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Coalizione Europea per Israele Resoconto mensile – dicembre 2017

l riconoscimento di Gerusalemme da parte degli USA è una pietra miliare

Bruxelles

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu l’ha definita “una decisione storica, dello stesso peso di quella della fondazione dello stato ebraico”. L’organizzazione terroristica di Hamas ha minacciato dicendo che si “apriranno le porte dell’inferno”. Un parlamentare europeo svedese l’ha definita “una dichiarazione di guerra”. È stata indetta anche una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per affrontare la questione. La decisione storica di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, presa dal presidente USA Donald Trump mercoledì 6 dicembre, è ritenuta da tutti come uno “scombinamento delle carte sul tavolo” nel processo di pace del Medio Oriente. Interrompendo la politica estera americana che dura da 70 anni, ma aderendo ad una delibera del Congresso del 1995 ed in coerenza con le sue promesse elettorali, il presidente Trump ha dato la prova di un uomo che mantiene le promesse. Ma la sua decisione di riconoscere Gerusalemme ha anche suscitato la condanna da tutto il mondo e violente reazioni nel mondo arabo e per le strade d’Europa. L’annuncio avrà diverse implicazioni per ECI. Dal 2010 siamo stati in prima linea nella campagna internazionale per mantenere Gerusalemme come capitale unita di Israele. Ora, più che mai, avremo bisogno del vostro sostegno per stare al fianco di Israele ed anche le nazioni dovranno decidere da che parte stare. Lunedì, il primo ministro Netanyahu ha affermato ottimisticamente a Bruxelles che (secondo lui) altri paesi della UE alla fine seguiranno l’esempio degli Stati Uniti e sposteranno la loro ambasciata a Gerusalemme. Nello stesso tempo, salutando la decisione USA, vogliamo consigliare cautela. La dichiarazione americana lascia aperto il problema dello status finale e non nega o mette in discussione le pretese palestinesi. La pressione è ora su Israele e Trump per compensare la controparte propone un trattato finale per arrivare ad un completo e duraturo accordo di pace tra Israele e palestinesi. ECI continuerà a monitorare la situazione e vi terrà aggiornati con periodici comunicati stampa e con notizie sui social media. Seguiteci su Facebook per maggiori informazioni.

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La conferenza di ECI al parlamento europeo celebra la dichiarazione di Balfour e la tecnologia ebraica con le sue innovazioni

Bruxelles

“Da Sion uscirà la nuova tecnologia” ha detto Ruth Daskalopoulou-Isaac, la rappresentante di ECI a Bruxelles, mercoledì scorso, 6 dicembre in occasione di una conferenza organizzata insieme al Movimento Politico Cristiano Europeo (ECPM), appena qualche ora prima dell’annuncio del riconoscimento di Gerusalemme capitale, da parte del presidente Trump, La conferenza, che ha presentato i fondamenti legali dello stato ebraico riconoscendo in particolare il ruolo chiave della dichiarazione di Balfour, si è anche concentrata sulle innovazioni e sulla tecnologia israeliana, che sono come una benedizione moderna ebraica per le nazioni. L’oratore principale Lord Turnberg, della Camera dei Lord di Londra, ha indicato che “non sarebbe stato possibile, per il governo britannico, emettere la dichiarazione di Balfour senza il sostegno dei suoi alleati; grazie all’appoggio di Francia, Italia, Russia e Stati Uniti si è potuto procedere”. In seguito ha spiegato cosa avvenne a San Remo nel 1920 e che fu alla Lega delle Nazioni nel 1922 che furono stabilite le basi legali internazionali per la casa degli ebrei in Palestina. Consapevole dell’imminente riconoscimento di Gerusalemme da parte degli USA e preoccupato di ciò che sarebbe uscito dalla comunità internazionale, il consulente legale di ECI Andrew Tucker ha sottolineato che: “Israele è uno stato democratico basato su una legge che cerca di proteggere i diritti civili e religiosi di tutti i suoi cittadini, e ebrei e non”. La conferenza è stata organizzata dal parlamentare europeo Bas Belder (Olanda) e dal collega *Branislav Škripek (Slovacchia). Per un resoconto completo della conferenza leggete qui.

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La risoluzione 181 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di New York viene commemorata dal vicepresidente USA Pence che riconosce come una “mano del cielo” la creazione dello stato ebraico

New York

La Coalizione Europea per Israele è stata l’unica organizzazione non ebraica, insieme ad organizzazioni americane a favore di Israele, a promuovere un’iniziativa, a New York, per celebrare il 70° anniversario della risoluzione 181 dell’ONU. La risoluzione presentava il piano di partizione per la Palestina ed aprì la strada per la creazione dello stato ebraico del 1948. L’oratore principale, il vicepresidente americano *Mike Pence*, ha colto questa opportunità storica per annunciare che il presidente *Trump* avrebbe a breve annunciato la decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, secondo la sua promessa fatta durante la campagna elettorale. Esattamente una settimana dopo il presidente mantenne la promessa annunciando non solo il riconoscimento dei Gerusalemme come capitale, ma anche lo spostamento dell’ambasciata USA da Tel Aviv alla capitale. Nel suo discorso, il vicepresidente ha ripetuto che “non furono le Nazioni Unite a creare lo stato ebraico che nacque, invece, per mani umane aggiungendo che “sarebbe dovuto essere chiaro a tutti che anche le mani del cielo furono coinvolte”. Onorando il vicepresidente Pence, come oratore principale, ed includendo ECI nel comitato organizzatore, il governo israeliano ed il Comitato Ebraico Mondiale hanno voluto riconoscere l’importante contributo dei cristiani amici di Israele in tutto il mondo dal momento del voto sulla partizione sino ad oggi. Quando, nel 2016, il primo ministro *Netanyahu* incontrò la delegazione di ECI, definì i cristiani che credono nella bibbia come “I migliori amici di Israele”. Prima delle festività il direttore fondatore di ECI *Tomas Sandell* si è incontrato, a New York, col pronipote del presidente del Comitato ONU per la Palestina, lo svedese *Emil Sandström*. Costui, seguendo le impronte del nonno ricoprendo una carica diplomatica per tutta la propria vita, ha espresso ammirazione per il suo bisnonno, ma anche la preoccupazione per i recenti episodi di antisemitismo in Svezia. Commentando l’inaspettato interesse per Emil Sandström ha detto: “Siete gli unici che mi abbiano mai chiesto qualcosa sul mio bisnonno”. ECI era rappresentata, a New York, dal presidente onorario J Rudolf Geigy, dal direttore di ECI presso le Nazioni Unite Gregory Lafitte e da Tomas Sandell.

La preghiera e la riconciliazione segna il 70° anniversario del piano di partizione dell’ONU – ECI sostiene un viaggio cubano di riconciliazione a Gerusalemme! Bruxelles – In tutto il mondo i cristiani hanno celebrato il 70° anniversario del piano di partizione, il quale portò alla fondazione dello stato di Israele nel 1948. A Gerusalemme, una delegazione di uomini d’affari e di leader di chiesa dell’America Latina ha chiesto ufficialmente perdono per il comportamento dei propri governi i quali, nel 1947, votarono contro il piano o si astennero. ECI ha sostenuto un importante leader cristiano cubano nel suo viaggio a Gerusalemme volto a chiedere perdono al governo israeliano per l’opposizione cubana al piano di partizione e, più in generale, allo stato ebraico per tutti questi settanta anni. Questa persona, della quale manteniamo l’anonimato per ragioni di sicurezza, ha spiegato ad ECI di come settanta anni segnino la chiusura di una stagione ed ha detto che stava pregando che Cuba cambiasse il suo atteggiamento verso lo stato d’Israele. Inoltre ha dichiarato: “La nostra decisione di andare contro Israele nel 1947 non ha portato alcuna benedizione al nostro popolo. Ora è tempo di cambiare e cominciare a sostenere lo stato ebraico”. Altri leader nella delegazione provenivano da Argentina, Colombia, Cile, Honduras, El Salvador e Messico, tutti stati che nel 1947 si astennero mentre tutti gli altri paesi latinoamericani votarono a favore della risoluzione 181. A New York, per celebrare il 70° anniversario e per riconfermare l’impegno a stare al fianco di Israele per i prossimi anni, è stato organizzato un piccolo incontro di preghiera, all’interno del palazzo di vetro, mercoledì 28 novembre.

Noi siamo ECI

Ogni tanto vi presentiamo delle persone coinvolte con le attività di ECI. Questo mese vorremmo presentarvi Klaus e Gudrun Leweling. Segue qui un’intervista con Klaus che attualmente è un consigliere del comitato direttivo. Klaus Leweling, Amburgo, Germania

Potete presentarvi?

Sono tedesco, ho 63 anni e da 40 sono sposato con Gudrun ed ho 3 figli. Come Consulente Senior, la mia attenzione è rivolta alla vita futura dell’organizzazione, alla sua visione e strategia in un pazzo mondo che si sviluppa molto velocemente. Specialmente vent’anni fa, dopo che sono diventato un cristiano consacrato, cercavo degli impegni significativi ed opportunità per dare consigli di valore.

Come hai saputo di ECI?/

Un amico mi invitò ad un raduno di ECI a Bruxelles dove ho conosciuto per la prima volta ECI e conobbi personalmente Tomas Sandell.

Cosa rende ECI speciale?

La continua e concentrata attenzione sulla costruzione di relazioni personali con numerosi politici importanti; inoltre il livello di fiducia che può essere raggiunto ed il sostegno professionale insieme alla verità rende ECI unica. La mia speciale relazione con Israele in quanto tedesco, il mio amore per Israele ed il suo corso mi ha attirato verso questa organizzazione. ECI ha il mio pieno appoggio.

Di cosa ti occupi oggi?

Ho il privilegio di essere consigliere nel comitato direttivo.

Qual è il tuo messaggio per I lettori?

Se voi poteste solo immaginare l’effetto di una sola conversazione col politico giusto e nel tempo giusto, se realizzaste che questo potrebbe influenzare la storia, allora insieme siete chiamati ad allargare le corde della nostra tenda e rafforzare i picchetti. Il lavoro di ECI non deve soltanto continuare, ma crescere e diventare più efficace. Il tempo è breve. Sia benedetta Israele.

Prossimi eventi di ECI

“Gran Bretagna, Europa ed Israele dopo la brexit”

*Conferenza di formazione per gli attivisti di ECI a Londra 13 gennaio 2018

Oratori: Andrew Tucker, Gregory Lafitte, Ruth Daskalopoulou-Isaac e Tomas Sandell

. Visitate il sito web di ECI per le informazioni

“Israele 70 anni ed ECI 15”

Incontro europeo di preghiera di ECI a Bruxelles 23-25 marzo 2018

ECI celebra a New York la risoluzione 181 delle Nazioni Unite

ECI celebra a New York la risoluzione 181 delle Nazioni Unite - Israele fu creato da mani umane ma anche da mani celesti

New York, 29 novembre 2017

  La Coalizione Europea per Israele ha fatto parte di un gruppo di organizzazioni ebraiche che ha organizzato il 70° anniversario della risoluzione 181 da parte dell'ONU, presso il Museo del Queens di New York, luogo che nel 1947 era il quartier generale delle nuove Nazioni Unite. La risoluzione 181, chiamata anche piano di partizione, proclamava la creazione dello stato ebraico insieme ad uno stato arabo. Dai discorsi del vice presidente USA *Mike Pence*, dell'ambasciatore israeliano presso l'ONU *Danny Danon*, dell'ambasciatore *Ronald Lauder* del Congresso Mondiale Ebraico e del ministro israeliano *Yisrael Katz* è emerso chiaramente che non fu l'ONU a creare lo stato ebraico, ma fu il popolo ebraico stesso. Il vice presidente americano ha affermato, durante l'evento, che: “Non furono le Nazioni Unite a creare lo stato ebraico; queste hanno solo riaffermato il naturale ed irrevocabile diritto del popolo ebraico al loro proprio stato nello storico suolo patrio. Israele non aveva bisogno di una risoluzione per proclamare la propria esistenza in quanto il suo diritto è lampante ed eterno”. L'ambasciatore Lauder, del Congresso Ebraico Mondiale, ha ricordato all'uditorio che gli ebrei vissero in Giudea per otto secoli prima di essere dispersi dai Romani nel 135 d.C. “Sappiamo chi siamo e da dove veniamo. Per questo ci chiamiamo ebrei. Questi fatti storici non possono essere cambiati da una nuova risoluzione dell'UNESCO o da altri che cercano di negare la nostra storia” ha detto Lauder. Il rappresentante permanente di Israele presso l'ONU, l'ambasciatore Danny Danon ha ringraziato le 33 nazioni che votarono la risoluzione 181 del 1947, ed ha proseguito col dire che oggi Israele intrattiene rapporti diplomatici con circa 160 nazioni, ed ha aggiunto: “Oggi abbiamo trattati di pace con ex nemici come Egitto e Giordania, e le relazioni con altri stati arabi crescono, soprattutto nella regione del Golfo”. Ogni oratore ha citato la Bibbia per spiegare come il miracolo del 1947 sia stato possibile. “Anche se Israele fu costruito da mani umane, è impossibile non vedere anche la mano del cielo” ha detto Mike Pence. L'ambasciatore Danon ha definito il voto del 29 novembre 1947 come “i tre minuti più lunghi della storia di Israele”, ma si vede il risultato dell'adempimento della profezia biblica di un tempo in cui gli ebrei sarebbero ritornati in Israele. La Coalizione Europea per Israele faceva parte del comitato organizzativo dell'evento, ospitato dal Rappresentante Israeliano Permanente presso l'ONU. ECI era rappresentato dal direttore fondatore *Tomas Sandell*, il direttore per i rapporti con le Nazioni Unite *Gregory Lafitte* e dal presidente onorario *J Rudolph Geigy*. Sandell ha detto: “La nostra presenza qui oggi, come unica organizzazione non ebraica, è importante perché mostra che il sostegno allo stato di Israele va oltre il mondo ebraico”. “La risoluzione 181 fu un risultato storico di cui si può essere fieri”. Anche se il popolo ebraico non ha ricevuto quello che era stato promesso dalla comunità internazionale nel 1920, venne comunque riaffermato il diritto all'autodeterminazione del popolo ebraico nella sua storica terra. “Il messaggio singolare di questa commemorazione è che il popolo ebraico disse sì alla pace e coesistenza, già nel 1947, ed ha continuato a farlo negli ultimi settanta anni”. “Ora è tempo che anche I nemici dello stato ebraico riconoscano che Israele esiste ed è qui per ritornare al tavolo dei negoziati”.

ECI commemora il centesimo anniversario della Dichiarazione di Balfour in Svezia. “Il rifiuto palestinese impedisce la pace”

Stoccolma, 3 novembre 2017 –

Il direttore fondatore di ECI Tomas Sandell è stato uno degli oratori principali all’unica commemorazione ufficiale, in Svezia, dei cento anni dalla Dichiarazione di Balfour, giovedì 2 novembre. L’attuale governo svedese è venuto in conflitto con Israele quando tre anni fa, come primo atto politico dalla presa del potere, riconobbe l’esistenza di uno stato palestinese. Il riconoscimento venne senza neppure la consultazione del parlamento nazionale. Nel suo discorso di giovedì, Sandell ha sottolineato che la Dichiarazione di Balfour è qualcosa che deve essere celebrata da tutti coloro che hanno sottoscritto il diritto all’autodeterminazione di tutti i popoli, compreso quello ebraico.

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EC4I resoconto mensile – Settembre 2017

ECI celebra il 120° anniversario del primo congresso sionista a Basilea – Per l’Europa è tempo di celebrare lo stato ebraico Basilea – In un inaspettato volgersi degli accadimenti, il 31 agosto scorso la Coalizione Europea per Israele ha finito per ospitare l’unico evento ufficiale per la celebrazione del 120° anniversario del primo congresso sionista di Basilea. Quando il governo israeliano rinunciò ad organizzare una cerimonia ufficiale, al momento non risultava alcun evento celebrativo di quella data così importante per il popolo ebraico. Tutto però cambiò quando ECI organizzò una cena commemorativa nel Grand Hotel Le Trois Rois, il giovedì 31 agosto scorso. Nella sua nota di benvenuto, il direttore fondatore di ECI *Tomas Sandell* ha ricordato ai presenti il fatto che l’Europa è, allo stesso tempo, il luogo di nascita dello stato ebraico ed il più grande cimitero nel modo del popolo ebreo. Ha dunque affermato che: “Studiando la storia degli ebrei in Europa, si vedono due diversi percorsi; uno fatto da crociate, pogrom ed olocausto, ed un altro fatto di rinascita e vita fiorente. Uno porta alla maledizione ed alla morte, mentre l’altro porta alla benedizione ed alla vita. Uno è definito dal processo *Dreyfus* a Parigi nel 1895, dall’ascesa di *Hitler* a Berlino nel 1933, seguita dalla notte dei cristalli del 1938, che culminò più avanti nell’olocausto. L’altro è segnato dal congresso sionista di Basilea nel 1897, dalla dichiarazione di Balfour a Londra nel 1917 e dal riconoscimento del diritto del popolo ebraico a ricostituire la propria patria in Israele, sancito a San Remo nel 1920. Quale percorso scegliamo oggi?”. Sandell poi ha concluso citando le parole del Deuteronomio che ci incoraggia a “scegliere la vita così che tu ed i tuoi figli possiate vivere”. L’ospite d’onore, il principe *Philip Kiril von Preussen*, ha raccontato come il suo trisnonno, l’ultimo imperatore di Germania, il Kaiser *Guglielmo II*, aveva scelto il percorso sbagliato, negando la richiesta di *Theodor Herzl *di diventare il protettore della nazione ebraica nella loro terra d’Israele. Concludendo ha affermato che: “Qualche anno dopo la Germania perse la Guerra ed il Kaiser la sua corona, aprendo così la strada all’ascesa di Hitler e all’olocausto. Invece di scegliere un’evidente benedizione per la Germania, ha scelto una maledizione”. L’ambasciatore israeliano in Svizzera, *Jacob Keidar*, ha ringraziato ECI per aver organizzato la serata, avendo così evitato che l’evento del 31 agosto passasse inosservato nella terra in cui ebbe vita lo stato d’Israele. Il capo della comunità ebraica di Basilea, *Guy Rueff*, ha parlato di come il governo federale aveva celebrato il 120° anniversario due settimane prima ed ha ringraziato ECI per aver onorato Basilea, con una cena commemorativa, nel giorno esatto dell’evento. Ha anche ricordato che Basilea fu scelta nel 1897 grazie al sostegno della popolazione Cristiana ed ha aggiunto che: “Questa amicizia e sostegno è di grande importanza in questo giorno quindi è giusto che un gruppo Cristiano come ECI abbia deciso di celebrare il 120° anniversario con una sua propria celebrazione”. Sandell ha commentato che la riunione era stata organizzata seguendo lo spirito di grandi uomini come il reverendo *William Hechler *ed *Henri Dunant* che erano tra i dieci cristiani che presero parte al congresso. Ha affermato: “Come coalizione, vogliamo costruire sullo stesso legame di amicizia con il popolo ebraico e lo stato d’Israele”. La cena celebrativa era stata preceduta da una conferenza di preghiera organizzata dal direttore fondatore della Global Prayer Call, *Harald Eckert*, nella quale il cappellano della Christ Church di Gerusalemme, *David Pileggi*, aveva presentato il ruolo del leader Cristiano William Hechler nell’assistenza a Theodor Herzl, per coronare il suo sogno di un Congresso Sionista e di uno stato ebraico. Gregory Lafitte: l’occidente deve riconoscere le proprie radici ebraiche Basilea – Il discorso principale della serata è stato portato dal dott. *Gregory Lafitte*, del Forum per la Diplomazia Culturale. Il quale ha ricordato agli astanti che il delgati di 120 anni fa non erano solamente dei politici, ma anche scrittori, pensatori e membri di accademie. Ha citato anche il filosofo *Leo Strauss* che disse “La politica sionista deve essere basata sulla cultura”. Lafitte ha proseguito parlando delle due culture che hanno formato la civiltà occidentale, dicendo che: “Mentre il contributo dato dalla Grecia è stato opportunamente riconosciuto, non altrettanto è stato fatto per quello ebraico. Ora la comunità internazionale deve anche riconoscere le proprie radici ebraiche”. “La cultura ebraica ha spesso corso il rischio di essere assimilate o assorbita da quella greca. La nostra civiltà è debitrice più a Gerusalemme che ad Atene” ha sottolineato Lafitte, aspettando il giorno in cui la nostra eredità ebraica prenderà il posto centrale nella nostra cultura e ci sarà un vero ritorno a Sion. “Il sionismo è molto di più del ricreare uno stato ebraico” ha enfatizzato, citando *Theodor Herzl* che descrisse l’essenza del sionismo come un “ideale infinto”. Nel suo discorso ha evidenziato il contrato tra il pensiero greco e quello ebraico, piegando ed illustrando le differenze. Nel pensiero greco, tutto è incentrato sulla ragione, finita e fallace, mentre la cultura ebraica è incentrata sull’infinito e sulla speranza. La cultura greca cerca soluzioni nel qui e nell’adesso, ma il pensiero ebraico presenta una speranza per il futuro e dà una visione per l’eternità. Ma, ancora più importante, gli dei greci sono a sembianza degli uomini, mentre nella cultura ebraica è l’uomo ad essere ad immagine di Dio. Non voleva escludere la cultura greca, ma piuttosto voleva stabilirla al posto giusto e col giusto significato nella cultura di oggi. La cultura ebraica è stata tristemente trascurata nel passato ed ora è il momento che il mondo ne riconosca l’importanza ed il significato nella nostra cultura occidentale. Questo è stato l’obiettivo del Forum per la Diplomazia Culturale creato da ECI alle Nazioni Unite di New York per suscitare attenzione verso i numerosi contributi ebraici alla comunità internazionale, nella sua ricerca della pace. In conclusione, ha fatto notare che la visione sionista non si è completamente realizzata con la nascita dello stato ebraico. “L’adempimento della visione sionista non è ancora complete. Il sogno di Herzl –trasmesso nel primo congresso- è ancora vivo e valido oggi. Sì, lo stato di Israele è stato creato nuovamente, e gli ebrei non devono più combattere con l’unica alternativa: quella di essere assimilate ad un’altra cultura. Ma la visione deve ancora essere pienamente adempiuta, non solo a livello individuale ma ad un livello nazionale. Lo stato d’Israele non dovrebbe solo essere considerato semplicemente una nazione ricostituita, come un altro stato simile alla Grecia, ma dovrebbe essere riconosciuto come stato ebraico, e giocare pienamente il suo ruolo come luce delle nazioni”. L’intero discorso sarà pubblicato in seguito e messo sul sito web del Forum per l a Diplomazia Culturale. L’autorità palestinese rinnova il proprio programma – ECI: l’Europa dovrebbe smettere di finanziare il radicalismo e l’odio Bruxelles – L’Autorità Palestinese (AP) è impegnata dagli accordi di Oslo a preparare i propri cittadini alla coesistenza ed alla pace. Comunque, come ECI ha evidenziato molte volte in passato, la realtà nei territori palestinesi rivela un programma diverso. Attraverso una cultura di odio e demonizzazione, l’Autorità Palestinese continua ad incitare alla violenza contro la popolazione ebraica e ad onorare e ricompensare i terroristi condannati e quelli suicidi. Nel mese corrente l’Autorità Palestinese presenterà un nuovo programma per le scuole che, nonostante le proteste internazionali, continuerà a demonizzare il popolo ebreo e non metterà in atto alcun sforzo per preparare i propri bambini alla pace ed alla coesistenza. I contenuti dei libri di testo palestinesi sono stati criticati da molti anni, ma il programma non è stato modificato. Parte della colpa ricade sull’Unione Europea che rappresenta il più grande finanziatore dell’AP ed ha la responsabilità di assicurarsi che i suoi generosi fondi vengano utilizzati per preparare una via per la pace e non un’ulteriore radicalizzazione. All’interno della UE, alcuni stati membri si sono impegnati ad aiutare l’AP a formulare un nuovo programma per le scuole. Questi paesi sono la Finlandia, la Norvegia (anche se non membro della UE), l’Irlanda e l’Olanda. Oggi il comitato è guidato dalla Finlandia che ha ricevuto il riconoscimento internazionale per la bontà del suo sistema scolastico. Ma la questione è che oggi la Finlandia con altri stati membri della UE sta esportando la radicalizzazione in una delle regioni più instabili del mondo e non aiuta lo sviluppo ed il progresso. ECI si impegnerà con i governi dei suddetti stati e con la UE per assicurarsi che l’Europa innalzi il proprio impegno per I valori universali e per la pace. Siamo ECI Il comitato di ECI si riunisce a Gerusalemme e prepara il 15° anniversario Gerusalemme – Nel preparare il 15° anniversario di ECI del prossimo anno, il comitato e lo staff della Coalizione Europea per Israele si sono riuniti a Gerusalemme, per una riunione molto importante. Diversamente dallo scorso anno, quando il comitato incontrò il primo ministro *Netanyahu*, quest’anno l’attenzione è stata sulle questioni internazionali. Ha detto *Tomas Sandell*: “Considerato che ECI è uscita dalla fase pionieristica, è importante fare una pausa e guardare indietro in questi passati 15 anni e guardare avanti verso il futuro. Come gli edifici, anche le organizzazioni fatte da mano d’uomini hanno bisogno di rinnovamento e di aggiustamento, col passar del tempo. Così anche ECI ha bisogno di svilupparsi ed adattarsi per soddisfare meglio le crescenti richieste del futuro”. Attualmente il comitato è costituito da *Tor G. Gull* (presidente), *Bedros Nassanian* (vice presidente), *Rick Ridings*, *Antti Hämäläinen* e *Bo Sander*. Presenti a Gerusalemme erano anche Tomas Sandell, *Katariina Salmi*, *Ruth Daskalopoulou-Isaac*, *Gregory Lafitte* ed *Andrew Tucker*. Uno dei temi in discussione è stato il concetto dei “promotori di ECI” i quali possono aiutare a diffondere le informazioni riguardo al lavoro di ECI in Europa e nel mondo, mentre il comitato ed I membri dello staff sono principalmente occupati a raggiungere le persone che prendono le decisioni. In qualità di nuovo membro del comitato, Bo Sander ha detto: “ECI ha un grande potenziale nella sua attuale rete di amici. Ma dobbiamo migliorarci nell’evidenziare che ECI non è sostenuta nè dall’Unione Europea nè da agenzie governative, ma è un’opera senza fini di lucro che dipende solo dalla generosità dei suoi sostenitori. Fornendo ai volontari presentazioni in Power Point ed altri strumenti di divulgazione, questi possono diventare nostri ambasciatori tra quegli amici di Israele che non sanno nulla del lavoro di ECI”. Questi, ed altri progetti saranno presentati più nel dettaglio durante l’anno ed un gruppo special preparerà la visione per ECI 2025. European Report torna nello studio nel Parlamento Europeo per discutere del significato del Sionismo, 120 dopo il primo congresso sionista

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