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Resoconti e Testimonianze

Resoconti e Testimonianze (269)

Viaggio EDIPI Agosto 2018

Anche quest'anno il viaggio istituzionale di EDIPI, finalizzato al sostegno delle congregazioni messianiche d'Israele, si è concluso con il brillante conseguimento degli scopi ed obbiettivi prefissatici.
In particolare abbiamo visitato quattro congregazioni messianiche:

- ad Ashdod curata dal pastore Israel Poctar in forte crescita giovanile
   con il progetto di un nuovo e spazioso locale per le riunioni;

- a Jaffa presso Beit Emmanuel dei coniugi David e Michaela Lazarus
   gemmellati con EDIPI fin dal 2005;

- a Gerusalemme da Menachem Kalisher nella più grande congregazione
   messianica della capitale d'Israele;

- a Ein Kerem nella suggestiva sede di Beit Netanel per incontrare
   Rachel dall'impareggiabile spirito evangelistico, gemellata pur essa
   con EDIPI dal 2010.

Ovviamente le visite alle congregazioni messianiche si sono intrecciate con le tappe di contenuti turistico-archeologico che hanno avuto come protagonista il famoso archeologo Dan Bahat.

Di rilievo la parte istituzionale che ha avuto inizialmente, nella visita all'Indipendence Hall di Tel Aviv, il momento più toccante, ricordando la data del 14 maggio 1948 cantado l'Hatikva tutti insieme.


FOTO n° 1: La sala dove Ben Gurion pronunciìò il discorso per la nascita dello Stato d'Israele.

La parte più importante di questo viaggio era comunque l'incontro con l'Ambasciatore d'Italia in Israele, al Villaggio Goldstein di Gerusalemme.
In questo posto c'è un importante college per giovani ebrei che vogliono fare l'Aliya; una volta terminati gli studi facendo il militare hanno automaticamente la cittadinanza israeliana. Tra le molte attività del college, c'è, di rilievo, quella musicale evidenziata da un importante Auditorium. Questo grande locale è intitolato a Luigi Einaudi.
A questo punto è bene ricordare che il futuro primo presidente della Repubblica Italiana, ricercato dai nazifascisti, fu salvato assieme a molti ebrei da un tenente degli alpini che dopo l'8 settembre del '43 si diede alla cladestinità per salvare ebrei e perseguitati politici italiani attraverso valichi alpini con la Svizzera che solo lui conosceva. In un ultimo tentativo purtroppo fu sorpreso da una tempesta di neve trovando la morte per congelamento in una grotta.
Questo eroe, sconosciuto ai più, era Ettore Castiglioni e abbiamo voluto onorarlo scoprendo una targa alla sua memoria proprio il 28 agosto giorno del 110° anniversario della sua nascita. La presenza dell'Ambasciatore d'Italia in Israele Gianluigi Benedetti ha rappresentato l'alto riconoscimento dovuto ad un giovane militare italiano che diede la vita per salvare ebrei e italiani dalla furia nazifascista.

 


FOTO n° 2: Manifesto commemorativa della vicenda Castiglioni con i loghi delle 3 associazioni coinvolte nell'iniziativa.

 

 


FOTO n° 3: Presentazione della storia di Ettore Castiglioni illustrata dal presidente di EDIPI, past. Ivan Basana, all'Ambasciatore d'Italia Gianluigi Benedetti.

 


FOTO n° 4: La targa in ceramica esposta all'entrata dell'Auditoruim "Luigi Einaudi" del Villaggio Goldstein.

A latere di questo incontro abbiamo consegnato alla responsabile di Christian Friends of Yad Vashem, Susanna Kokkonen, una copia autografata dai registi Azzetti & Massa del DVD sulla vicenda Castiglioni, con l'importante testimonianza di uno dei figli degli ebrei salvati. Il documentario verrà messo nell'archivio di Yad Vashem sulle testimonianze italiane: il dono è stato molto gradito in quanto sono pochi i documenti cinematografici in lingua italiana.

 


FOTO n° 5: Ivan Basana e Susanna Kokkonen con il DVD "Oltre il confine" dei registi Azzetti & Massa premiati al Filmfestival della montagna di Trento nel 2017.

Per finire abbiamo presentato il libro "Sta scritto", opera a "4 mani"
del dr. Fulvio Canetti e del prof. Marcello Cicchese alla Christ Church di Gerualemmme; un libro originale scritto al 50% da un ebreo e per l'altro 50% da un evangelico. Per inciso, ricordiamo che una copia è stata donata anche all'Ambasciatore d'Italia in Israele Gianluigi Benedetti in prospettiva della presentazione del libro all'Istituto di Cultura Italiana dell'Ambasciata Italiana a Tel Aviv.

 


FOTO n° 6: Parte del gruppo EDIPI con il coautore Fulvio Canetti.

 

 

TRADUZIONE PER IL TESTO IN EBRAICO DEL MANIFESTO COMMEMORATIVO A ETTORE CASTIGLIONI NELL'AUDITORIUM "LUIGI EINAUDI" DI GERUSALEMME

A ricordo dell' alpinista Accademico del CAI, scrittore del GISM e pianista Ettore Castiglioni nato il 28 agosto 1908 morto il 12 marzo 1944. A capo di un gruppo di militari in qualità di Ufficiale degli   alpini, smessa la divisa dopo l'armistizio del 1943, li addestrò e guidò in una baita in Val D'Aosta. Con il suo gruppo, ormai   considerato disertore, a rischio della loro stessa vita, riuscirono a mettere in salvo dalla furia nazi-fascista molti ebrei e politici   perseguitati destinati ai campi di sterminio, conducendoli tra i valichi alpini sino alla salvezza in Svizzera. Tra di essi vi fu il medesimo senatore e futuro primo Presidente della   Repubblica Italiana Luigi Einaudi e la sua famiglia. Dopo un primo arresto di Castiglioni, non ancor egli sazio di giustizia e sentimento di pietà verso i più deboli ed   “infimi” del genere umano, nel probabile tentativo di trovare nuovi   valichi di   montagna per salvare altre vite, fu arrestato nuovamente dalle   guardie svizzere di confine al passo del Maloia. Con   abilità alpinistica riuscì nottetempo a calarsi dal secondo   piano del rifugio Longhin, per fuggire svestito ed al solo riparo di una coperta e di calzettoni in lana a risalire il ghiacciaio del Forno, nella tormenta di neve sino a giungere in alta quota   al confine italiano. Stremato si fermò sotto una rupe in attesa dell'alba. Il suo corpo congelato fu ivi ritrovato nella medesima posizione pochi   mesi dopo, a guerra terminata da un gruppo di amici alpinisti. Questa targa commemorativa qui fu posta ad imperitura   memoria del sacrificio della vita di un giovane, quale esempio etico, umanistico e dagli alti ideali per le future generazioni.

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Viaggio in Israele Agosto 2018 DI PASQUALINA BERTAGLIA PER TUTTI "LINA" Seconda parte

Prima Parte

Mi sembra di vivere un sogno: Gerusalemme di sera mi affascina, via vai di persone: persone che procedono a passo veloce vestite di nero con cappelli a larghe falde sempre neri, altri hanno degli strani colbacchi di pelo, le donne vestite tutte eleganti: sono gli ebrei ortodossi che ritornano dal Kotel. Li guardo incuriosita mentre cammino anch'io a passo altrettanto veloce tra viuzze e piazze con continue scalinate, sempre di corsa senza neanche nessun cedimento fisico; Gesù era con me a sostenermi.

Ed improvvisamente tutto era illuminato, quasi a giorno, con tanta gente attonita; appena sono arrivata davanti al Muro del Pianto non ho avuto parole che possano esprimere quello che ho provato. So solo che ringraziai il Signore per avermi dato la possibilità di trovarmi lì davanti a tanta spiritualità.

L'indomani abbiamo fatto una visita guidata con l'archeologo DAN BAHT al Tunnel sotto il Muro del Pianto, alla Torre di Davide, alla Cittadella, al Parco Archeologico vedendo molte altre recenti novità archeologiche. Il mio pensiero andava molto lontano, mentre Dan Baht spiegava le vicende dei protagonisti storici e tutti i vari personaggi erano presenti alla mia mente: Erode, Re Davide, Salomone, con tutti i Patriarchi e i sacerdoti del Tempio: sfilavano come in un film; che strane senzazioni!!! Ma mi direte che quanti conoscono IL LIBRO DEI LIBRI sanno che non si tratta di fantasie: l'atmosfera, il paesaggio, le pietre tutto parla di loro con una evidenza incredibile. Ho visitato tanti altri posti potrei riferirne in quantità se fossi una brava scrittrice che renderebbe tutto chiaro con poche parole. Ma quanto vedevo intorno a me mi lasciava a bocca aperta...senza parole.

Il giorno dopo sul Monte degli Ulivi, poi al Getsemani il mio pensiero era sempre rivolto a Gesù; mi sembrava di vederLo spuntare da ogni angolo, sul prato, dietro un ulivo e tutto mi parlava di Lui; della grandezza dell'Eterno e per quanto stavo sperimentando della forza fisica che mi stava dando. Questa forza sono sicura che è data anche al suo popolo impegnato ad adempier le profezie bibliche nel ritornare alla Terra Promessa, nel costruire nuove case e villaggi, nel curare la vegetazione e difendere la Terra che Lui ha loro donato: questi erano e sono i sentimenti che ho provato e che porterò sempre con me.

Ho visto la collina di Meghiddo scenario dell'ultima battaglia. Ho attraversato il deserto del Negev meraviglia delle meraviglie con nuove strade e molte moderne costruzioni, vegetazioni lussureggianti e tanti nuovi e giovani alberelli irrigati con cura con l'originale sistema goccia a goccia, ideale per il deserto, ed infine pittoreschi viali colorati di bouganville. Un vero contrasto attorniato dalle roccie.

Quindi siamo arrivati a Qumram con un interessante museo didattico. Lì tra le roccie hanno trovato dei rotoli di pergamena e ci hanno mostrato un filmato sulla storia degli Esseni. Pochi chilometri ancora per finire al Mar Morto che non credo sia proprio morto, infatti ho raccolto delle conchigliette oltre a vari cristalli di sale. Appena giunta sulla battigia mi son detta: "Ora mi faccio una bella nuotata"...invece è stata una esperienza irripetibile per me, ma dovevo proprio entrarci per realizzarla.

L'indomani siamo stati sul monte Herzl con la visita al Memoriale dello YAD VASHEM. Ma qui devo dare un consiglio: se soffrite e avete un cuore debole non entrate nella Cupola (così l'ho chiamata). Qui si entra in un buio assoluto, si cammina tenendosi ad un corrimano, poi all'improvviso vedi un cielo stellato, ma non è il cielo e non sono stelle, ma lucine e ogni lucina rappresenta un bimbo morto: una voce scandisce il nome, l'età e il lager dove il bimbo è stato assassinato. Sono dovuta uscire, mi mancava il respiro temevo che il mio cuore si fermasse. Appena fuori mi sono ripresa al Parco dei Giusti, dove son indicati tanti nomi scritti sui muri commemorativi o su targhette poste sotto gli alberi a dimostrazione che tante persone hanno rischiato la vita e tanti la hanno persa per salvare ebrei dalla persecuzione.

Ancora oggi sappiamo che nel mondo occidentale cresce l'antisemitismo e sempre piu forte è l'odio per Israele. Si tratta di una una vergogna perchè tacciono governi e giornalisti, ma non è l'occidente cristiano? Allora se sei cristiano come puoi odiare gli ebrei? Allora come puoi dire amo Gesu? Ebreo, nato ebreo, morto ebreo, resuscitato ebreo e ritornerà Ebreo a Sion.

Una lezione ho ricevuto e voglio condividerla: allo Yad Vashem avevano una guida che si chiama Vivi Salomon ebrea italiana che vive a Gerusalemme. A una domanda fatta da una persona del nostro gruppo, per inciso non ricordo la domanda, ma ricorderò per sempre la risposta: "No io chiedo sempre perdono a Lui guardando in Alto per ciò che io faccio di male; mai chiederò ad alcuno di chiedere perdono e ci hanno insegnato e ci insegnano a non odiare ma ad amare, il perdono e la vendetta appartengono all'Eterno, noi possiamo solo difenderci se siamo attaccati". Della sua famiglia dallo Shoa è ritornata solo la sua mamma allora tredicenne, tutto il resto della sua parentela è stata sterminata, nei suoi occhi ho visto tanta serenità e lei prova tanta gioia quando sente che qualcuno ama Israele e il suo popolo.

Come non amare Israele? Dio ha scelto Israele, abbiamo un grande debito, ci ha dato YESHUA il Salvatore!

Ultimo incontro al Villaggio Goldstein per deporre una targa alla memoria di un coraggioso eroe italiano, Ettore Castiglioni, che si sacrificò per salvare ebrei e perseguitati politici italiani dalla furia nazifascista. Uno dei salvati fu Luigi Einaudi, futuro primo presidente della Repubblica Italiana e per l'appunto la targa è stata posta all'Auditorium intitolato a Luigi Einaudi. Per l'occasione era presente l'Ambasciatore d'Italia in Israele Gianluigi Benedetti oltre a politici israeliani e rappresentanti della comunità ebraica italiana di Gerusalemme.

Dio protegga Israele, lunga vita a GERUSALEMME sua capitale!

Lina Bertaglia

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Viaggio in Israele Agosto 2018 DI PASQUALINA BERTAGLIA PER TUTTI "LINA" Prima parte

L'autrice è Pasqualina Bertaglia per tutti "Lina" nuova associata ad EDIPI dopo l'esperienza di questo viaggio. Era la nostra mascotte di 85 anni in questo viaggio simpaticamente denominato GERIATOUR EDIPI 2018 in quanto l'età media dei partecipanti era di 68 anni, annoverando oltre alla 85enne Lina, un83enne, una 79enne, una 76enne, una 72enne e due 70enni...per fortuna c'era un giovane da 42 anni che abbassava la media di questo gruppo complessivamente di 13 persone diversamente giovani!

Prima di scrivere questa relazione sul mio primo viaggio in Israele, ho pregato affinchè le parole rispecchiassero veramente ciò che ho provato verso la terra di Israele e il sentimento che mi spinge a parlarne. Era un sogno, diventato realtà grazie a Dio, il mio Creatore, che mi ha fatto conoscere il presidente di "EDIPI" il pastore Ivan Basana e sua moglie Andie, donna meravigliosa la quale ha organizzato questo viaggio.

Ho saputo che i coniugi Basana sono stati in Israele in ben 30 occasioni: se questo non è vero amore verso Israele, cosa potrebbe altrimenti essere? La mia prima esperienza è stata a dir poco decisamente entusiasmante: nel senso spirituale, storico, turistico; proprio tutto insieme. Premetto che sono una ottantacinquenne e grazie a Dio li porto tutti bene e in salute. Appena l'aereo era sopra Tel Aviv ho sentito nel mio cuore una grande gioia e non riuscivo a frenare le lacrime. Sapevo che da quel momento in poi avrei avuto una "Grande Guida", GESU', la forza mi veniva solo da Lui e non avrei avuto nulla da temere, non sarei stata un peso per i miei compagni di viaggio, i quali, devo dire che sono stati davvero meravigliosi e saranno sempre nel mio cuore.

Essi condividono con me un sincero amore per Israele. Tel Aviv è una bellissima città ,sia la parte vecchia che la moderna, le sue nuove costruzioni non deturbano sono belle, moderne e non manca il verde. Ci sono tanti alberi con fiori di tutti i colori. La gente è affabile, gente disponibile e serena; sia arabi israeliani che ebrei, essi vivono insieme, più o meno come da noi, anzi forse proprio meglio perchè tutti lavorano tranquilli. Non ho visto particolari differenze, anzi la differenza si nota più qui in Italia fra nord e sud. Riguardo poi all'apartheid reale o presunta, credetemi quello che leggiamo nei giornali e sentiamo alla Tv, sono tutte bugie.

A Jaffa vicino a Tel Aviv abbiamo visitato una Chiesa Messianica, una delle tante, perchè ce ne sono diverse, ed è stato proprio fantastico: vi erano tanti e tanti giovani, tanti bambini uniti con gioia nell'amore del loro e nostro Messia YESHUA. Penso alle nostre Chiese Evangeliche, tutte nessuna esclusa dove è mancate la Gioventù, anche in quelle cattoliche che una volta avevano i patronati per i giovani: ora sono vuoti...che pena.

Tanti bei negozi e il mercato di Tel Aviv lungo centinaia di metri gestito da mussulmani ed ebrei assieme con gli acquirenti di tutte le nazioni e di tutti i colori. Ditemi dov'è l'apartheid?

Qui c'e il rispetto e libertà per tutti. La differenza la si vede solamente dal vestire delle donne: alcune portano il velo e i vestiti lunghi più o meno colorati. Mi ha colpito che al mare sia a Tel Aviv che nel mare salato (il Mar Morto)le arabe musulmane fanno il bagno completamente vestite, anche se in città non ho visto donne con il burqa che ho visto invece in Germania.

Camminare per Capernaun è stato come vivere un sogno; vedere il mare di Galilea dove Pietro, Andrea e altri seguivano GESU'. Poi il mare a Cesarea: beh mi sembrava di vederli e di far parte con loro di quella cordata, di vivere con loro; camminavo, camminavo e non sentivo stanchezza.

Quindi il viaggio verso Gerusalemme indimenticabile, dal finestrino del Bus i miei occhi seguivano il paesaggio mutevole, le strade moderne, i ponti, i villaggi arabi che si alternano a quelli israeliani e terreni fertili con tutto in ordine, fiori tanti fiori; boungaville di tutti i colori, e una voce dentro di me pareva dicesse : guarda cosa hanno costruito con l'aiuto dell'Eterno a conferma delle Sue promesse. Egli è qui in mezzo a loro.

Pensavo però anche che questo popolo è in guerra da 70 anni subisce continuamente attacchi da ogni parte, dentro, fuori e lungo i confini; deve spendere denaro e sacrificare giovani per difendersi e nonostante ciò è riuscito a creare questo paradiso in terra. La risposta è che l'Eterno protegge Israele ed è qui che il Messia Yeshua ritornerà. Finalmente siamo arrivati a Gerusalemme; ringraziai il Signore per questo dono che mi ha fatto. L'albergo dove siamo scesi si trova nella Città Vecchia, si passa dalla Porta Nuova, cosi chiamata, che fa parte proprio delle Mura, dopo una cena rinfrescante e frettolosa subito via a vivere Gerusalemme di notte, l'emaozione era forte!

Segue seconda parte

Di Lina Bertaglia

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Esiste la nazione ebraica?

Stato ebraico o stato democratico? Questo è il tema del momento quando si parla di Israele. Come sempre quando la gente parla di ebrei, tutti sanno già qual è il punto da cui partire, e di solito non si sente alcun bisogno di tornare indietro per verificare se è quello giusto e se si è arrivati correttamente al punto a cui si è arrivati. L’interesse principale sta nel combattere i sostenitori della parte opposta, contestandoli e ridicolizzandoli per quanto possibile. E i social oggi sono un campo di lotta meraviglioso: mai è accaduto prima nella storia di poter accapigliarsi a parole in modo così esteso e virulento e con così poco sforzo. Ogni tanto, magari solo per riprendere fiato, prima di rigettarsi nella mischia si potrebbe provare a fermarsi un po', documentarsi, e riflettere. Proponiamo a questo scopo, come semplice stimolo e ausilio, alcuni paragrafi iniziali del libro “Dalla parte di Israele come discepoli di Cristo”. di Marcello Cicchese

Per secoli gli ebrei sono stati considerati un gruppo sociale accomunato da una religione superata e opposta a quella vera, con un passato storico negativo e un presente politico che costringeva le nazioni in cui si trovavano a porsi ogni volta il problema della loro presenza su una terra che non apparteneva a loro. Dal 70 al 1948 d.C. gli ebrei non hanno più avuto una terra, non sono più stati una nazione e la loro presenza è stata considerata un continuo intralcio storico, qualche volta tollerato con benevolenza e con risvolti anche positivi, ma nella maggior parte dei casi subito come una specie di maledizione. «Gli ebrei sono la nostra disgrazia», è la conclusione che in molti casi si traeva quando le cose andavano male e la gente trovava conforto in una spiegazione semplice che accomunava tutti, a parte gli ebrei. L'avvento dell'Illuminismo, con il conseguente declino dell'influenza della Chiesa sulle società europee, rese sempre meno plausibile la diversificazione degli uomini sulla base della religione. Non si abolì del tutto l'idea di Dio: generosamente gli si lasciò il diritto all'esistenza, ma gli si tolse il diritto di parola. Da quel momento Dio, non potendo più parlare, non poté più dire qual è la religione giusta e quale quella sbagliata: dovette accontentarsi di aver creato il mondo e di continuare a produrre esseri umani tutti uguali tra loro quanto ai diritti, anche se suddivisi in vari gruppi socialmente e politicamente organizzati chiamati "nazioni". Attenzione però: la suddivisione in gruppi nazionali non doveva avere niente a che fare con Dio, come ai tempi della "cuius regio, eius religio": il riferimento a Dio doveva restare un fatto individuale, un diritto intangibile della singola persona che non doveva interferire con la struttura politica della nazione. Anche gli ebrei, quindi, da quel momento furono considerati come tutti gli altri: furono "emancipati". Non poterono più essere esclusi per il fatto che si riferivano a Mosè e alla Torà invece che a Gesù Cristo, ma neppure dovevano pensare di avere diritto a un trattamento particolare. Si poteva essere ebrei, cristiani, atei o altro ancora, ma bisognava essere leali verso la nazione di cui si faceva parte. Così si pensava, almeno fino a un secolo fa. La maggior parte degli ebrei, anche se non tutti, accettò questa situazione. Dopo tanti secoli di emarginazione e limitazioni, l'idea di avere - come i non ebrei - libertà d'azione in una terra da poter considerare - insieme ai non ebrei - come loro patria, era troppo attraente.

La cosa cominciò con Napoleone.

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Commento al libro " Sta Scritto "

DI Pasquale Rineli:

Durante uno dei suoi innumerevoli discorsi Gandhi disse grossomodo : " Quando l'umanità intera avrà compreso pienamente il Sermone del Monte e si deciderà a metterlo in pratica nella vita di ogni giorno allora potremo parlare veramente di fratellanza universale ". Gandhi, come si sa era di credo Indù eppure aveva fede nelle parole pronunciate secoli prima da un Ebreo.

Non ci deve stupire più di tanto quindi se un Evangelico e un Ebreo hanno dato origine a degli spunti di meditazione di brani delle Sacre Scritture, considerate da entrambi gli Autori la sola e vera Parola di Dio. Anzi, il loro comune lavoro oltre ad essere un evento eccezionale, visto da un'angolatura profetica e scritturale, dovrebbe essere uno stimolo per ogni credente a considerare con maggiore attenzione e rispetto il piano di Redenzione preparato da Dio per il genere umano.

Non si può amare la Parola di Dio, come affermano in tanti, senza amare Israele al quale è stato affidato il Testo Sacro e leggendo, anzi meditando il prestigioso lavoro di Fulvio e Marcello, mi sono reso conto che non solo l'amore di Dio è vivo e operante ma che davvero in Lui non c'è distinzione o parzialità e lo splendido libro che è venuto fuori dalle penne degli Autori è una prova più che evidente. La Redenzione voluta da Dio e descritta in modo dettagliato nella Sua Parola è universale e non parziale e questa verità fondamentale è stata recepita pienamente dagli Autori, come dimostra ampiamente il loro comune lavoro. Il quale non è affatto discordante o " anti dottrinale"come erroneamente potrebbe dedurre qualcuno da una lettura superficiale del testo. Mentre da un'attenta meditazione si evince subito un comune denominatore che lega indissolubilmente i due Autori e cioè l'amore verso Dio e la Sua Parola che costituisce la "Magna Charta di ogni sincero credente.

Il lavoro svolto da Fulvio e Marcello costituisce una vera boccata di ossigeno puro, senza alterazioni o annacquamenti in un momento come il nostro, caratterizzato da una crescente confusione spirituale che danneggia la fede e porta inevitabilmente settarismo e disgregazione all'interno delle comunità dei credenti. Ricordando che solo la Parola di Dio è verità assoluta mi auguro che ognuno leggerà questo testo con il cuore e non solo con gli occhi alfine di trovare in esso un vero balsamo di Galaad e un salutare refrigerio spirituale, indispensabile per ogni credente e così facendo faremo nostre le parole del Salmo 119:105 per non smarrirci " Nel mezzo del cammino di nostra vita "

Caro Ivan questo è quello che mi è venuto spontaneo scrivere dopo aver letto il libro, nella speranza di sentirti al più presto accetta un caro e sincero shalom.

Pasquale Rineli

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Relazione convegno Edipi di Torino

Convegno regionale Edipi del Piemonte Torino 8 e 9 giugno 2018 - Chiesa Gospel House Venaria Reale (Torino).

“LE FESTE EBRAICHE”

In occasione della presentazione del libro “Sta scritto”’,ultimo lavoro del professor Marcello Cicchese redatto con Fulvio Canetti, Edipi ha colto l’opportunità di presentare l’evento all’interno di un convegno regionale in Piemonte presso la Chiesa Gospel House di Venaria Reale (To) l’ 8 e 9 giugno 2018.

Il programma come sempre ha presentato relatori di grande livello e conosciuti da Edipi.

In primis il prof.Marc Surey ,ebreo messianico intervenuto da Londra, la dottoressa e socia Edipi Rossella Genovese e il professor Marcello Cicchese.

In apertura il pastore socio fondatore e presidente Edipi Ivan Basana sottolinea l’importanza di “seminare anche se altri poi raccoglieranno”.Di seguito Il professor Cicchese introduce la sua ultima fatica “Sta scritto” così intitolato perché Gesù si è sempre riferito alla Torah con questa espressione .Il libro contiene la spiegazione delle Parashot che sono le sezioni settimanali con cui gli ebrei dividono la Torah in modo da leggerla in un anno e specifica quanto sia strettamente connessa al tema di Israele la figura di Gesù.Necessario è chiedersi chi sia Israele all’interno del piano di Dio perché non comprendere questo significa arrivare ad un ‘errata conoscenza di Gesù stesso.Ad Israele ,popolo non scelto ma formato da Dio, è stata data la legge che non è un dono ma un patto tra Dio e il suo popolo.Quindi,conclude il prof.Cicchese è”strano riferirsi a Dio senza mai fare riferimento ad Israele perché ,che ci piaccia o no, sta scritto”.

Assente il coautore del libro Fulvio Canetti, ebreo italiano sionista, che ha inviato una lettera, letta da Andie Basana, con la benedizione sacerdotale di Aaronne e le motivazioni che hanno portato a scrivere il libro “Sta scritto” ovvero interpretare la Parola di Dio al fine di illuminare antichi messaggi biblici.La dicotomia tra la bibbia ebraica e quella cristiana è successiva a Gesù ed è frutto di un antisemitismo portato avanti anche attraverso la stampa.In tarda serata il saluto di Mark Surey tradotto brillantemente dalla socia Edipi ed interprete Monica Tamagnini.

In apertura alla seconda giornata del 9 giugno il pastore Ivan Basana ha presentato il viaggio Edipi in programma dal 22 al 29 agosto in occasione del centenario della nascita di Ettore Castiglioni, alpinista italiano, figura poco nota ai più ma autore di una mappatura dei valichi alpini che aiutò molti rifugiati a salvarsi durante la seconda guerra mondiale.Tra questi anche il futuro primo presidente della repubblica italiana Luigi Einaudi.Ringraziamento anche del socio Edipi Giovanni Giardino con un preambolo sul perché di un convegno sulle feste ebraiche.

Potente l’intervento del professore ebreo messianico inglese e socio Edipi Mark Surey,intervenuto in molti convegni Edipi sin dai primi anni che ha approfondito in chiave messianica le principali feste ebraiche partendo dallo Shabbat, festeggiamento di un anniversario ,quello della creazione di Dio.Le scritture di riferimento delle feste sono in Levitico 23.Le feste bibliche principali sono sette: quattro sono le feste primaverili del raccolto Pasqua ,Azzimi,Primizie e Pentecoste, tre sono autunnali Rosh hashanà ,Yom Kippur e Sukkot .

Altre feste successive a quelle del Levitico sono Purim, Chanukkà e la festa d’indipendenza d’Israele del 1948.

Il dottor Surey afferma che le festività ebraiche sono anniversari come Rosh Hashanà che commemora la creazione dell’Universo di 6000 anni fa.tanti i passaggi biblici citati e sviscerati dal dott.Surey quali Levitico 23, Ester 3,I Corinzi 15-16, Luca 1 da cui parte per datare , attraverso un calcolo biblico, il periodo di nascita di Gesù ovvero settembre -ottobre durante Sukkot.

Secondo la tradizione rabbinica il Messiah compirà tutte le feste ebraiche tranne il Purim. Ma Gesù, conclude Mark Surey, le ha già compiute tutte soprattutto il Purim (festa di liberazione del popolo ebraico).

Anche la dottoressa e socia Edipi Rossella Genovese , dopo un breve excursus sul significato socio antropologico delle feste ,sottolinea, nel suo apprezzato intervento, l’importanza delle feste e del concetto di festa come incontro comunitario, di scambio sociale, di recupero dell’elemento religioso ed anche dell’aspetto agropastorale delle stesse.In Esodo emerge il concetto di festa per celebrare Dio con musica e danze ed anche l’aspetto purificatore delle feste come la Pesach che servì al popolo ebraico in uscita dall’Egitto di purificarsi ed anche separarsi da ciò che era egiziano.Le feste ebraiche maggiori sono quelle comandate da Dio : Rosh Hashanà, Yom Kippur, Pesach, Shavuot e Sukkot.le feste minori e comandate dall’uomo sono Yom Hatzmaut,Chanukkà,T’bisvath,Lag baomer e Purim.

Lo shabbat è la festa più ricorrente in quanto cade ben 50 volte in un anno (Esodo 31) ed è citata nei 10 comandamenti.Altri versi citati sono Luca 13.10-17,Esdra 6.21,I Corinzi 5.7,Luca 22.7-20,Giovanni 11.55-57,Deuteronomio 16:9-12,Levitico 23:33,Apocalissse 21:3.

Menzione speciale al “Coro Arpa di Davide” che ha curato magistralmente le sessioni musicali con uno splendido ed ottimamente eseguito repertorio di celebri canti ebraici tra cui "Jerusalem of gold" e l'inno nazionale ebraico Hatikvà.

Sono intervenuti anche il pastore della chiesa ospitante Franco Drago,la pastora e dottoressa socia Edipi Nicla Costantino Pompeo che ha annunciato un convegno Edipi in Puglia l’anno prossimo, il pastore Ferruccio D’Angelo che ha presentato il Coro Arpa di Davide raccontandone gli obiettivi e la storia e il fratello e socio Edipi nonché presidente di Preghiera Italia (Ministero d’intercessione internazionale per l’Italia) Friday Osague.

Bella la conclusione del pastore Franco Drago della Gospel House di Venaria Reale che esprime soddisfazione per il convegno e il suo amore per il popolo ebraico ribadendo l’apertura della sua chiesa ad Israele.

Nella preghiera finale sale una lode ed un ringraziamento a Dio sapendo che presto Gesù ritornerà. Sta scritto.

Am Israel chai.

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3° Incontro di Israeologia – 12 Maggio 2018

l terzo ed ultimo incontro del Corso di Israeologia, presieduto dal Past. Ivan Basana, Presidente di Evangelici d’Italia per Israele, si è aperto affrontando il tema “Israele fra il presente (attualità) e il futuro”, in quanto a distanza di due soli giorni dalla celebrazione del 70° anniversario dalla nascita dello suo Stato Israele si trova ad affrontare, per l’ennesima volta, un’emergenza difensiva dallo tsunami di migliaia di “palestinesi” che inneggiano alla “marcia del ritorno” nella “loro terra”.

E pensare che Gaza fu ceduta nel 2005 da parte delle migliaia di ebrei che forzatamente lasciarono le loro case, con lacrime e tanta sofferenza, ai palestinesi perché questo atto avrebbe portato la pace…; non ci può essere pace con chi vuole solo guerra e distruzione di Israele e del suo popolo, come sancito dallo statuto di Hamas. Da non trascurare il fatto che a Gaza c’é una presenza di arabi che credono in Yeshua per i quali è importante pregare perché corrono grandi rischi per la loro stessa vita. Proprio un articolo apparso su Repubblica il venerdi precedente evidenzia che in Iran l’economia è ai minimi storici perché la moneta ha avuto una svalutazione del 100% in quanto tutte le risorse economiche sono utilizzate per il terrorismo. La popolazione vive in situazioni disastrose non a causa di Israele ma a causa dei finanziamenti a favore degli armamenti.

Dal Golan la Siria riesce a dominare tutta la pianura di Izreel  e le armi di Harmageddon sono tutte nei confini del Libano per attaccare Israele. A Sud ovest i palestinesi premono sui confini fra Gaza e Israele…

Il Presidente Basana fa notare come sia importante sfruttare questo particolare momento per poter trovare gli strumenti adatti per porci in maniera critica e sostenere correttamente Israele e la rivelazione del Messia. Golda Meier sosteneva che il problema palestinese è difficile da risolvere finché le madri palestinesi odieranno gli ebrei più di quanto amino i propri bambini. E’ un’ideologia della morte che viene promossa!

Il fatto che Israele si sia affermato come Stato sovrano dal 1948 e sia sfuggito ai vari tentativi di distruzione va spiegato prima di tutto grazie all’intervento divino ma anche con il fatto che il sionismo americano ha aiutato finanziariamente lo Stato di Israele a sopravvivere, mentre il contributo degli Evangelici è stato marginale; dal 19° secolo gli Ebrei della diaspora erano spinti misteriosamente a ritornare nella terra desertica dei loro avi (come descritto nel bel libro di Golda Meier) con il sostegno importantissimo delle comunità ebraiche americane. E’ evidente che in questa iniziativa secolare c’era l’assoluto controllo di Dio!

Tre date:

1917 Focolare Nazionale ebraico (dichiarazione Balfour)

1920 Valore legale e indiscutibile (dichiarazione di S. Remo)

1947 Dichiarazione ufficiale ONU (unica astenuta la Gran Bretagna)

A questo punto il Presidente Basana fa una bella lezione di storia ricordando come durante la prima guerra mondiale Weizman scopre la possibilità di utilizzare l’acetone nella preparazione delle armi nel conflitto bellico.

Considerando il passaggio di Romani 9: 6-13 ci si è posti la domanda se tutto Israele o il residuo di Israele sarà salvato? I figli della promessa sono considerati Israele, cioè i figli di Giacobbe. Questo testo insegna che non tutti i discendenti di Israele sono Israele in senso stretto, come parte del residuo che rimane fedele. Paolo cita in Ro 11:2-4 i 7000 fedeli che non hanno piegato il ginocchio…., così dunque anche nel tempo presente è stato lasciato un residuo.

In Israele ci sono 20.000 ebrei che hanno ricevuto la rivelazione di chi è il Messia, questi sono il residuo presente. Gli ebrei laici vedono con più favore gli ebrei messianici che non gli ortodossi, perché questi ultimi vengono mantenuti dallo Stato, non lavorano, non pagano le tasse, non fanno il militare. Le congregazioni messianiche sono autonome nel celebrare il culto, ognuna secondo la libertà che lo Spirito Santo dà a ciascuno; ma non ci sono discordie fra di loro né polemiche, né problema alcuno. Non c’è una forma di religiosità, fra di loro, c’è unità e amore reciproco. Si ritrovano una volta al mese a livello locale e una volta ogni tre mesi a livello nazionale; breve considerazione: le chiese evangeliche italiane avrebbero molto da imparare dalle congregazioni messianiche!

Il residuo di Israele è quello che darà vita ai 144.000 e avrà un ruolo negli ultimi tempi. Paolo dice che tutto Israele sarà salvato; allora è un residuo o tutto ? La contraddizione è più apparente che reale perché Zaccaria afferma che due terzi saranno sterminati, ma un terzo sarà preservato.

L’aiuto finanziario che Edipi (e solo Edipi) assegna ogni anno agli Ebrei Messianici aiuterà a ridurre quei due terzi destinati alla distruzione. Il residuo riguarda gli Ebrei Messianici che sono attualmente in Israele e il loro ruolo è importantissimo perché avranno il compito di portare i fratelli secondo la carne alla rivelazione del Messia.

Israele e il Regno Messianico La sessione pomeridiana si è concentrata su questo argomento e sono stati letti molti passaggi biblici; in Atti 1:6-8 Gesù voleva dire che il ristabilimento del regno a Israele doveva essere un passaggio di testimone da Israele alla Chiesa, ma il mandato della Chiesa sta per terminare in questi tempi.

Fino a 30 anni fa non c’era una visione su Israele, ma oggi sì ed è bene che sia così. Ciò non significa assolutamente giudaizzare la Chiesa e se questa tendenza emerge occorre tornare all’equilibrio indispensabile della Scrittura: ai Gentili non viene richiesto di diventare Giudei o Ebrei, ma di simpatizzare con essi, offrendo riconoscenza e amore. Il cielo deve tenere accolto Gesù fino al tempo della restaurazione di tutte le cose. Quanto al ravvedimento di Israele e al suo ruolo nel Regno Messianico è naturale che il posto di Israele sia sopra le nazioni della terra.

Conclusione

Per troppo tempo si è insegnato l’ Ecclesiologia ed è giusto, ma insieme si deve insegnare anche l’Israeologia per evitare la deriva storica che si è attuata in questi duemila anni. La visione della nuova Gerusalemme descritta in Apocalisse 21 chiarifica le due istituzioni: Israele e la Chiesa le quali, insieme alla Famiglia, sono le tre istituzioni più importanti per Dio.

E’ sotto gli occhi di tutti che la Chiesa è sotto attacco (a Londra edifici di chiesa diventano moschee), Israele è sotto attacco, la Famiglia è sotto attacco. Il Pastore Basana spera che queste tre intense lezioni siano uno stimolo per mettere in pratica il versetto 1 del cap. 62 di Isaia: “Per amore di Sion io non tacerò e per amore di Gerusalemme non mi darò riposo finché la sua giustizia non spunti come l’aurora e la sua salvezza come una fiaccola ardente”

Certa di condividere il pensiero di tutto il gruppo di studio, sono grata e ringrazio il Presidente Basana e sua moglie Andie per aver così generosamente messo a disposizione la profonda conoscenza maturata in oltre ventanni sul tema Israele e la Chiesa, per aver profuso senza risparmiarsi energie e tempo e per essersi docilmente sottoposti alle numerose domande e confronti anche a sessione terminata. Che Dio possa ancora usarli nel Suo piano divino di semina, come ha fatto fino ad oggi, affinché al tempo opportuno ci sia un abbondante raccolto, come sta accadendo proprio sotto i nostri occhi.

Un particolare ringraziamento al Pastore Guglielmo Bianchini del Centro Eben Ezer e a sua moglie per aver ospitato queste tre giornate di studio, per l’accoglienza, la guida, l’organizzazione e la cura nella preparazione dei pasti consumati in semplicità e armonia.

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EC4I - Maggio 2018

Israele ha 70 anni – un miracolo moderno in parte inaspettato

Bruxelles- In questo mese cade il settantesimo anniversario dello stato d'Israele. Era il 14 maggio del 1948 quando, in una cerimonia nel museo di Tel Aviv, David Ben-Gurion come capo del movimento sionista proclamò la dichiarazione d'indipendenza israeliana, dopo più di 1800 anni di esilio. Alla domanda dei suoi consiglieri riguardo alla prospettiva di sopravvivenza del rinato stato, rispose: “Cinquanta per cento”. Settanta anni dopo, lo stato ebraico non solo è sopravvissuto, anzi è diventato un'eccellenza per quanto riguarda la democrazia, in una regione di dittature, e per il successo economico fenomenale che oggi definisce Israele come la nazione delle start-up.

Oggi, le innovazioni israeliane aiutano a salvare vite umane in tutto il mondo, mediante la bonifica dell'acqua in Africa, la condivisione delle conoscenze e della tecnologia in Europa e lo stato dell'arte medica per le cure avanzate oncologiche in tutto il mondo. Mentre i vicini dello stato ebraico vanno verso il caos gli ospedali da campo israeliani salvano vite sia dietro le linee nemiche sia all'interno di Israele. Questo è il vero spirito di Israele. La Coalizione Europea per Israele augura allo stato ebraico un felice e benedetto anniversario.

ECI celebra Israele a Copenaghen e Bruxelles ma... perché l'Unione Europea non segnala il 70° anniversario di Israele?

Bruxelles – La Coalizione Europea per Israele ha celebrato il miracolo del rinato stato ebraico con un simposio nel parlamento danese e nel parlamento europeo di Bruxelles. Il 25 aprile, ECI ha organizzato un simposio nel parlamento europeo per celebrare il 98° anniversario della Risoluzione di San Remo, la quale ha preparato la via per la creazione dello stato di Israele nel 1948. Nel suo discorso introduttivo, il direttore fondatore di ECI Tomas Sandell ha chiesto come sarebbe stato il mondo oggi se la comunità internazionale avesse osservato i propri impegni per aiutare la nascita dello stato ebraico nel 1938 e non nel 1948. Il concetto di uno stato ebraico comunque non ha 70 o 98 anni, ma risale almeno a tremila anni fa.

“In un giorno ed in un'epoca di revisionismo storico, come con le recenti risoluzioni dell'UNESCO, è importante riconfermare le indiscutibili connessioni storiche tra il popolo ebraico e la terra d'Israele” ha affermato Sandell. Qui di seguito vi elenchiamo i temi dei quali hanno parlato Andrew Tucker e Sandell a Copenaghen e Bruxelles.

Tucker: “La politica ufficiale europea dal 1973 è stata quella di creare uno stato palestinese indipendente, basato sui cosiddetti confini del 1967, e la cessazione degli insediamenti israeliani, dicendo che questo è richiesto dalle leggi internazionali. Tale politica non ha affatto portato la pace. Israele ha rigettato in toto questo piano perché porterebbe ad un disastro strategico e militare. Inoltre tutto è basato su una interpretazione faziosa del diritto internazionale, diritto che non richiede affatto la creazione di uno stato palestinese o l’imposizione di questi confini”. Sandell: “Nessuno, tanto meno i palestinesi, sarà aiutato dalla creazione di un altro arabo malfunzionante. È ora che l’Europa abbandoni questo paradigma evanescente dei due stati e che aiuti le parti a trovare modelli alternativi per la risoluzione del conflitto, con adeguate garanzie per la sicurezza di Israele, ed offra soluzioni reali per la popolazione palestinese. Una cosa per la quale siamo profondamente preoccupati è la mancanza di un buon controllo nelle istituzioni palestinesi.

ECI e la neonata “Iniziativa per la cooperazione internazionale dell’Aia” stanno lavorando con i governi europei, col governo israeliano e con la società civile israeliana e palestinese per agevolare questo processo. Tucker: “È tempo che l’Europa smetta di finanziare l’incitamento palestinese all’odio, una volta per tutte. Ci congratuliamo con il governo danese per la condanna pubblica dell’incitamento palestinese alla violenza attraverso i media ed il sistema scolastico. Tutti gli stati membri della UE e l’Unione Europea stessa hanno bisogno di seguire questo esempio e di fare passi per assicurare che i fondi europei non finiscano nelle mani di coloro che esaltano il martirio e promuovono l’odio contro Israele”.

La conferenza è stata organizzata in partnership con ECPM (Movimento Europeo politico cristiano) e coordinata dal parlamentare slovacco Branislav Škripek. Hanno parlato anche altri membri del parlamento europeo come Alojz Peterle, ex primo ministro della Slovenia, Péter Niedermüller dall’Ungheria ed Anna Záborská della Slovacchia. Non occorre dire che i migliori amici di Israele, nella UE, si trovano nell’Europa centrale ed orientale.

Comunque, nessuno dei leader delle tre maggiori istituzioni della UE (Commissione, Parlamento e Consiglio) ha risposto all’invito a prendere la parola, senza neppure inviare un saluto. Perché l’Unione Europea è più interessata a commemorare le vittime dell’olocausto piuttosto che sostenere e celebrare quegli ebrei sopravvissuti che sono ripartiti ricostruendo lo stato ebraico nella loro ancestrale terra d’Israele? ECI mette in luce il ruolo della Finlandia nel suo sostegno al progetto educativo Palestinese all’odio

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Helsinki – La Coalizione Europea per Israele ha segnato una grande vittoria, segnalando il ruolo del governo finlandese nel continuo sostegno al sistema scolastico palestinese nonostante nei libri di testo, da poco revisionati, vi siano esempi ben documentati di jaidismo, antisemitismo e odio. La Finlandia è la nazione guida, nella comunità internazionale, per quanto riguarda il settore dell’istruzione palestinese. Presiede il Gruppo di Lavoro per il Settore Educativo, organismo internazionale che comprende USA, Canada e Regno Unito, che è in collegamento con il ministero palestinese per l’istruzione.

La Finlandia guida anche la Joint Financing Arrangement (JFA), ossia un fondo collettivo che è il finanziatore più grande del sistema scolastico palestinese. Negli ultimi mesi, dopo diversi incontri con rappresentanti governativi e parlamentari per sottolineare le allarmanti scoperte riguardo ai programmi scolastici palestinesi, la questione è stata riferita al ministero che ha categoricamente rigettato la cosa insinuando persino che i testi scolastici israeliani non siano diversi. Comunque, dopo che il quotidiano finnico ‘Ilta-Sanomat'

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ha deciso di pubblicare un reportage riguardo le scoperte dell’Istituto Israeliano di Ricerca “impact-se”, il governo finlandese alla fine ha risposto. Nell’inchiesta vengono messi in luce numerosi esempi di discorsi di odio e di incitamento alla violenza.

Quando il parlamentare Peter Östman ha chiesto al governo cosa avrebbe fatto per fermare questi incitamenti, il ministro degli esteri Timo Soini ha riconosciuto per la prima volta che c’era un problema e che lo avrebbe esaminato. Östman è stato l’organizzatore della visita di Impact –se e di ECI nel parlamento nazionale, nel novembre scorso, quando il risultato dell’inchiesta fu presentato per la prima volta ai funzionari finlandesi. Negli ultimi quindici anni ECI ha sollevato molte volte la questione dell’istruzione palestinese all’odio con il governo finlandese, ma senza risultati. Dopo che i mezzi di informazione hanno esposto pubblicamente il problema la situazione è finalmente cambiata. ECI ed i suoi sostenitori continueranno a controllare i responsabili governativi ed i parlamentari per assicurarsi che il governo finnico non ignori più l’incitamento all’odio da parte dei palestinesi.

Israele ha ancora interlocutori per la pace?

Abbas ha dato agli ebrei la colpa dell’olocausto

Bruxelles – I discorsi di odio non sono un problema marginale all’interno della società palestinese, ma esiste anche a più alto livello. La settimana scorsa il leader palestinese Mahmoud Abbas ha pronunciato un discorso brutale col quale accusava il popolo ebraico di essere il responsabile dell’olocausto(!), motivato dal loro comportamento asociale. Nella propria tesi di laurea, già dal 1982 Abbas accusava gli ebrei di collaborare col regime nazista. Sebbene questo discorso oltraggioso abbia sollevato indignazione in tutto il mondo, il suo maggiore finanziatore, L’Unione Europea, non ha adottato alcuna misura per bloccare questa palese forma di antisemitismo. Mentre la UE sta attualmente ponendo delle condizioni per il proprio aiuto a stati membri che dicono di essere sulla breccia per i valori europei, nessuna misura, invece, è stata presa verso l’Autorità Palestinese nonostante il suo aperto antisemitismo ed il fatto che l’Unione Europea sia il suo maggior finanziatore istituzionale. Il nostro articolo successivo indica che tutto questo potrebbe presto cambiare. Il parlamento europeo condanna i contenuti intolleranti dei testi scolastici palestinesi

Bruxelles – Il parlamento europeo ha approvato due mozioni che permettono alla UE di finanziare solo programmi scolastici che si appoggino ai “valori comuni quali la libertà, nello sforzo di prevenire contenuti tendenti all’odio nei testi scolastici palestinesi”. Le mozioni sono passate in forma di emendamento a due resoconti generali sui fondi della UE. Il primo emendamento richiede che la Commissione Europea si assicuri che i fondi europei vengano spesi in linea con gli standard dell’UNESCO, di pace e tolleranza. Nel secondo emendamento il parlamento europeo insiste che l’insegnamento ed i programmi di formazione (per l’AP), finanziati dai fondi comunitari quale PEGASE dovrebbero riflettere i valori comuni come la libertà, la tolleranza e la non discriminazione, nel campo dell’istruzione. Le mozioni sono state introdotte ed adottate dal comitato del parlamento europeo per il Controllo del Budget, a marzo, mediante i parlamentari Joachim Zeller e Barbara Kappel. I nuovi libri di testo palestinesi includono cartine geografiche che non contemplano Israele e vengono lodati i cosiddetti “martiri”, cioè i palestinesi uccisi nel conflitto con Israele, mentre si ignora completamente l’olocausto.

EC4I

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70° Anniversario della Fondazione dello Stato di Israele - Milano

Si è svolta oggi domenica 13 maggio alle h. 18 presso l’aula magna della scuola ebraica di Via Sally Meyer a Milano, la festa organizzata da Keren Hayesod in occasione del 70° anniversario della fondazione dello Stato di Israele.

Non potendo partecipare il presidente di Edipi Ivan Basana, impegnato a Venezia, era comunque presente una piccola delegazione.

Presenti molte autorità tra cui il Presidente delle Comunità Ebraiche di Milano, il sindaco di Milano, il Presidente di Amici di Israele, il responsabile della Brigata Ebraica e vari rappresentanti delle Forze dell’ordine.

La serata è iniziata con la proiezione di un breve ma ricco filmato degli avvenimenti accaduti in questi 70 anni, ponendo enfasi sui molteplici successi e primati ottenuti nei vari campi fra i quali quello medico, scientifico, tecnologico, di ricerca e sviluppo. Un prolungato applauso è seguito quando si è ricordata l’importanza della giornata storica di domani, 14 maggio 2018, nella quale gli Stati Uniti d’America riporteranno la loro Ambasciata nella città di Gerusalemme.

Promosso da Keren Hayesod è stato presentato inoltre un progetto di coesistenza dal nome Net@, finalizzato per i giovani che si impegnano in attività sociali per aiutare gli altri; ebrei cristiani e musulmani imparano insieme.

Con l’inno nazionale Italiano e Israeliano che hanno fatto da preludio al ricco cocktail, come sempre abilmente preparato per tutti i partecipanti si è conclusa la prima parte della serata.

La seconda parte si è aperta con una tavola rotonda dal tema “Israele 70, nuovo stato nuovi stati d’animo”.

Am Israel Chai

Ornella Calasso

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Har Hevron, 29 aprile 2018 del Past. Corrado Maggia

Da Gerusalemme siamo andati a Hevron, l'antica Kyriat Arba, abitata dagli Anachiti, una razza di giganti, che fu conquistata da Caleb, quando ava 85 anni. Dopo aver visitato le tombe dei Patriarchi e delle Matriarche a Macpelà ci siamo diretti alle Querce di Mamre, nel luogo in cui Abrahamo e Sarah ricevettero la visita del Signore e di due angeli, gli stessi che furono mandati a salvare il giusto Lot e la sua famiglia.

In quel luogo era stabilito l'incontro dell'evento internazionale Figli di Abrahamo - Har Hevron tra cristiani provenienti dall'Italia e da molte altre nazioni, con le autorità politico religiose della Giudea Samaria, in corrispondenza del 70° anniversario della nascita dello stato di Israele e per sostenere e incoraggiare gli Ebrei nell'opera di restaurazione delle città e delle strutture di quell'area contesa. Preceduto da una presentazione dell'evento da parte dell'organizzatore principale, Walter Lento, l'Ambasciatore della Giudea Samaria, Vincenzo Saladino, ci ha accolti, circa 250 cristiani italiani di diverse denominazioni e altrettanti provenienti da molte nazioni. C'erano cristiani di Trinidad, del Sud Africa, del Brasile, ma anche del Nepal.Dopo aver ringraziato i presenti, l'Ambasciatore ci ha detto: “Dio scrive i film e decide chi sono gli attori. Voi state facendo la storia come fece Abrahamo e come a Tel Aviv 70 anni fa, quando nacque il moderno Stato di Israele...Le profezie dicono che la Giudea va ricostruita. Il governatore applica alle azioni il coraggio e l'umiltà, come fece Davide. In questo luogo è stata fatta la storia, io sono qui per gli ebrei e per i cristiani: aiutatemi”.

Dopo di lui ha parlato il Governatore Yokai Damari: “Siete venuti da lontano nella Terra promessa; noi viviamo e costruiamo in questa terra. Vi ringrazio. In questo posto Abramo pregò per la prima volta per il bene dell'umanità, anche per il popolo di Sodoma... Voi avete udito il comando del Signore “Esci dalla tua terra”. Apprezzo il vostro coraggio di venire qui per scegliere la via giusta, per aiutarci ad adempiere le profezie che riguardano Israele. Tornate e parlate della bellezza di questi luoghi. Visitate Israele Grazie a tutti. Il rabbino Yisrael Levinson, invece ci ha detto: “3000 anni fa mentre Israele era disperso e senza futuro, Ezechiele ricevette una profezia incomprensibile per chi cercava di sopravvivere: quella delle ossa secche. Un giorno avrebbero sperimentato un risveglio da una situazione disperata e sarebbero tornati alla loro terra, Sembrava impossibile ma ora ne siamo tutti testimoni. Ora ci troviamo dove Abramo chiese misericordia per le persone peggiori del mondo e guardava Sodoma e cercava di ripararla. Il nostro sforzo è che tutto il mondo sia un posto migliore. Dio disse a nostro padre Abrahamo: “Io benedirò coloro che ti benediranno”. Dio vi benedica tutti con la pace”.

Successivamente alcuni Apostoli, Profeti e Pastori hanno portato le loro riflessioni.

L'Apostolo Lirio Porrello ha esortato i presenti ad intendere qual'è la nostra parte, il nostro contributo nella restaurazione di Israele e specialmente della Giudea Samaria. “Noi non abbiamo lo spirito del fatalismo. Dio disse ad Ezechiele di profetizzare. Dio non fa nulla sulla terra senza averlo detto ai profeti. Gesù divenne uomo perché la redenzione avvenisse attraverso un uomo come fu per la caduta. Dio dal cielo vede un olivo. Israele è il capo e tutto deve partire dal capo (Am.9:14). Io credo nella Parola di Dio (Gr.30:2-3). Quello che Lui ha detto nello spirito è già reale.

Il Profeta Pierre Daniel Martin ha esordito dicendo di essere un discendente degli Ugonotti, i quali furono perseguitati e massacrati dai Cattolici nel 1600 “Ricordo che nel 67 mia madre, dopo aver ascoltato alla radio le notizie della guerra dei 6 giorni, mi disse commossa di ricordare quell'evento perché si stava compiendo la profezia biblica. Che onore essere qui oggi in Hevron per ricordare le promesse. Oggi proclamiamo l'adempimento delle promesse. Dobbiamo rifiutare l'interpretazione greca della Scrittura. L'unità della Chiesa inizia con le radici ebraiche. Tornando alle nostre radici ebraiche la Chiesa ritorna all'unità perduta... Se non siamo collegati a Israele non possiamo comprendere l'eternità... Oggi è un tempo profetico di gioia e speranza.

 

L'Apostolo Nelson: “Noi siamo un popolo profetico. Gesù non ebbe mai un programma pianificato dall'uomo. La benedizione viene dal Padre di Abramo. Chi altri se non Dio? Il Padre ci sta chiamando per pregare per il mondo, come Abrahamo fece per Sodoma e Gomorra. La mano divina ci ha portato qui oggi. Questo luogo vedrà tante persone pregare come non si sono mai viste.

 

Un pastore del Paraguay: “Oggi con i nostri occhi possiamo vedere con i nostri occhi che Dio è stato fedele con Israele e Giuda... Tutto ciò che succede in questo luogo raggiunge tutto il mondo. Abramo vide le stelle nel cielo, una stella era il Paraguay e una l'Argentina”.

 

Il pastore John Gordon, di Malta ha sottolineato le parole dell'Apostolo Paolo in Efesini 2. Noi e i Giudei siamo uno in Yeshua, di due popoli ne ha fatto uno solo. I Giudei lo devono sapere. Noi Gentili che amiamo Yeshua dobbiamo annunciarlo a loro. Dobbiamo predicare il Vangelo, prima ai Giudei.

 

L'ultimo ministro a parlare è stato Enzo Incontro ha ricordato: “Un anno fa eravamo qui a piangere, 50 anni dopo la liberazione di questo territorio. Abbiamo chiesto perdono perché senza volere abbiamo predicato quasi un insulto per questi figli. Vogliamo raccogliere l'invito di Paolo a raccogliere le anime con l'amore. Alziamo un altare di amore. Abrahamo ha interceduto perché non aveva dubbi sull'amore del Padre. Abramo è nostro Padre, riparatore di brecce e anche noi. Noi dobbiamo essere uno. Nel nostro piccolo oggi abbiamo rialzato un altare d'adorazione.

 

Canti e preghiere d'intercessione sono stati innalzati verso il Dio d'Israele affinché le sue promesse per il suo popolo si adempiano e il Messia possa ritornare, secondo la sua promessa. Gli organizzatori, insieme ai ringraziamenti e ai saluti a tutti i partecipanti hanno dato appuntamento al prossimo anno a giugno per un nuovo incontro. L'obbiettivo è quella di portare in quel luogo profetico 2000 credenti di tutte le nazioni, per ripetere l'esperienza, rinsaldare la relazione con il popolo d'Israele e contribuire allo sviluppo del territorio della Giudea Samaria.

Shalom aleikum

Corrado Maggia

 

 

 

 

 

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