto dei “promotori di ECI” i quali possono aiutare a diffondere le informazioni riguardo al lavoro di ECI in Europa e nel mondo, mentre il comitato ed I membri dello staff sono principalmente occupati a raggiungere le persone che prendono le decisioni. In qualità di nuovo membro del comitato, Bo Sander ha detto: “ECI ha un grande potenziale nella sua attuale rete di amici. Ma dobbiamo migliorarci nell’evidenziare che ECI non è sostenuta nè dall’Unione Europea nè da agenzie governative, ma è un’opera senza fini di lucro che dipende solo dalla generosità dei suoi sostenitori. Fornendo ai volontari presentazioni in Power Point ed altri strumenti di divulgazione, questi possono diventare nostri ambasciatori tra quegli amici di Israele che non sanno nulla del lavoro di ECI”. Questi, ed altri progetti saranno presentati più nel dettaglio durante l’anno ed un gruppo special preparerà la visione per ECI 2025. European Report torna nello studio nel Parlamento Europeo per discutere del significato del Sionismo, 120 dopo il primo congresso sionista

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ECI celebra il 50° anniversario della riunificazione di Gerusalemme con un pranzo di lavoro ad alto livello all’ONU col sindaco di Gerusalemme

New York, 6 giugno 2017 – La coalizione Europea per Israele ed il Forum per la Diplomazia Culturale hanno celebrato il 50° anniversario della riunificazione di Gerusalemme con una colazione di lavoro all’ONU di New York col sindaco di Gerusalemme, Nir Barkat come ospite d’onore. L’incontro, nel quale è stata presentata una relazione dallo studioso internazionale Jacques Gauthier sulla sovranità di Gerusalemme e della città vecchia secondo il diritto internazionale, è culminato con la consegna, da parte di Tomas Sandell, al sindaco Barkat di una lettera aperta dal titolo “Mantenere Gerusalemme unita coma capitale dello stato d’Israele”.

Inoltre la lettera è stata firmata da più di 50 leader politici in tutto il mondo, tra cui presidenti e vicepresidenti, per sostenere la sovranità israeliana su Gerusalemme come garanzia per una città aperta ed unita nella quale le persone di qualsiasi credo possano coesistere nel rispetto reciproco. La lettera ha ricevuto l’appoggio di deputati dei 5 maggiori partiti rappresentati nel parlamento europeo.

Il dott. Jacques Gauthier ha spiegato che: “Il diritto su Gerusalemme e sulla sua città vecchia era stato garantito al popolo ebraico durante la conferenza delle potenze alleate a San Remo, nell’aprile del 1920. Fu nella conferenza di pace di Parigi che la richiesta del riconoscimento del legame storico tra gli ebrei e la Palestina, presentata il 27 febbraio del 1919, fu approvata. Tale diritto riconosciuto a San Remo fu inglobato nel trattato di Sèvres, nel 1920 ed il mandato per la Palestina fu approvato dalla Società delle Nazioni nel 1922. Questo includeva anche il riconoscimento del legame storico tra il popolo ebraico e la città di Gerusalemme ed il suo diritto di ricostituirla come sua capitale storica” “Oggi esiste una mancanza di comprensione delle conseguenze prodotte da una ridivisione di Gerusalemme secondo i cosiddetti confini del 1967” ha proseguito Gauthier. “Infatti il confini del 1967 sono in realtà quelli dell’armistizio del 1949, (chiamati anche linea verde) tra il nuovo stato di Israele e la Giordania. Dividere Gerusalemme sulla base della linea verde non solo spodesterebbe gli abitanti ebrei della parte Est, ma comporterebbe anche che la parte Este di Gerusalemme non faccia più parte della capitale di Israele”. Egli ha anche commentato il credo popolare che Israele non ha diritti sulla Gerusalemme Est, conquistata con la guerra, dicendo che il diritto internazionale non si applica in situazioni nelle quali il diritto sia tato precedentemente garantito e solo in seguito conquistato militarmente. “Sebbene la Giordania abbia occupato illegalmente Gerusalemme Est e la città vecchia nel 1948, Israele non ha perso il diritto sulla città, quando la riconquistò nel 1967, dal momento che era già sua, secondo il diritto internazionale” ha aggiunto Gauthier.

Questi ha messo in guardia gli ambasciatori presso l’ONU presenti alla colazione di lavoro a non trascurare sommariamente i fatti innegabili spiegati loro in questa relazione, ma al contrario a prenderli in seria considerazione, ogni qual volta la questione di Gerusalemme verrà discussa in futuro.

Nel suo discorso, il sindaco di Gerusalemme Nir Barkat ha parlato di una Gerusalemme unita ed aperta che è importante per miliardi di perone nel mondo. “In un chilometro quadrato ci sono più chiese, sinagoghe e moschee rispetto a qualsiasi altra parte del mondo. Quando, nel 1967, Gerusalemme fu riunificata nessuna moschea fu distrutta e nessuna chiesa abbattuta. Noi manteniamo il rispetto per tutte le religioni”. Ha anche ricordato all’uditorio che tutto ciò non esiste in nessuna altra parte del Medio Oriente. “Oggi Gerusalemme è un’oasi di protezione per le minoranze perseguitate ed è una città dinamica e tecnologica al 26° posto nel mondo, più sicura di New York e Londra”. Il sindaco ha concluso il proprio discorso dicendo che Gerusalemme non dovrebbe essere un beneficio solo per gli ebrei, ma per l’intero globo.

La colazione di lavoro all’ONU ha segnato la conclusione della campagna di ECI per una Gerusalemme unita, lanciata il 30 marzo all’annuale Conferenza Programmatica di ECI a Bruxelles, ed ha avuto un sostegno senza precedenti. Nel calendario gregoriano, il 7 giugno 2017 è il 50° anniversario della riunificazione di Gerusalemme. La delegazione di ECI era composta da Tomas Sandell, Gregory Lafitte e Faith Collins Childress. La missione israeliana permanente all‘ONU era rappresentata dal vice ambasciatore David Roet.

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EC4I: Comunicato Stampa

Il direttore generale dell'UNESCO riafferma i legami storici tra Gerusalemme ed il popolo ebraico, durante la conferenza di ECI nel parlamento europeo

Bruxelles, 4 aprile 2017 – Il direttore generale dell'UNESCO Irina Bokova ha fermamente rigettato ogni tentativo di negare la storia ebraica collegata a Gerusalemme. Giovedì scorso in una dichiarazione, alla conferenza programmatica di ECI tenuta nel parlamento europeo, la Bokova ha affermato che: “Secondo la Torah Gerusalemme è la capitale del re Davide, città in cui Salomone ha costruito il tempio collocandovi l'Arca del patto”.

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EC4I resoconto mensile - Febbraio 2017

Il mese passato ha visto un grande mutamento geo politico con l’insediamento del nuovo presidente degli USA e con un cambiamento radicale dell’attuale ordine mondiale. Nello stesso mese vi è stato un grave assalto diplomatico contro Israele, prima del passaggio di poteri alla Casa Bianca, ma lo stato ebraico ha resistito! Come organizzazione abbiamo lottato per evitare ogni coinvolgimento con partiti politici, non schierandoci da una parte o dall’altra, cercando invece di fare del nostro meglio in ogni situazione. Negli ultimi 15 anni abbiamo lavorato con diversi governi in Israele, in Europa ed alle Nazioni Unite e nel futuro saremo sempre impegnati in questo.

Israele supera l’assalto diplomatico di Parigi

Parigi - Israele ha passato indenne l’ultimo assalto diplomatico dell’amministrazione uscente di Obama, dopo che gli Stati Uniti si sono rifiutati di porre il veto al Consiglio di Sicurezza il 23 dicembre scorso, causando così un grave danno ad Israele, a livello internazionale. A meno di un mese dalla disastrosa risoluzione 2334 del Consiglio di Sicurezza, la comunità internazionale, guidata dall’amministrazione USA uscente insieme a Francia e Svezia, ha fatto un ultimo tentativo per lanciare una nuova risoluzione per determinare i parametri di una soluzione per due stati, pochi giorni prima dell’insediamento della nuova amministrazione americana, del 20 gennaio. Se la risoluzione fosse passata, avrebbe portato ad una dichiarazione unilaterale di uno stato islamico palestinese con una sempre più probabile capitale a Gerusalemme Est. Per mobilitare il sostegno internazionale a questo piano, il governo francese ha organizzato una conferenza di pace il 15 gennaio, a Parigi, seguita, il 16 gennaio, da una riunione, a Bruxelles, dei ministri degli esteri dei paesi della UE che avrebbe dovuto portare ad una risoluzione il 17 febbraio, tre giorni prima del cambio della guardia alla Casa Bianca. Questo era il piano ma, grazie alla massiccia mobilitazione degli amici di Israele in tutto il mondo, il progetto è fallito ed Israele è sopravvissuta al complotto. In pochi paragrafi vogliamo raccontarvi cosa è accaduto e come voi, come attivisti di ECI, avete fatto la differenza.

Dalla sconfitta alla vittoria in 30 giorni– questo è quello che è successo

Bruxelles – L’approvazione della risoluzione 2334 del 23 dicembre scorso ha dato un serio colpo allo stato d’Israele col suo governo che lottava per resistere alla crescente pressione internazionale perché si piegasse alla richiesta unilaterale di uno stato palestinese, senza passare dai negoziati. Per ECI, la risoluzione significava che le vacanze di Natale sarebbero state impregnate dal lavoro di preparazione del periodo di 30 giorni, prima del giuramento del nuovo presidente americano, che aveva promesso il suo sostegno ad Israele. Il 3 gennaio ECI ha inviato una richiesta di preghiera ai suoi intercessori e questa fu rapidamente raccolta dai più famosi ministeri di preghiera cristiani e diffusa in tutto il mondo. In questo modo abbiamo potuto informare tutti i credenti del mondo sulla conferenza di pace a Parigi e sulla minaccia concreta che Israele subiva. Attraverso diversi reportage video su Facebook siamo stati in grado di mantenere sempre aggiornati tutti coloro che erano interessati alla vicenda.

ECI “sulle barricate della preghiera” a Parigi, Bruxelles e Stoccolma

Parigi/Bruxelles – Il ruolo di ECI durante questi importanti 30 giorni era quello di informare e mobilitare gli amici di Israele in tutto il mondo ed anche quello di raggiungere a Parigi i partecipanti alla conferenza di pace. Con l’aiuto del nostro consulente legale, *Andrew Tucker*, ECI ha scritto una lettera aperta <http://ec4i.us12.list-manage1.com/track/click?u=b4df5674a62a59807e25c3935&id=4539a6bb4a&e=7778d74515> che è stata inviata a tutti i 15 membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU ed agli ambasciatori dei 28 stati dell’Unione Europea. Dato che le informazioni sulla conferenza erano scarse, quelle fornite da ECI sono state ben gradite. In zone quali le isole del Pacifico, gli stati baltici, l’Africa e l’America Latina i pastori e leader hanno indetto un digiuno e preghiera grazie alle notizie fornite da ECI. ECI ha anche fatto in modo di avere delle squadre sul posto, a Parigi e Stoccolma, durante quei giorni importanti. Guidati da *Gregory Lafitte* e *Ruth Isaac*, molti sono andati a Parigi la domenica 15, per dimostrare il proprio sostegno ad Israele, mentre *Tomas Sandell* e *Tor G Gull* sono stati invitati ad una manifestazione di solidarietà nel parlamento di Stoccolma, martedì 17, ossia il giorno in cui a New York si riuniva il Consiglio di Sicurezza sotto la presidenza della Svezia. Con la presenza in questi luoghi chiave, ECI ha dimostrato che Israele non è da sola. La Conferenza di Pace è fallita ed i governi britannici e australiani si sono rifiutati di firmare la dichiarazione finale. Un giornalista della BBC ha descritto come un “caos totale” il tentativo affannoso dei partecipanti di salvare la conferenza. Il giorno successivo, il governo britannico ha nuovamente bloccato una risoluzione dei ministri degli esteri dell’UE volta a sostenere la conferenza di Parigi e questa decisione è stata appoggiata da parecchie nazioni dell’Europa Centrale e dell’Est. Invece di dare slancio ad una dichiarazione unilaterale di uno stato palestinese, la conferenza ha evidenziano una profonda divisione della comunità internazionale con una nuova emergente coalizione di nazioni che sostengono Israele. Come conseguenza, quel martedì 17 non venne approvata la risoluzione dell’UNESCO, e gli istigatori del complotto dovettero riconoscere che per il momento non se ne sarebbe fatto niente. Un grazie a tutti coloro che hanno partecipato a questa campagna ed hanno aiutato in un modo o nell’altro. Gli eventi del mese scorso illustrano chiaramente la potenza della preghiera, dell’istruzione e del sostegno, insieme al mantenersi informati ed all’agire in modo unitario. Avevamo già enfatizzato l’importanza della preghiera sino a che il nuovo presidente si fosse insediato alla Casa Bianca, ma questo non vuol dire che la battaglia sia finita qui. Al contrario, la lotta potrebbe intensificarsi nei prossimi anni, ma la dinamica cambierà. La nostra strategia non prevede un appoggio politico al nuovo presidente USA, ma è un incoraggiamento a seguire le istruzioni bibliche di 1° Timoteo 2:1-4 ed a pregare per coloro che sono in autorità.

Intanto, a Bruxelles a New York ed a Riga Il parlamento europeo elegge come suo presidente un amico di Israele

Bruxelles – Il parlamento europeo ha eletto suo nuovo presidente, il parlamentare italiano Antonio Tajani. Costui è da lungo tempo un amico di Israele ed un difensore dei cristiani perseguitati nel Medio Oriente. ECI aveva incontrato Tajani in diverse occasioni ed anche recentemente, una settimana prima delle elezioni, per esprimere il proprio sostegno. L’anno scorso, aveva accettato con gioia di raccogliere la sfida “porta la kippah” per mostrare solidarietà alle comunità ebraiche europee, in mezzo alle crescita dell’antisemitismo. Il suo mandato sarà di due anni e mezzo.

ECI partecipa agli eventi del Giorno della Memoria alla UE ed all’ONU Bruxelles/New York 

ECI ha partecipato all’annuale Giorno della Memoria a Bruxelles ed a New York, organizzato rispettivamente dal neo presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani e dal nuovo Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres. A Bruxelles erano presenti Tomas Sandell e Ruth Isaac che hanno ascoltato il discorso di Tajani il quale sottolineava la necessità di rafforzare i valori giudaico-cristiani per combattere l’antisemitismo. A New York Gregory Lafitte e Rudolf Geigy hanno ascoltato il discorso di Guterres che ha parlato sulla perdita di quelle comunità che escludono gli ebrei. Ha menzionato la sua patria, il Portogallo, che ha vissuto un crollo dell’economia in seguito all’espulsione degli ebrei, verso l’Olanda, nel XVI secolo, che a sua volta cominciò a prosperare. Ad Helsinki, il presidente di ECI Tor G Gull ha parlato ad una giornata commemorative interreligiosa, nella “Chiesa di Andrea”, alla presenza del leader della locale comunità ebraica Ariel Nadbornik.

ECI è tra gli organizzatori di una nuova conferenza nel parlamento europeo di Bruxelles

Bruxelles – ECI ha aiutato ad organizzare una nuova conferenza per combattere il movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sezionamento). La conferenza, organizzata dall’EIPA (Europe Israel Public Affairs) e dall’europarlamentare Lars Adaktusson, ha portato insieme attivisti ebraici da tutta Europa con l’aiuto del nostro rappresentante a Bruxelles Ruth Isaac; anche gli attivisti cristiani sono stati mobilitati. Parallelamente, i sostenitori del movimento BDS hanno organizzato un loro seminario nel parlamento. Mentre il seminario di ECI promuoveva la cooperazione e la co-esistenza, quello del BDS incitava a continuare il boicottaggio.La conferenza di ECI era aperta anche ad esponenti con diverse posizioni, ma voci critiche o giornalisti non sono stati i benvenuti al seminario BDS.

ECI parla alla convention di Aglow e ad un culto a Riga

Riga – ECI è composta da persone, chiese e movimenti che vogliono stare dalla parte di Israele attraverso la preghiera, l’istruzione ed il sostegno. Uno di questi movimenti è l’organizzazione femminile Aglow, che mobilita milioni di donne in tutto il mondo per portare un rinnovamento spirituale e la preghiera per Israele. Nell’ultimo fine settimana di gennaio, Tomas Sandell è stato invitato a parlare al loro convegno europeo annuale, che si è tenuto a Riga, in Lettonia. Ha contribuito anche il vice presidente di ECI Bedros Nassanian con sua moglie Rebekah. Le leader di Aglow hanno riaffermato il proprio impegno a stare con Israele ed ECI. La domenica Tomas è stato invitato a parlare alla Chiesa New Generation a Riga. Per molte settimane questa Chiesa ha pregato intensamente per la conferenza di pace di Parigi e si è rallegrata nel sentire, con notizie di prima mano, come il complotto fosse fallito. La Chiesa New Generation è una delle tante che si sforzano di rafforzare la propria collaborazione con ECI e la leadership della comunità sta programmando di partecipare alla prossima conferenza programmatica di ECI a Bruxelles.

Prossimi eventi

30 marzo 2017 – Conferenza programmatica annuale di ECI nel parlamento europeo, seguita, il 31 marzo, da un seminario di aggiornamento di ECI

Dal 31 marzo al 2 aprile 2017 – Incontro di preghiera di ECI

a Bruxelles Cliccate qui per maggiori informazioni <http://ec4i.us12.list-manage.com/track/click?u=b4df5674a62a59807e25c3935&id=00036ea9a7&e=7778d74515>

I posti sono limitati, quindi vi chiediamo di iscriversi al più presto possibile.

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