Menu

Deprecated: Non-static method JApplicationSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/nd2y2e14/edipi.net/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplicationCms::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/nd2y2e14/edipi.net/libraries/cms/application/site.php on line 272
Resoconti e Testimonianze

Resoconti e Testimonianze (269)

Comunicato Stampa del EC4I - Il ricordo dell’olocausto diventa un evento ufficiale del parlamento europeo

 

Il ricordo dell’olocausto diventa un evento ufficiale del parlamento europeo
- Il presidente del parlamento dichiara che non c’è posto per l’antisemitismo nell’ unione europea

 

Bruxelles, 23 gennaio 2013 – tutto cominciò nove anni fa, nel gennaio 2005, quando la Coalizione Europea per Israele, insieme al parlamentare europeo Hannu Takkula, organizzarono il primo giorno della memoria nel parlamento europeo di Bruxelles, per onorare le vittime dell’olocausto. Martedì sera il presidente del parlamento Martin Schulz ha annunciato che il giorno internazionale della memoria è stato dichiarato come un’attività ufficiale del parlamento europeo e che sarà celebrato sempre, indipendentemente da chiunque sia il presidente del parlamento. La presidenza del parlamento europeo cambia ogni cinque anni, ma ultimamente è stata divisa in due periodi di due anni e mezzo l’uno. Almeno tre presidenti si sono impegnati personalmente ad onorare le vittime dell’olocausto, ma vi sono altri membri che criticano la cosa.

Non c’è spazio per l’antisemitismo nell’ Unione Europea” ha affermato Schulz, martedì sera, durante il 9° giorno annuale della memoria, al parlamento europeo. Egli ha aggiunto che “vi sono dei parlamentari, anche nei parlamenti nazionali, che definiscono l’olocausto  un mito oppure un dettaglio della storia, ma costoro sono una piccola minoranza.

La stragrande maggioranza dei parlamentari non tollererà l’aperta negazione della Shoah. Se capitasse, il responsabile sarà messo alla porta” ha promesso Schulz.

L’anno scorso, il presidente Schulz annunciò che il suo primo impegno sarebbe stato  il bando della negazione dell’olocausto nel parlamento europeo.

Mentre il presidente del parlamento europeo era concentrato sulla crescita dell’antisemitismo e dell’intolleranza in Europa, gli oratori ebraici esprimevano la loro preoccupazione per l’attuale minaccia nucleare contro Israele.

Non possiamo tollerare il fatto che un lunatico, il quale nega l’esistenza stessa dell’olocausto, possa ottenere la bomba atomica” ha dichiarato il dr. Samuel Pisar, noto avvocato internazionale, sopravvissuto all’olocausto ed inviato speciale dell’Unesco. Pisar si riferiva al leader iraniano, notoriamente negazionista, Mahmoud Ahmadinejad.

Nel giro di un anno questo dittatore può ottenere l’ordigno nucleare” ha avvertito Moshe Kantor, presidente del congresso ebraico europeo.

Questi ha proseguito dicendo che “non si tratta del 1933 (l’ascesa al potere di Hitler) e neppure del 1942 (l’anno della conferenza di Wannsee) ma del 1929, l’anno della grande depressione. Quando le persone sono di fronte all’incertezza economica, allora cercano un capro espiatorio”. Comunque Schulz sembrava più ottimista.

Questo è il 2013, e la differenza è che oggi abbiamo le istituzioni europee che sono preposte alla salvaguardia dei valori fondamentali della tolleranza, della dignità e del rispetto. La grande maggioranza non accetterà l’antisemitismo”.

L’evento ha anche onorato il diplomatico e uomo d’affari svedese Raoul Wallenberg.  Egli ha salvato decine di migliaia di ebrei ungheresi dai nazisti, alla fine della seconda guerra mondiale, procurando passaporti diplomatici ed offrendo rifugio in edifici del governo svedese. Martedì, i membri della famiglia erano presenti al parlamento, quando gli è stata dedicata la sala conferenze, dal presidente Schulz e da Nane Annan, la nipote di  Raoul Wallenberg.

Sua cugina, Louise von Dardel, ha parlato dello zio, che non ha mai conosciuto, ma che ha sempre profondamente ammirato. Essa ha rivolto un appello diretto al parlamento europeo perché faccia una richiesta formale alle autorità russe affinché aprano un’inchiesta su cosa accadde realmente a Wallenberg dopo la sua sparizione a Budapest, alla fine della guerra.  Diversi oratori hanno menzionato la sorte di  Wallenberg come un esempio del fatto che non si può sconfiggere il male –nazismo- senza sconfiggerne un altro chiamato comunismo. Raoul Wallenberg fu visto l’ultima volta nel 1945 in compagnia di ufficiali sovietici.

In un’intervista privata con ECI, il presidente Schulz ha esortato le organizzazioni civili della società, come ECI, a lavorare con il parlamento europeo per far crescere la consapevolezza dell’aumento dell’antisemitismo in Europa.

La giornata della memoria, nel parlamento europeo, è stato il primo avvenimento della settimana con ECI come parte degli organizzatori. Nei prossimi giorni vi saranno eventi simili a Berlino, a Monaco e ad Auschwitz, dove sarà presente il presidente di ECI Harald Eckert. L’esibizione di Perry Trotter, sponsorizzata da ECI, “Ombre della Shoah” sarà lanciata ufficialmente venerdì, in un incontro ad alto livello ad Auckland, in nuova Zelanda. Altri eventi sono programmati in Europa così come in Giappone, in Africa ed in Nord America.

Negli ultimi otto anni ECI ha esortato le chiese e le comunità di credenti d’Europa, e non solo, ad onorare le vittime dell’olocausto nei culti domenicali, in prossimità del 27 gennaio. Quest’anno la giornata della memoria è domenica 27. “Ombre della Shoah” è l’opera dell’artista neozelandese Perry Trotter; usando immagini in bianco e nero, con musiche originali, vengono presentate le esperienze dei sopravvissuti in modo breve ma incisivo. Si tratta di un’opera d’arte potente ed evocativa, fedele ed accurata riguardo alla storia. Questo filmato può essere visto sul sito www.learnfromhistory.eu

 

 

 

Leggi tutto...

I Re dei re ritorna!

Ormai si vive in perenne festeggiamenti, passando da una festa all’altra, il natale, il capodanno, l’epifania, il carnevale, le feste per i vari “santi” e poi halloween e la lista potrebbe continuare.

Proprio nel mezzo di uno di questi festeggiamenti o preparativi, ecco silenziosamente senza tanto clamore come una cosa giusta e naturale, l’assemblea generale delle  nazioni unite con un quasi voto plebiscitario 138 a favore e 9 contrario ha accordato “al popolo Palestinese” lo status quale Stato osservatore non membro sulla richiesta unilaterale dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina.

 

E la maggioranza delle nazioni applaudivano, giustizia è fatta!.

 

Ma è proprio così?!

Bisognerebbe ragguagliare l’’ONU, della sua stessa delibera all’unanimità il 24 Luglio del 1922 o della dichiarazione o conferenza di San Remo del 24 aprile 1920.

Questa proclamazione unilaterale dello Stato Palestinese non è altro che “giustizia” a senso unico.

Se leggessero la Bibbia, la Parola del Dio vivente, (molti non la leggono), altrimenti avrebbero letto che Israele è la pupilla di Dio, il popolo che Yeshua ha scelto nella sua sovranità, perciò chi cerca di guastare Israele sarà guastato da Dio stesso e chi tocca Israele tocca Dio. Israele è il progetto di Dio. Qualcuno può essere non d’accordo, la sostanza non cambia, è Dio che ha scelto Israele non vice versa.

 

Mentre il Signore Yeshua dice:

“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”

Luca 23:34

avvisa  che la sua seconda venuta è prossima.

Perché

“come fu ai giorni di Noè, cosi sarà alla venuta del Figlio dell’uomo.

Infatti, come nei giorni prima del diluvio si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e s’andava a marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e la gente non si accorse di nulla, finché venne il diluvio che portò via tutti quanti, cosi avverrà alla venuta del Figlio dell’uomo”.

Matteo 24: 37-39.

 

Due giorni dopo la  vergognosa proclamazione a favore dei “Palestinesi” alcuni Stati che avevano votato a favore di Israele o che si erano astenuti come gli Stati Uniti d’America, Germania, Gran Bretagna, hanno lanciato forti critiche allo Stato Ebraico d’Israele, perché si sono permessi il lusso di reagire al riconoscimento dello status di Stato “sovrano” al

popolo Palestinese, annunciando il progetto di costruire tremila nuovi alloggi  per coloni  a Gerusalemme Est, definendone una minaccia per la pace.

Israele doveva soltanto soccombere, non protestare ma stare al volere delle nazioni.

 

“Israele continuerà a mettere in sicurezza i suoi interessi vitali. L’unilaterale mossa Palestinese all’ONU è una lampante e fondamentale violazione degli accordi di cui la Comunità Internazionale era garante replica il governo Israeliano alle proteste.”

 

E il neo “Stato” Palestinese cosa dice?

L’ANP chiede alla comunità internazionale di adottare sanzioni adeguate contro l’occupazione Israeliana. E formalmente accusa Israele di pianificare crimini di guerra.

In una lettera all’ONU  l’ANP chiede che la progettata espansione degli insediamenti ebraici in Cisgiordania venga riconosciuta come una violazione e un ostacolo al processo di pace.

.

Questo mi porta a rammentare ciò che avvenne nel 134 d.C. quando dopo la rivolta ebraica capitanata da Simone Bar Kokhba,  l’Imperatore Romano, Adriano cercò di distruggere Israele come nazione, buttando fuori da Gerusalemme tutti gli ebrei, togliendone il  ricordo.

Infatti chiamò Gerusalemme  Aelia  Capitolina e Israele,  Palestna.

Ma il DIO d’Abraamo, Isacco e Giacobbe è fedele, Israele ancora oggi esiste alla lode e gloria di Yeshua.

 

Le nazioni non stanno fosse dicendo “venite, distruggiamoli come nazione e il nome d’Israele non sia più ricordato”?

Salmo 83:4

 

Prima dell’Imperatore Adriano qualcuno aveva già tentato di cancellare il ricordo degli ebrei senza riuscirci, un certo Aman nella Bibbia.

 

“E Aman disse al re Assuero: C’è un popolo separato e disperso fra i popoli di tutte le provincie del tuo regno, le cui leggi sono diverse da quelle di ogni altro popolo, e che non osserva le leggi del re; non è quindi interesse del re tollerarlo. Se il re è d’accordo, si faccia un decreto per distruggerlo e io metterò diecimila talenti d’argento nelle mani dei funzionari del re, perché siano portati nel tesoro reale” Allora il re si tolse di mano l’anello con il sigillo, e lo diede ad Aman I’Agaghita figlio di Ammedata, e nemico dei Giudei. Il re disse ad Aman: tieni pure il denaro e fa’ di quel popolo quello che vuoi”

Ester 3:8-11

 

Yeshua ritorna presto perché sta riportando il suo popolo gli ebrei,  a casa in Israele.

“Io vi farò uscire dalle nazioni, vi radunerò da tutti i paesi e vi ricondurrò nel vostro paese (Ezechiele 36:24)”

 

Per tre giorni (7-9 dicembre 2012) non a caso, s’è tenuto a Roma la seconda conferenza

internazionale dell’EDIPI, Evangelici d’Italia per Israele con la partecipazione di Ebenezer Operazione Esodo, un ministero internazionale cristiano per aiutare il popolo ebraico a tornare in Israele e Keren Hayesod tema,  “ALIYAH” la risalita, ovvero il ritorno del popolo ebraico nella terra d’Israele in adempienza delle profezie bibliche.

 

Abbiamo potuto risentire e rivivere testimonianze di prodigi e miracoli, di come nei corsi degli ultimi decenni milioni di ebrei hanno fatto ritorno a casa in Israele,  nella terra ove scorre il latte e il miele che Dio, aveva promesso con giuramento ad Abraamo, Isacco e Giacobbe di dare ai loro discendenti per sempre.

 

Il SIGNORE sta raccogliendo il suo popolo dai quattro canti della terra dove Lui li aveva dispersi per la loro disubbidienza. E negli anni avvenire ancora milioni faranno ritorno, i segni ci stanno tutti. La parola di DIO e Dio stesso è in gioco.

 

“Colui che ha disperso Israele lo raccoglie, lo custodisce come fa il pastore con il suo gregge.” Geremia 31:10

 

“Fate udire le vostre lodi e dite: <Signore, salva il tuo popolo, il residuo d’Israele!>

Ecco, io li riconduco dal paese del settentrione, e li raccolgo dalle estremità della terra”

Geremia 31:7-8

 

Rivivo con amore il ricordo del pastore Angel Gerber e pastore Avner Boskey ambedue hanno fatto aliyah dall’Argentina e Gli Stati Uniti rispettivamente, ci hanno graziato con le loro testimonianze ed insegnamenti Bibbia alla mano. Il caro fratello Urs Kassermann segretario nazionale di Operazione Esodo Ebenezer Svizzera che dirige l’ufficio elvetico e l’Africa, ci ha mostrato dei filmati degli ebrei di ritorno in Israele e prospettandoci in futuro prossimo, gli ebrei pronti a fare ritorno a casa.

Gli illustri di casa nostra, Italia il Professor Rinaldo Diprose: L’aliyah e l’Israelologia e il Professor Marcello Cicchese: Il diritto al ritorno degli ebrei su tutta la terra di Israele.

Non riesco a trattenermi, riformulo la famosa domanda di Cicchese ai campioni della causa palestinese, “quale la capitale della Palestina nell’otto cento?”

 

Come non ricordare l’emozionante Riccardo Pacifici, il Presidente della Comunità Ebraica di Roma e il signor Ambasciatore d’Israele in Italia Naor Gilon, ebreo di origine Ungherese accolto all’arrivo dal suono della Hatikvah, sopratutto quando prima di lasciare la conferenza, dalla platea  s’è elevato improvvisamente e spontaneamente un cantico  in ebraico accompagnato dal suono dello shoffar. Ho visto una piccola goccia d’amore  elevarsi verso questo popolo amato e non rigettato da Dio.

L’invito del Presidente Pacifici di visitare Tolosa come atto, appunto d’amore verso i nostri fratelli maggiori ebrei di quella parte della Francia dopo l’orribile attentato dello scorso anno, merita a mio parere una sottolineatura ed accoglienza.

Yeshua dice “ In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me” Matteo 25:40

Il Signore attraverso lo strumento dell’EDIPI, il suo presidente Ivan Basana e i valorosi collaboratori a partire da Andie cosi li voglio chiamare io,  s’è glorificato, si ricorda del popolo da Lui scelto.

Infatti dalla conferenza è risuonato il campanello, quello di amare e aiutare i nostri fratelli maggiori gli ebrei, a rientrare a casa in Israele.

 

Il  Re dei re ritorna.

 

 

Friday O. Osague.

Leggi tutto...

Comunicazione di fine anno del Presidente di Edipi

Cari soci EDIPI ed amici di EDIPI,

"Voi infatti non partirete in fretta,
non ve ne andrete come chi fugge;
perchè il Signore camminerà davanti a voi,
il Dio di Israele sarà la vostra retroguardia." Is. 52:12

Alla fine di ogni anno è una prassi consolidata volgersi con speranza a
tutto ciò che il Signore stà riservando per noi nel prossimo futuro.
Ma questa speranza può esser resa incerta da un certo senso di ansietà
che viene dal ricordo del passato.
La contentezza e la gioia di oggi, fondata solo sulla grazia di Dio, può esser inquinata dal ricordo degli errori, delle mancanze e dei peccati di ieri.
In tal senso il ns. XI° Raduno Nazionale di Campogalliano è stato
propedeutico, in quanto il forte richiamo del Signore con le parole del
profeta Aggeo 1:9 (...ognuno di voi si dà premura per la propria
casa...) rivolto agli oltre venti rappresentanti di associazione, chiese e centri tutti convolti, ma in ordine sparso, per Israele, è stato sinceramente recepito, facendone pubblica ammenda.
Ricordiamoci inoltre che il Signore è anche l'Iddio del ns. passato e se concede che ce lo ricordiamo è perchè possa diventare un patrimonio di insegnamenti spirituali per il futuro. Mai come oggi la visione biblica su Israele ha bisogno di compattezza di intenti.
Inoltre ci fa ricordare il passato per premunirci nei confronti di una
falsa sicureza nei riguardi del presente considerando che nessuno ha
l'esclusiva del piano di Dio e l'unico coryright è dello Spirito Santo.
Oltre alla sicurezza per il passato abbiamo anche la sicurezza per il
domani (...perchè l'Eterno camminerà davanti a voi...): infatti è una
grande consolazione sapere che Dio ci difenderà dove abbiamo conosciuto
la sconfitta. Sorveglirà che non succeda ancora e potrebbe accaderlo se
Lui non fosse la ns. retroguardia.La mano di Dio prende il ns. passato, regolando e sistemandone tutti i fallimenti che soffocano la nostra coscienza.
Ma c'è anche la sicurezza per oggi (...non partirete in fretta...).
Considerando gli innegabili successi di EDIPI nel 2012 con il 2°
Convegno Internazionale di Pomezia, l'XI° Raduno Nazionale di
Campogalliano, il viaggio di archeologia biblica in Israele in
primavera, la conferenza a Budapest con "Chiamata di Mezzanotte" in
estate le varie conferenze a Treviso, Milano, Siena, Torino oltre a
varie iniziative locali, potremo esser tentati di entrare nel nuovo anno con la fretta di raggiungere nuovi traguardi, nuove gioie con folate di spensieratezza. Niente di tutto questo ma prudenza e andiamo avanti con la forza e la calma paziente che ci dà la convinzione  che l'Iddio di Israele cammina davanti a noi.
In tal senso chiedo di pregare per l'incontro che avrò con la Comunità
Ebraica di Torino il 9 di gennaio. Sarò accompagnato dal past. Corrado
Maggia e da Giovanni Giardino per accordarci riguardo all'organizzazione del XII° Raduno Nazionale EDIPI proprio a Torino.
Le prospettive spirituali si stanno allargando evidenziando l'importanza di dedicarci con più impegno in quest'area di Isarele che il Signore ci ha affidato.
Senz'altro abbiamo e ho fatto molti errori, abbiamo avuto alcune
defezioni e il ns. passato rimane per noi irreparabile, forse abbiamo
perso delle occasioni che non tornerranno più, ma Dio può trasformare
tutti questi fatti in una costruttiva riflessione per il futuro.
Lasciamo nelle mani di Dio il passato che non può esser cambiato e
andiamo avanti con Lui nella sicurezza di un futuro vittorioso.
Arrivederci alla riunione soci del 19 e 20 gennaio a Scandicci.

Shalom

Ivan Basana

P.S. Quanti fossero impossibilitati a venire sono pregati di comunicare
suggerimenti, considerazioni e deleghe in segreteria e di rinnovare la
quota associativa entro il 31 di gennaio.

Leggi tutto...

L’Alijah e Israelologia

Pomezia, Convegno Internazionale, EDIPI, 7 dicembre, 2012

Il ritorno degli Ebrei nella Terra Promessa (eb. alijah) è una forte prova della fedeltà di Dio e del perdurare dello status di elezione del popolo d’Israel. Accennato già nella Legge di Mosè (Le 26:44-45) e profetizzato dai profeti d’Israele, il ritorno degli Ebrei nella Terra Promessa ha origine nel pensiero di Dio e la sua realizzazione è un’opera di Dio. A questo proposito, nel 1985 Benjamin Netanyahu (all’epoca ambasciatore israeliano all’ONU) disse: “Il Sionismo è l’adempimento di antiche profezie”.

In una delle queste antiche profezie a cui Netanyahu fa riferimento, l’alijah figura come una cosa così certa da figurare come un esempio della fedeltà di Dio che si manifesta in opere potenti nella storia d’Israele. Ecco le parole del profeta Geremia: “«Ecco, i giorni vengono», dice il Signore, «in cui non si dirà più: ‘Per la vita del Signore che condusse i figli d’Israele fuori dal paese d’Egitto’, ma: ‘Per la vita del Signore che ha portato fuori e ha ricondotto la discendenza della casa d’Israele dal paese del settentrione, e da tutti i paesi nei quelli io li avevo cacciati; ed essi abiteranno nel loro paese»” (Gr 23:7-8). Ai tempi nostri l’Alijah è ancora in corso, però possiamo già celebrare la fedeltà di Dio nei termini descritti da Geremia.

Ci credeva anche l’evangelista italiano Carlo Antonio Zanini centoquarantacinque anni fa quando si incontrò con alcuni rabbini, fra cui Marco Mortara, nella biblioteca di Mantova, per dialogare su temi biblici. Uno di questi temi fu il ritorno di Israele nella Terra Promessa. Va ricordato che a quei tempi (1867-1872) la situazione storico-politica del Medio Oriente sembrava escludere la possibilità dell’Alijah, a motivo del dominio dell’impero Ottomano. Ma simili ostacoli non sono un ostacolo alla Divina Provvidenza! Intanto, forse influenzato dal dominio ottomano, un Concilio di rabbini tenuto a Vienna nel 1871, patronato dalla sinagoga di Wasserstrasse), deliberò che gli ebrei non dovevano pensare più a un ritorno nella terra dei loro padri, piuttosto avrebbero dovuto approfittare della Diaspora per diffondere l’idea di fratellanza fra le nazioni. A Mantova tre posizioni sull’argomento emersero:

  • Il rabbino capo, Marco Mortara, rispecchiando le convinzioni espresse a Vienna, escluse un ritorno d’Israele nella Terra Promessa. Anche un osservatore cattolico, influenzato dalla teologia della sostituzione, escluse l’Alijah.

  • Giuseppe Jaré (in seguito rabbino capo a Ferrara) all’epoca si astenne dall’esprimere un’opinione ma anni dopo espresse l’opinione che “nella pienezza dei tempi“ gli ebrei sarebbero tornati in patria per mezzo della Divina Provvidenza.

  • Lo Zanini, sulla base delle Scritture profetiche (ne citò ben 43 brani), espresse la convinzione che Israele sarebbe tornato in patria prima della fine dei tempi, in uno stato di incredulità. Citava brani come Ezechiele 36:23-25: “le nazioni conosceranno che io sono il Signore, dice il Signore Dio, quando io mi santificherò in voi, sotto i loro occhi. Io vi farò uscire dalle nazioni, vi radunerò da tutti i paesi, e vi ricondurrò nel vostro paese; vi aspergerò d’acqua pura e sarete puri; io vi purificherò di tutte le vostre impurità e di tutti i vostri idoli”. Lo Zanini era convinto che la sua generazione avrebbe visto i primi segni di quest’adempimento, il che avvenne. Infatti lo Zanini era ancora in vita al tempo del primo congresso sionista di Basilea nel 1897, evento che lui commentò sulla rivista Italia Evangelica (XVII/42, 16 ottobre 1897).

Intanto, dieci anni prima, ad Alessandria (nel 1886-1888), lo Zanini, convinto com’era che l’Alijah faceva parte del piano di Dio per Israele, aveva tentato di lanciare una fratellanza, a carattere internazionale, in favore degli Ebrei, per assisterli nel loro ritorno in patria. Furono le sue convinzioni bibliche, oltre che la sua sensibilità umana a portarlo ad occuparsi di questo progetto. Sono le stesse motivazioni che, 125 anni dopo, spronano le persone presenti a questo Raduno Internazionale organizzato dall’EDIPI a interessarsi dell’Alijah. Purtroppo lo Zanini dovette abbandonare il progetto 125 anni fa a motivo della forte opposizione della comunità ebraica! ma Dio avrebbe guidato altri, Sionisti, ebrei e cristiani, a intraprendere simili progetti e quindi a essere partecipi nella realizzazione di quanto profetizzato dai profeti.

Il mio corso Israele e la chiesa, in dodici lezioni (disponibile dall’IBEI, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.) comprende alcuni lezioni di Israelologia biblica e altre sugli sviluppi che hanno visto la Cristianità trascurare il piano di Dio per questo popolo e l’importanza dei due avventi del Messia. Il corso può essere seguito sia da persone singole sia da gruppi di persone che desiderano acquisire una conoscenza matura sull’argomento, in una prospettiva biblica.

Rinaldo Diprose PhD

Istituto Biblico Evangelico Italiano

Leggi tutto...

L'aliyah a 360°

 

Resoconto II Convegno internazionale Edipi Pomezia 7-9 dicembre 2012

Hotel Selene

 

Meglio di così non si poteva. Il II Convegno internazionale Edipi ha di nuovo presentato un corpo relatori di altissimo calibro sia umano che spirituale. La collaborazione con Ebenezer operazione Esodo ha fatto da volano al tema dell'Aliyah quanto mai attuale alla luce degli eventi internazionali che coinvolgono Israele e il medioriente.

In apertura il presidente Edipi Ivan Basana, presentando i due testi di nuova pubblicazione “Il tuo popolo sarà il mio popolo di Don Finto e l'ultima fatica del Prof. Rinaldo Diprose “Israele e la chiesa” ha espresso la considerazione che “questo convegno selezionerà chi ha un cuore per Israele e porterà ad indirizzare la passione per Israele su dei binari spirituali”.

La preghiera di apertura del fratello Walter Lento , che ha invocato la presenza dello Spirito Santo il suono dello shofar ci hanno introdotto nella sessione di lode della corale Alpha e Omega della chiesa cristiana evangelica di Roma condotta dal pastore Masdea.

Attesissimo e apprezzatissimo ritorno del professore Rinaldo Diprose, socio fondatore e consigliere teologico di Edipi. Nel suo intervento di carattere teologico e biblico afferma che l'aliyah è “un'idea di Dio” e dunque ha origini bibliche com'è scritto in Geremia 23:7-8 e cita un'affermazione del 1985 alle Nazioni Unite dell'attuale premier israeliano Benjamin Netaniau “il sionismo è l'adempimento di antiche profezie” e ciò mette il sionismo nel giusto contesto.

Già nel 1800 prima del I Convegno sionista di Basilea del 1897 l'evangelista Zanini aveva già espresso il suo favore per l'aliyah ma trovò l'opposizione della comunità ebraica di Alessandria e non portò avanti il suo progetto .

Il professor Diprose ha presentato il suo corso su Israele e la pubblicazione del testo “Israele e la chiesa “ in forma più snella rispetto al testo precedente e che mette in evidenza il ruolo della chiesa verso Israele partendo dalle basi bibliche. Il libro è corredato da un libretto di esami per auto verificare il livello di apprendimento personale del testo. Il pensiero di Dio per Israele nei confronti del nuovo patto è stato presentato al convegno valdese e il pastore Daniele Garrone ha riconosciuto l'errore che la chiesa ha fatto nei secoli partendo dalle interpretazioni distorte della patristica (per approfondimenti vedere art. da Notizie su Israele 8 dicembre 2012).

Nella sessione "politica gli interventi" del senatore on. Lucio Malan e l' on.Sandro Oliveri entrambi, evangelici hanno messo chiarezza sulle motivazioni e modalità del voto italiano all'Onu il cui "si" ha colto di sorpresa e scosso il mondo evangelico ed ebraico. Sandro Oliveri, deputato, ha espresso il suo rammarico e disappunto per il "si" italiano maturato senza il passaggio parlamentare e che fa presagire un cambio in politica estera. Lo stesso Oliveri ha letto poi un comunicato stampa di "Cristiani per la Nazione" sulla vicenda. (vedi articolo)

Il senatore Lucio Malan, socio Edipi, ha raccontato quanto è successo in occasione del voto dell'Italia all'Onu maturato in modo improvviso e senza considerare le scelte passate dell'Italia nei confronti d'Israele ma, a seguito di questo voto, circa 100 parlamentari, a titolo personale, hanno preso posizione contro la decisione del governo e si sono posti a favore d'Israele: ciò è successo anche per l'informazione tra i parlamentari fatta anche da Edipi con le sue pubblicazioni. Il senatore Lucio Malan ha ribadito che dobbiamo avere fiducia nella Parola di Dio che come sappiamo non sbaglia mai e il ritorno del popolo ebraico in Israele è quella “profezia stupefacente” che si è realizzata nel tempo e tutte le armi usate dal nemico di Dio si sono rivelate fallimentari.

Al Convegno sarebbe dovuta intervenire anche l'on Fiamma Nirenstein, assente per motivi familiari gravi, che ha comunque inviato una lettera esprimendosi con franchezza sul voto italiano all'Onu. (vedi articolo)

Di spessore la Lectio magistralis del professor Marcello Cicchese che ha ribadito la necessità di basare tutto sulla Parola di Dio e “fare ciò che sta scritto” per non percorrere strade sbagliate credendo a teorie nate da pensieri umani che giustificano l'azione delle nazioni contro Israele .

La Parola di Dio e le leggi internazionali hanno assegnato la terra al popolo ebraico e quindi affermare che Israele sta "occupando"quel territorio è sbagliato sia dal punto di vista biblico che lessicale. Il professor Cicchese esaminando la Parola in Esdra 1:1 mette in evidenza che Dio sta scegliendo di mettere Israele sotto la tutela delle nazioni e ha destato “lo Spirito di Ciro”. I fatti storici evidenziano come la prima guerra mondiale e la caduta dell'impero ottomano abbiano portato alla dichiarazione Balfour e alla Conferenza di Sanremo ponendo le condizioni per la costituzione dello stato d'israele. Dio ha permesso una seconda guerra per arrivare alla costituzione dello stato ebraico. Anche le altre nazioni del medioriente sono nate dopo le guerre come l'Arabia Saudita, l'Iran e l'Iraq, la Siria e la Giordania che sono nate per interessi coloniali di Inghilterra e Francia e non come espressione di popoli con un 'identità nazionale. Nessuno però pensa di metterne oggi in discussione la loro esistenza. Paradossalmente è Israele che lotta per la sopravvivenza nonostante sia l'unico stato del medioriente che abbia tutti i requisiti per soddisfare l'articolo 22 dello Patto delle nazioni. A tuttoggi è costretto a guerre di difesa. Noi tutti siamo chiamati a dire come stanno le cose senza temere .

Da Israele sono intervenuti Avner e Rachel Boskey, presentato dal fratello Robert Hord, e il pastore Angel Gerber che ci hanno raccontato la loro esperienza di Aliya e il loro vissuto degli ultimi attacchi dalla striscia di Gaza. Angel Gerber, ebreo argentino, fondatore dell'associazione “El vino nuovo” e pastore della comunità messianica Tirosh, vive a Tel Aviv con la famiglia : durante gli ultimi attacchi un missile è caduto addirittura nel giardino della sua abitazione. Insieme alla moglie si occupa di portare aiuto ai diseredati di Tel Aviv e riguardo alla sua Aliya ha testimoniato di come Dio abbia provveduto ad ogni necessità appena arrivati in Israele. Angel ha ricordato quanto scritto in Genesi 17:7-8 “Stabilirò il mio patto fra me e te e i tuoi discendenti dopo di te,di generazione in generazione;sarà un patto eterno per il quale Io sarò il Dio tuo e della tua discendanza dopo di te” e citando Deuteronomio 30.5, Geremia 31:10, Salmo 22:4 ad ennesima riconferma che l'aliyah è stata creata da Dio. Angel ha ricordato di pregare per la sicurezza in Israele, per i ministeri, per i giovani israeliani spesso travolti dal peccato dilagante droga, aborti, omosessualitàe violenze di vario tipo e costantemente impegnati dall esercito. "Dio ci ha dato tutte le promesse ma noi dobbiamo combatter per conseguirle."

Avner Boskey e sua moglie Rachel ci hanno trasportato spiritualmente in Israele attraverso i canti tradizionali ebraici cantati anche in lingua italiana tra le quali Shma Israel, Kol Dodi, Ashira tZion sicuramente evocativi di atmosfere ebraiche. Avner Boskey ebreo messianico canadese, in gioventù ha conosciuto molte filosofie e non aveva interesse verso il Dio dei suoi padri fino a che un giorno qualcosa è cambiato nella sua vita e ha conosciuto la verità. Avner Boskey ha fatto riferimento a molti brani biblici: Gioele 3:2-3, Geremia 31.35, Deuteronomio 21, Esodo 4:22; Esodo 15:11, Romani 9:5, Isaia 40:2, 61:7; 49:6; Romani 1:16; 2.5;11:12-15, 17; Genesi 12:3; Osea 2:14; Giovanni 1:11; Zaccaria 14:2-3; Ezechiele 37:10, Ezechiele 39:28-29, I Timoteo 2:2 a sostegno dell'aliyah e del coinvolgimento anche dei Gentili. Citando un suo passaggio “Dio non è politicamente corretto perchè riporterà il Suo popolo nella terra che Lui ha stabilito sia di Israele” e “c'è una connessione tra l'aliyah e il ritorno del Messiah” come espresso in Zaccaria 14:2-3.” L'aliyah diventerà un'armata”.Nella sua preghiera la richiesta che Israele diventi veramente ambasciatore di giustizia e di Yeshua e uno spirito d'intercessione scenda su di noi per sostenere il popolo ebraico negli eventi che accadranno. Avner e Rachel Boskey vivono a Beersheva, città del Neghev bersagliata recentemente dai razzi e sono fondatori di "Final frontiers ministries" un ministero che si occupa di promuovere le arti creative, l'adorazione, intercessione, predicazione e profezia all'interno del contesto ebraico ed israeliano.

Nello spazio di Ebenezer il coordinatore italiano di Operazione Esodo Italia Gianluca Morotti ha presentato Ebenezer come “un organizzazione suscitata da Dio” ed è anche "un atto di richiesta di perdono a Dio per il trattamento che la chiesa nel passato e anche nel presente ha riservato agli ebrei" Ebenezer -Operazione Esodo è la più grande organizzazione mondiale che si occupa dell aliyah del popolo ebraico in collaborazione con l'Agenzia ebraica. Urs Kaeserman, segretario nazionale di Ebenezer Svizzera con competenza sulle nazioni francofone e l'Africa è già intervenuto a vari convegni Edipi. Urs Kaserman ha spiegato, con l'ausilio di video, le operazioni che Ebenezer ha portato avanti negli anni per riportare gli ebrei nella terra d'Israele tra le quali l'Operazione Mosè del 1984 e l'operazione Salomone del 1991. Solo nel 2010 hanno fatto aliyah ben 19.310 ebrei ,+ 17% rispetto al 2009!.

Urs Kaserman ha definito l'aliyah "un segno profetico" e “un piano di Dio” proclamando Geremia 32:41, Isaia 43 :5-6. Ezechiele 28:25-26 insieme a tutta la raunanza “perchè nella Parola di Dio c'è potenza” come sa ogni credente. Conclusione : Dio sta riportando a casa il Suo popolo.

Di rilievo l'intervento di Vadim Rabochiy, ucraino e sovrintendente per l'Asia centrale e per l'est europeo di Ebenezer. L'attività di Operazione Esodo in quelle aree è sempre più difficile per la situazione politica e sociale e il servizio di Vadim, uomo di forte visione spirituale e profetica, è estremamente efficace nell'incoraggiamento e nelle operazioni di rientro degli Olim (ebrei che fanno aliyah). Nel suo intervento ha fatto riferimento non solo agli aspetti logistici del suo lavoro in quelle aree ma anche alla Parola citando Geremia 16:14-16, Matteo 4.19, Isaia 11:12 e 40 :1; Esodo 17:15. Oggi è necessario ubbidire al mandato che Dio dà alla Chiesa.

L'ultimo giornata ha visto l'arrivo tra gli applausi di Riccardo Pacifici e dell' ambasciatore d'Israele in Italia Naor Gilo, ebreo di origine ungherese.

Riccardo Pacifici è presidente della Comunità ebraica di Roma dal 2008 e da anni è personalità autorevole e di riferimento, capace di dialogare con i vari interlocutori in un momento piuttosto difficile per l'ebraismo italiano e per Israele: nel suo intervento ha ringraziato per l' affetto manifestato da Edipi e degli evangelici in più occasioni, ha ricordato la recrudescenza dell'antisemitismo in Europa (l'attentato di Tolosa) ma ha invitato tutti a visitare Israele che nonostante il momento difficile continua a vivere e a trasmettere vitalità “ Tornare in Israele per un ebreo non deve essere uno sfuggire al crescente antisemitismo ma un rientro felice nella terra che Dio stesso ha dato agli ebrei”. in conclusione ci ha incoraggiato a far sentire il nostro sostegno al popolo ebraico tramite anche il progetto Dreyfus che Edipi appoggerà.

L'ambasciatore israeliano Naor Gilo, acclamatissimo e preceduto dall' Hatikvah, inno nazionale ebraico, cantata dal coro Alpha e Omega, ha espresso apprezzamento per la calorosa accoglienza che gli ebrei non sono abituati a ricevere specie in questi tempi.

Al Convegno sono intervenuti anche Stefano Bogliolo, Corrado Maggia pastore di Biella e socio -fondatore Edipi, Giovanni Melchionda che ha ricordato l'aliyah dei marrani, il pastore Gianluca Cananzi e il pastore Rino De Felice. La lode ed adorazione è stata affidata quest'anno al gruppo musicale Alpha e Omega della chiesa cristiana evangelica del pastore Agostino Masdea di Roma.

In conclusione sono intervenuti i rappresentanti del Keren Hayesod Dani Viterbo e Rueven Rosen.

Un convegno Edipi molto intenso e che ha sviluppato il tema dell'aliyah a 360° e in continuità spirituale con il Convegno Nazionale Edipi di Campogalliano del 6-7 ottobre 2012 in occasione del Day to pray. Meraviglioso vedere come ogni ministero porti un contributo alla realizzazione delle promesse di Dio per il Suo popolo e come lo Spirito Santo ci unisca nella preghiera e nel sostegno al popolo ebraico. Dio sostenga Israele e ci unisca sempre di più al Suo popolo in adempimento alle profezie bibliche che tutti conosciamo e che si stanno realizzando giorno dopo giorno.

Shalom

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Leggi tutto...

Israele ha visitato EDIPI


Sono appena trascorsi pochi giorni dall’incontro avvenuto a Pomezia, all’interno dell’ Hotel Selene, dove si è svolto il 2° Convegno internazionale di EDIPI, nel quale l’unione delle chiese evangeliche italiane assieme ai fratelli ebrei messianici, uniti dall’amore e dal sostegno verso il popolo ebraico, venivano visitate dallo Stato d’Israele. Tra suoni dello shofar e cantici ebraici che immergevano il convegno in una suggestiva e completa dimensione ebraica, iniziava la pubblica adunanza con gli interventi delle autorità tra cui il Senatore Lucio Malan, l’Onorevole Sandro Oliveri, il Prof. Rinaldo Diprose, la lectio magistralis del Prof. Marcello Cicchese, l’intervento del Pastore messianico Angel Gerber e di altre persone autorevoli, si assisteva per la prima volta ad un evento unico senza precedenti nella storia.

Infatti, ciò che rappresenta lo Stato d’Israele in Italia al di là dei suoi confini territoriali, ossia l’Ambasciata, è venuta a visitarci. Un evento storico per le comunità cristiane evangeliche, in quanto lo Stato israeliano nella persona dell’Ambasciatore Naor Gilon, che non solo ha partecipato al convegno, ma ha riconfermato al nostro Presidente Past. Ivan Basana, l’amicizia e la stima che assieme allo Stato ebraico ha nei confronti degli evangelici d’Italia per Israele, riconoscendo appieno il sostegno e l’impegno profuso in un decennio da EDIPI. Dinanzi all’emozione forte del momento, purtroppo abbiamo dovuto fare i conti con la realtà del nostro tempo, in particolare agli ultimi eventi internazionali che con prepotente autorevolezza tipica delle false verità, impongono il riconoscimento di una nazione che non ha nessuna legittimazione storica, se non quella il cui scopo nasce esclusivamente per togliere ulteriori territori che Dio ha assegnato ad Israele. Un ulteriore assemblamento di un popolo arabo, a prevalente composizione musulmana, la cui religione è l’Islam ed il cui Dio Allah non ha nulla a che fare con il Dio A-donai degli Ebrei e dei Cristiani di ogni tempo, se non quello di desiderare ardentemente la distruzione del popolo del Dio A-donai. Per cui riconoscere l’esistenza di un popolo pseudo-palestinese da parte dell’ONU con il fine di giungere ad una sicura soluzione di pace tra le popolazioni richiamate, Ebrei e Musulmani, non è altro che stabilire il presupposto per cui la guerra tra le due popolazioni alimentata da un odio ultramillenario dei Musulmani nei confronti degli Ebrei, non debba finire se non con la disfatta di uno dei popoli coinvolti. Sembra di rivivere ancora oggi l’inadempienza dell’ONU ai tempi delle Società delle Nazioni, quando pur stabilendo i confini territoriali legittimi che Dio ha assegnato allo Stato ebraico, disattendevano completamente alla dichiarazione di Sanremo del 1920, con la quale costoro adottavano la dichiarazione Balfour del 1917, limitando nei fatti enormemente i confini d’Israele e creando all’uopo, assemblamenti di popoli arabi a forte prevalenza musulmana nella nazione dell’odierna Giordania, nazione che, come la Palestina non ha alcun presupposto legittimo avvalorato dalla storia.

Eppure nonostante il voto favorevole dell’Italia all’ONU in merito al riconoscimento ufficiale “dell’esistenza” dello Stato palestinese come entità statale della comunità internazionale, Israele ci visitava, perché ha compreso che nonostante le differenze di nazionalità, c’è un popolo in Italia, un’associazione come EDIPI, che è dalla parte della verità dell’Eterno Dio e dalla parte d’Israele. Associazione che, dinanzi all’invito del Presidente delle Comunità Ebraiche, Riccardo Pacifici, a non smettere di sostenere gli ebrei, invitava il nostro Presidente Ivan Basana e l’Associazione tutta alla festa di Purìm a Tolosa, come tangibile segno di presenza e di sostegno al popolo Ebraico. Una festa di grande simbologia e ricordo storico dove l’Eterno Dio rovesciò le sorti del popolo Ebraico destinato allo sterminio in un giudizio di salvezza, condannando nel contempo l’oppressore del suo popolo.

Ancora oggi è vivo dentro di me il ricordo e l’esperienza dell’incantevole viaggio in Israele sulle orme del Messia, i luoghi dove il mio Signore è cresciuto, i posti dove l’Eterno Dio si presentava nella storia dell’uomo manifestando il meglio di sé, la sua gloria attraverso il mio Signore Gesù. L’aver accarezzato le acque del mare di Galilea dove il mio Signore azzittì i venti mossi dalla tempesta, dove camminò su di esse dimostrando all’umanità intera che ogni elemento della natura e del Creato sono a Lui sottoposti.

Il momento dinanzi al muro del pianto, dove davanti agli ebrei che implorano tutt’oggi il perdono per i loro peccati, Io ero lì… con la faccia posta sul muro, con le braccia tese e pregavo il mio Signore supplicando il perdono per i Gentili che distrussero il Tempio ai tempi dell’Imperatore Tito, e che con l’Imperatore Adriano avevano imposto la Diaspora per il popolo Ebraico, condannando i miei fratelli ebrei all’esilio da Gerusalemme, città che l’Eterno Dio aveva loro assegnato. Si, in quel momento intenso, ringraziavo il mio Signore per avermi aperto gli occhi sulla Verità - grazie ad EDIPI – e lo pregavo perché potesse servirsi di me per proclamare la verità, e (contrariamente a quello che avevano fatto i Gentili secoli prima) per aiutare i fratelli Ebrei a compiere il ritorno verso la terra che Dio aveva promesso di dare loro. L’Aliyah, il tema che ha inteso promuovere in questo convegno il Presidente Basana, vede in chiave profetica il realizzarsi della volontà dell’Eterno Dio nel compimento degli ultimi tempi, la completa restaurazione d’Israele in vista della venuta del nostro Redentore, secondo quanto è scritto al capitolo 11 della lettera ai Romani.

Ringrazio vivamente il Presidente Past. Ivan Basana e sua moglie Andie per le persone che sono e per come si affaticano nell’opera che il Signore ha affidato loro, un’opera di evangelizzazione e di divulgazione tesa alla sensibilizzazione da parte della Chiesa di Dio verso le proprie radici ebraiche e giudaiche, votata al sostegno di coloro che ci hanno resi partecipi dei loro beni spirituali affinché la Chiesa non resti ad essi insensibile. Perciò con zelo e con fervore, possa sorgere quest’oggi innanzi all’inerte indifferenza che inesorabilmente avanza negli ultimi tempi consegnando alla storia le sorti dei nostri fratelli messianici, votati alla restaurazione dell’olivo domestico che è lo Stato ebraico. Sorga la Chiesa di Dio che si propende nella riconoscenza storica delle proprie radici, a sostenere i propri fratelli nel compimento dei tempi, perché i cuori dei figli siano rivolti ai Padri e quelli dei Padri ai figli, affinché il paese non sia colpito dal completo sterminio, poiché Dio che giudicò coloro che si spartirono le vesti del proprio figlio alla croce, ancora oggi continuerà a giudicare coloro che si spartiscono le sorti dello Stato ebraico. Continui il Signore a sostenere EDIPI e il nostro caro Presidente Basana assieme a noi tutti impegnati nell’opera, affinché il fondamento apostolico posto dal savio architetto che era l’Apostolo Paolo sia portato a termine nella potenza di Colui che fa crescere ogni cosa, nella forza della Benedizione di Dio in Cristo Gesù.

Dio benedica Israele, Dio benedica EDIPI, Dio benedica sempre la sua Sposa….

 

Dott. Giovanni Tortora

Leggi tutto...

Resoconto di Nazzarena Condemi del II° Convegno Internazionale Edipi 7-9 Dicembre 2012

Nella bella cornice dell'accogliente hotel Selene di Pomezia, mentre imperversava un freddo glaciale, i cuori erano riscaldati dalla gioiosa consapevolezza di vivere un'esperienza speciale.

Il convegno promosso da EDIPI è stato più che un successo organizzativo, che pure merita di essere sottolineato quale frutto del sostanziale e appassionato impegno di Andie e Ivan Basana.

Il Convegno infatti ha rappresentato una risposta qualificata e significativa al dilagare sempre più aggressivo, rozzo e scomposto dell'antisemitismo in tutte le forme in cui si palesa e si afferma.

Ancor più odioso quando si manifesta come antisemitismo di Stato, come ha dato prova il governo Monti votando contro Israele, all'Assemblea generale dell'ONU, in ordine al riconoscimento dello Status di Paese non membro all'Autorità palestinese. Una vergogna nazionale a cui le posizioni di sostegno e solidarietà del precedente governo Berlusconi non fanno che aggiungere il sapore amaro di tradimento.

Abbiamo tradito noi stessi, tradendo Israele e tutto ciò che essa significa per i cristiani e per gli uomini liberi. I giorni immediatamente successivi al voto scellerato, la comunità Bnei Efraim, a cui appartengo, ha sperimentato un profondo senso di scoraggiamento e di delusione. Abbiamo provato lo sgomento di Giosafat quando nel II libro di Cronache al capitolo 20 grida al Signore il suo smarrimento e la sua impotenza davanti ai nemici che si aggiravano in moltitudine.

Abbiamo sentito spiritualmente il peso di aver richiamato su di noi l'interdetto divino "Io benedirò chi ti benedirà e maledirò chi ti maledirà ".

Sappiamo che Baruch Hashem protegge Israele come la pupilla dei suoi occhi, ma chi proteggerà noi se ci mettiamo contro la volontà divina?

Il convegno però, per quelle straordinarie coincidenze divine, venuto a cadere proprio in questo tempo, ha avuto il pregio di rappresentare non solo un incoraggiamento ma una forte affermazione di volontà. La volontà di difendere la verità contro la menzogna, la volontà di contrastare la disinformazione e la falsa propaganda , la volontà di riportare alla luce, nel mondo cristiano, tutte le ramificazioni e le profondità delle radici ebraiche della nostra fede, la volontà di dire basta all'antisemitismo trionfante della Chiesa romana, responsabile di secoli di oscurantismo antisemita, di cui oggi vediamo ancora le conseguenze e la perfida capacità di mistificarsi, senza perdere il potere devastante di manipolare le coscienze in senso antigiudaico; la volontà di contrastare la disinformazione di massa, la volontà di schierarci con gli amici ebrei messianici e non messianici manifestando il nostro sostegno concreto in tutte le forme in cui possiamo impegnarci.

Il giorno 8 in coincidenza con l'inizio della festa ebraica di Hanuccah abbiamo acceso anche noi le luci del candelabro e mai ci è sembrato più appropriato e più profetico il gesto di accendere la luce. Il primo pensiero è per il Messia Yeshua che è la luce venuta ad illuminare ciascun uomo, ma questa festa ci ricorda che anche noi, come credenti, e le nostre comunità dobbiamo essere luce per portare luce attorno a noi e per camminare nella luce ed illuminare ciò che giace ancora nelle tenebre, dell'ignoranza, della superstizione, della vanità e della menzogna.

Vogliamo essere portatori di luce per i cuori e per le coscienze.

Vogliamo perciò essere grati per il lavoro che è stato svolto per organizzare questo convegno che ha dato modo a quanti hanno partecipato di confrontarsi, in modo accurato e documentato, su argomenti di grande e gravosa importanza ma anche e soprattutto con il tema del ruolo e della funzione dell'ebraismo e di Israele che devono essere centrali nelle comunità di credenti se vogliamo vedere realizzata, nella nostra generazione , la dichiarazione profetica dell'apostolo Paolo al capitolo 11 della Lettera ai Romani " ......., che sarà la loro riammissione ,se non la vita dai morti?"

Ecco, questo convegno è stato una luce anche per quanti non avevano ancora avuto modo di considerare con urgenza e con attenzione al tema di quanto siamodebitori ad Israele per la nostra fede, e non in senso solo emotivo o di sentimentale riconoscenza; abbiamo bisogno noi, per il nostro stesso bene, di riscoprire tutta intera l'ebraicità di Gesù e del Vangelo, abbiamo bisogno noi di ripulire la nostra conoscenza biblica dai nefasti influssi della “teologia della sostituzione” e infine di ricollocare le verità e le profezie bibliche nella dimensione letterale e ovvia della loro appartenenza alla terra di Israele e al popolo eletto, ancor prima che alla cristianità.

Sono certa infine che tutti i relatori, in particolare l'ambasciatore di Israele Naor Gilon, il presidente della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici, i leader messianici Angel Gerber e Avner Boskey, abbiano tratto consolazione e speranza nel prendere atto della concretezza e della determinazione con cui, in Italia, EDIPI e altre organizzazioni e associazioni , sono impegnate in difesa del bene, dalla parte della verità, dalla parte di Israele.

Shalom

 

Nazzarena Condemi

Leggi tutto...

Resoconto dell'incontro EC4I del 15-17 Novembre 2012

Resoconto scritto da Matthias Winkler, delegato Edipi per la Sardegna

9 Conferenza della Coalizione Europea in Brussels 15 – 17 Novembre 2012

Sono appena tornato dalla conferenza della Coalizione Europea per Israele a Brussels., dove si sono riuniti delegati da tutte le parti d’Europa, Nuova Zelanda, Giappone, Singapore, Kongo, Canada e Stati Uniti.

L’incontro di giovedì, 15 novembre si è tenuto dentro il Parlamento Europeo.

Venerdì 16 novembre invece si è svolta una tavola rotonda con delle testimonianze molto incoraggianti.

Mi ha toccato molto quello che raccontava Faytene Grosseschi del Canada e di come il Signore ha cambiato una intera nazione, attraverso un dottore egiziano, David Demian. Demian ha ricevuto la chiamata per andare in Canada e lì ha iniziato a radunare i leader canadesi., con l'unico scopo di cercare il Signore per la nazione Canada.

Nessun credito per nessuno. Tutti mettevano giù le loro agende per il Regno. Durante gli incontri il Signore ha rivelato una colpa verso il popolo ebraico che gravava ancore sul Canada: La nave St. Louis

La nave in questione era piena di ebrei nel 1938. Gli ebrei avevano pagato a caro prezzo i visti per il Cuba, ma alla fine Cuba non ha dato i permessi per lo sbarco. La nave prosegue per la Florida, ma anche lì niente da fare.

Ci prova con il Canada - e anche quest'ultimo nega lo sbarco.

La "St. Louis" tornò indietro, in Europa con più di 900 ebrei dove quasi tutti furono sterminati nei campi di concentramento.

La cosa bella che nel 2000 questi leader cristiani canadesi hanno trovato dei sopravvissuti e li hanno portati in Canada e insieme al mondo politico hanno chiesto perdono per l'ingiustizia subita e li hanno onorati. Da quel momento in poi le cose in Canada sono cambiate. Oggi il Canada è l'alleato più importante per Israele.

Il primo ministro Harper ha detto tra l'altro: "chi attacca Israele attacca il Canada!"

Nel parlamento canadese c'è il 40 % di nati di nuovo. L'economia è stabile tanto che

nella crisi economica del 2008 in Canada non è crollata nessuna banca.

Faytene ha 38 anni ed è il rappresentante del movimento "The Cry" e simile al "The Call" che opera in America. Il suo movimento rappresenta anche i valori cristiani nel parlamento. Fino ad oggi hanno avuto più di 1000 sedute con i parlamentari.

Una storia troppo bella per non raccontarla.

Leggi tutto...

XI Raduno Edipi - Considerazioni e prospettive

Continuano le scosse di assestamento di un evento che ha rappresentato un terremoto spirituale in cielo.
Quotidianamente infatti arrivano e-mail e telefonate di incoraggiamento e riconoscenza per quanto il Signore ha manifestato nel Week-end del 6-7 ottobre in coincidenza con la Giornata Mondiale per la Preghiera della Pace di Gerusalemme.
Tutto questo dimostra che si stà assestando il progetto di unità a cui Dio ci ha richiamato e che ha avuto la chiara espressione profetica il 7 di ottobre, vero epicentro di un terremoto spirituale che sta cambiando le cose.
L'appuntamento che il Signore ci ha dato a Campogalliano per il nostro XI Raduno Nazionale aveva una duplice valenza territoriale: eravamo a pochi chilometri dall'epicentro del recente terremoto nel modenese ed ancor più vicini ad un luogo tristemente famoso, per la storia del popolo ebraico, come il campo di concentramento di Fossoli.
L'attitudine doveva esser, ed è stata, quella di predisporsi alla richiesta di perdono a Dio in attesa di una profonda opera di cambiamente e di conversione che solo lo Spirito Santo può fare.
La Parola Profetica ci è stata rivolta nel pomeriggio da Ljuba, la moglie del fratello ebreo messianico David Ben Joseph, articolata sul libro del profeta Aggeo.
Erano presenti circa una ventina di associazioni, chiese o centri impegnati tutti a favore di Israele, ma "...ognuno di voi si dà premura solo per la propria casa"(Osea 1:9).
SCOSSA TELLURICA alla sabato sera durante la lode ed adorazione condotta dal complesso messianico Bedros & Rebekah che ha creato l'atmosfera in cui tutti sono stati amalgamati nella gioa del Signore, fortificandoci alquanto (Neemia 8:10).
Da qui il comando del Signore: "mettetevi al lavoro! perchè io sono con voi" (Osea 2:4) rivolto il 21° giorno di tishri (VII mese del calendario ebraico) che corrispondeva proprio il 7 di ottobre, giorno della Preghiera per la Pace di Gerusalemme.
C'è inoltre una chiara promessa di benedizioni che il Signore ci rivolge, articolata proprio sulle date del libro del profeta Aggeo.
Il 24° giorno di Kislev (IX mese del calendario ebraico) il Signore dice che da "...questo giorno vi benedirò" (Aggeo 2:19); la coincidenza fa cadere questo giorno a shabbat del nostro 2° Convegno Internazionale EDIPI del 8 dicembre 2012.
Per cui tra il Raduno Raduno EDIPI di Campogalliano e il Convegno Internazionale EDIPI di Pomezia-Roma avremo un periodo in cui dobbiamo "...riflettere bene su ciò che è avvenuto fino a questo giorno" (Aggeo 2:19).
Dovremo dimostrare la massima compattezza (Salmo 122:3) per finalizzare al meglio il nostro operato per l'avanzamento del Regno di Dio.
Una sorella ci ricordava di far tesoro dei doni che il Signore ha posto in ciascuno di noi. Ci sono ancora troppi feriti nel nostro mezzo a causa delle nostre negligenze. Cogliamo davvero l'occasione di togliere i contenziosi che noi stessi abbiamo contribuito a provocare gli uni verso gli altri per imparare a rispettarci autenticamente.
Il Signore ci ha dato al 7 di ottobre il testimone della riconciliazione (il tikkun in ebraico) che dovremo riconsegnarGli allo shabbat dell'8 di dicembre.
Vi aspetto numerosi e gioiosi per le benedizioni dell'Eterno al prossimo Convegno Internazionale EDIPI

 

Leggi tutto...

Resoconto di Emanuela Candoli - XI Raduno Edipi – Campogalliano 6-7 ottobre 2012

 


 

Nelle giornate di sabato e domenica 6 e 7 ottobre si è svolto l' XI Convegno Nazionale Edipi quanto mai ricco di relatori,intercessori e partecipanti coinvolti .

Sembrava quasi passata una settimana tanto è stato il coinvolgimento emotivo e spirituale che i contenuti espressi dai vari relatori e dai gruppi musicali presenti hanno saputo creare.

Nella giornata di sabato il presidente Edipi Ivan Basana ha presentato il convegno, il primo nazionale in Italia dopo quello di Gerusalemme dello scorso anno.

Apprezzatissimo il ritorno di Ellah Gorelik in Italia dopo alcuni anni che ha cantato alcuni brani in ebraico ed inglese dei suoi due cd finora pubblicati,.

Di seguito il pastore e socio Edipi Corrado Maggia si è espresso in merito al tema dell'importanza della preghiera per Gerusalemme che è direttamente voluta da Dio e non è affatto un'opzione facoltativa.

Meraviglioso il ritorno di Mark Surey, tradotto da Monica Tamagnini, che ci ha ricordato il ruolo dell'Italia unica nazione nel mondo che ha voluto commemorare alle Olimpiadi di Londra l 'assassinio degli atleti israeliani a Monaco 72 e che sta mostrando in varie occasioni una vicinanza morale molto apprezzata dagli ebrei israeliani.

La giornata si conclusa con una serata di lode piuttosto danzante del gruppo musicale svizzero guidato dal duo messianico Bedros & Rebekah Nassanian, rivelazione spirituale dell'adorazione messianica.

Domenica 7 ottobre in contemporanea con quasi duecento nazioni e milioni di credenti nel mondo innumerevoli chiese e cellule si è realizzata la giornata Mondiale di preghiera per la pace di Gerusalemme. Numerosi relatori si sono susseguiti guidando i momenti di lode ed adorazione.

Il presidente di Alleanza Evangelica Italiana Roberto Mazzeschi ha aperto la giornata con una preghiera per la restaurazione d'Israele (Geremia 30.17 e Isaia 61:4)

Il pastore Alfonso Marchetta, pastore di una chiesa Elim in Sicilia e vicepresidente Edipi , si è soffermato sulla necessità di parlare d 'Israele in questo tempo in cui ancora possiamo: i tempi difficili sono prossimi e sarà sempre più difficile poterlo fare e cercare di essere in luoghi colpiti da tragedie significa essere portatori di benedizione come la presenza di Edipi in Emilia. Perchè noi cristiani amiamo Israele? Perchè siamo giudei nell'interiore e ciò ci porta ad essere uniti nello spirito con il popolo ebraico. Isaia 62:6,Deuteronomio 31:6

Francesco Friday Osague, socio Edipi e membro della chiesa Adi di Cesena, ha letto il salmo 83 come intro per un momento di lode ed adorazione.

Il pastore Egidio Ventura di Torino e curatore di alcune scuole profetiche ha messo l'accento sulla necessità di pregare anche per il mondo arabo e di saperci collocare in modo corretto senza giudaizzarci ,concetto poi ripreso anche da Roberto Mazzeschi pastore e presidente di Alleanza Evangelica Italiana che ha altresi invitato i cristiani ad essere credibili come messaggeri di Dio nella testimonianza e nella preghiera.Isaia 51.1-2  Romani 11.18,salmo 133.1.

Il pastore Bruno Ciccarelli di Villaricca (Na), coordinatore del Centro Uria di Napoli, ha invitato a pregare anche per la situazione dei paesi limitrofi ad Israele che dopo la primavera araba ha sortito effetti economico-sociali ancora in evoluzione. Geremia 15:20-21.

Il pastore Rino De Felice della Chiesa della riconciliazione di Salerno ha evidenziato la necessità che la ferita del popolo di Dio venga guarita atttraverso la riconciliazione con il Padre. Salmo 126:1;Isaia 30.26,Osea 11:3-4.

Il pastore Gianni Digiandomenico da Como, direttore della scuola biblica Eun, ha invitato a pregare per i nemici di Israele in primis l'asssociazione terroristica di Hamas. Efesini 2.15 e Colossesi 2.8

Il referente Edipi per la Calabria Walter Lento ha testimoniato la grande benedizione che sta ricevendo la Calabria dopo lo scioglimento dei contenziosi spirituali che stavano spiritualmente ed economicamente legando il territorio: molti credenti calabresi hanno instaurando rapporti importantissimi sia spirituali che economici con ebrei i quali stanno investendo nell'edilizia usufruendo del diritto di residenza nel caso in cui in Israele diventi difficile sopravvivere.Come leader di preghiera ed intercessore Walter ha invitato ad intercedere come modificatori di varianti affinchè ciò che è legato vega sciolto e ciò che è negativo spezzato e distrutto perchè noi come Figli dell'Iddio Altissimo abbiamo l'autorità per farlo: ciò produrrà un cambiamento visibile.  Geremia 15 20:21.

Franca Ezia di Milia dell 'associazione Aman di Follonica e pastore della chiesa evangelica ha evidenziato come la diversità dei ministeri presenti ci porti all'unità spirituale: preghiera contro l'antisemitismo di varia natura che purtroppo è presente nella società attuale e ancora peggio nella chiesa stessa.Amos 9:15 e Salmo 5:6.

Apprezzato per intensità lo spazio musicale affidato al gruppo musicale della Chiesa di Follonica .

Nel pomeriggio dopo un momento musicale con Ella Gorelik è intervenuto Robert Hord, responsabile in Italia di Eagles Wing associazione promotrice a livello mondiale della Giornata di preghiera per la pace di Gerusalemme che ha ricordato l'importanza di essere sentinelle di preghiera e stare nello Spirito con l'armatura di Dio. Salmo 25: 4-6.

Di spessore morale elevato il passaggio del prof . Sorrenti dalla Calabria che ha ricordato la figura e l'opera di Shlomo Venezia recentemente scomparso e ci ha trasmesso le emozioni e il dolore dell' ebreo che non si sente accettato. Il prof Sorrenti ha ricordato l'importanza del ruolo femminile, colpito dalle parole della pastora Ezia Di Milia paragonata alle grandi donne bibliche come Ester e della preghiera: un buon ebreo sa moderare i toni e ha definito il Convegno Edipi “Vivere in gioia ed armonia all interno della diversità”. Il suo saluto: Shalom Shalom Gerusalemme.

Silvia Baldi Cucchiara è docente di storia delle relazioni ebraico-cristiane alla Facoltà Pentecostale di Scienze Religiose di Aversa ed è curatrice con il marito Enzo Cucchiara del Centro studi “Gesher” (in ebraico significa ponte) a San Miniato (Pi) per il recupero delle radici ebraiche del cristianesimo. Il fulcro del suo intervento è sul comportamento dei Gentili nei confronti degli ebrei che dovrebbe essere di testimonianza vivente e desiderabile da parte dell'ebreo.La realtà purtroppo è ben diversa anzi è stato proprio il comportamento dei cristiani nelle varie epoche a rendere l'ebreo ostile e diffidente verso i gentili. Silvia Baldi ha poi ripreso l'affermazione di Martin Buber “Il nuovo testamento è un documento ebraico”: è stato tradotto in greco perchè ci sono stati uomini che ne hanno capito la portata profetica. I versi presi a riferimento sono Isaia 45:17, Romani 11:26-27, Ez.36.26-28

Silvia Baldi ha ricordato come i ruoli di uomo e donna siano pari nel servizio a Dio .

Il pastore Romolo Giovanardi della Chiesa evangelica “Fonte di vita” Modena nonchè impegnato con Eun e referente italiano dell'operazione Jabotinski per l'Aliyah ha pregato per i leader ricordando che pregare per Israele è un comando di Dio e non dipende dai nostri orientamenti politici e gusti personali: Dio l 'ha detto e noi dobbiamo essere ubbidienti, togliendo l 'emotività pregando per lo Spirito sapendo che riceveremo benedizione come è scritto nel Salmo 122.

Il pastore Roberto Pasqualon di Cittadella (Vi) ha pregato per i leaders nelle università e per le iniziative pro Israele: Dio salverà il Suo popolo perchè lo ama. (Salmo 20.7 ed Efesini 1:17-19.

Monica Tamagnini, socia Edipi e corrispondente per Edipi dal 2004 al 2006 presso l'ambasciata cristiana a Gerusalemme e di seguito per la Coalizione Europea a Bruxelles, traduttrice ed interprete Edipi in molte occasioni, ha ricordato quanto sia importante amare ed essere amati: i giovani ebrei imbracciano armi da giovanissimi anche contro la loro volontà, consapevoli di dover combattere e di doversi difendere, realtà sconosciuta ai giovani europei. L'invito è di pregare per per la protezione della gioventù ebraica.

David ben Joseph, ebreo messianico che cura la congregazione Sukkah David e ha fondato l'associazione Figli d Abramo, movimento israelitico-messianico degli ultimi tempi, nel suo intervento, condiviso con la moglie, ha pregato per la venuta del Messiah. Isaia 9.6,Michea 5.2.

Joseph ha ricordato che Dio ha preparato grandi cose per l'Italia e rimarcato la necessità di essere in comunione con il Padre.

Lartey D'Addico, ghanese e pastore, di Modena, ha pregato in particolare per la pioggia in Israele .

Gianluca Morotti di Forlì, rappresentante italiano di Eben Ezer, ha pregato per l'Aliya. Isaia 43:5-6.Geremia 29.14 e Geremia

16 :14-16.

Corrado Maggia, socio -fondatore di Edipi e pastore a Biella, dopo un breve excursus sulla situazione politica attuale in Italia,Israele e Usa ha pregato affinchè gli eventi elettorali portino ad una situazione politica non sfavorevole ad Israele.Ecc.4:9,10,12.

Alessandra Petrucci, impegnata con il marito Andrea nell'intercessione per Israele ha ricordato la necessità di pregare per i poveri, i bisognosi e gli anziani in Israele. Romani 15.27,Isaia 61:1-3,Salmo 83:3-4.

Conclusione del pastore e presidente Edipi Ivan Basana: nel Salmo 122 è scritto che “Gerusalemme è costruita come una città ben compatta”ed il cemento della compattezza è la preghiera. Se ci sarà compattezza vedremo le benedizioni di Dio sopra di noi.

La prossima occasione per dimostrarlo sarà a Pomezia per il Convegno internazionale Edipi dal 7 al 9 dicembre: il giorno 8 dicembre corrisponde nel calendario ebraico al 24° giorno del nono mese e in Aggeo è scritto che sarà giorno di grande benedizione. Se saremo compatti...vedremo la gloria di Dio.

Allora tutti a Pomezia.Shalom

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS