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Redazione Edipi

Redazione Edipi

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Gli evangelici aiutano Israele

Dopo la vittoria israeliana della guerra dei Sei Giorni, nel 1967, una grande parte degli evangelici americani, 25% dei cristiani degli Stati Uniti, sostiene attivamente Israele. Tutti non appartengono al movimento radicale dei cristiani sionisti che agiscono, come HaYovel, in vista di un ritorno degli ebrei nella Palestina storica. Tuttavia, hanno adottato un sostegno zelante a Israele in nome di una fede protestante evangelica fondata sulla conversione, il cristianesimo decentralizzato e la lettura approfondita della Bibbia.

Da quando, negli anni Settanta, la destra evangelica guadagnava influenza nella sfera pubblica e politica degli Stati Uniti, la filantropia cristiana americana cominciava a sostenere l'immigrazione ebraica, specialmente nei paesi dell'Unione Sovietica, in collaborazione con l'Agenzia ebraica incaricata dell'immigrazione verso Israele in seno alla diaspora.

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Viaggio in Israele Agosto 2018 DI PASQUALINA BERTAGLIA PER TUTTI "LINA" Seconda parte

Prima Parte

Mi sembra di vivere un sogno: Gerusalemme di sera mi affascina, via vai di persone: persone che procedono a passo veloce vestite di nero con cappelli a larghe falde sempre neri, altri hanno degli strani colbacchi di pelo, le donne vestite tutte eleganti: sono gli ebrei ortodossi che ritornano dal Kotel. Li guardo incuriosita mentre cammino anch'io a passo altrettanto veloce tra viuzze e piazze con continue scalinate, sempre di corsa senza neanche nessun cedimento fisico; Gesù era con me a sostenermi.

Ed improvvisamente tutto era illuminato, quasi a giorno, con tanta gente attonita; appena sono arrivata davanti al Muro del Pianto non ho avuto parole che possano esprimere quello che ho provato. So solo che ringraziai il Signore per avermi dato la possibilità di trovarmi lì davanti a tanta spiritualità.

L'indomani abbiamo fatto una visita guidata con l'archeologo DAN BAHT al Tunnel sotto il Muro del Pianto, alla Torre di Davide, alla Cittadella, al Parco Archeologico vedendo molte altre recenti novità archeologiche. Il mio pensiero andava molto lontano, mentre Dan Baht spiegava le vicende dei protagonisti storici e tutti i vari personaggi erano presenti alla mia mente: Erode, Re Davide, Salomone, con tutti i Patriarchi e i sacerdoti del Tempio: sfilavano come in un film; che strane senzazioni!!! Ma mi direte che quanti conoscono IL LIBRO DEI LIBRI sanno che non si tratta di fantasie: l'atmosfera, il paesaggio, le pietre tutto parla di loro con una evidenza incredibile. Ho visitato tanti altri posti potrei riferirne in quantità se fossi una brava scrittrice che renderebbe tutto chiaro con poche parole. Ma quanto vedevo intorno a me mi lasciava a bocca aperta...senza parole.

Il giorno dopo sul Monte degli Ulivi, poi al Getsemani il mio pensiero era sempre rivolto a Gesù; mi sembrava di vederLo spuntare da ogni angolo, sul prato, dietro un ulivo e tutto mi parlava di Lui; della grandezza dell'Eterno e per quanto stavo sperimentando della forza fisica che mi stava dando. Questa forza sono sicura che è data anche al suo popolo impegnato ad adempier le profezie bibliche nel ritornare alla Terra Promessa, nel costruire nuove case e villaggi, nel curare la vegetazione e difendere la Terra che Lui ha loro donato: questi erano e sono i sentimenti che ho provato e che porterò sempre con me.

Ho visto la collina di Meghiddo scenario dell'ultima battaglia. Ho attraversato il deserto del Negev meraviglia delle meraviglie con nuove strade e molte moderne costruzioni, vegetazioni lussureggianti e tanti nuovi e giovani alberelli irrigati con cura con l'originale sistema goccia a goccia, ideale per il deserto, ed infine pittoreschi viali colorati di bouganville. Un vero contrasto attorniato dalle roccie.

Quindi siamo arrivati a Qumram con un interessante museo didattico. Lì tra le roccie hanno trovato dei rotoli di pergamena e ci hanno mostrato un filmato sulla storia degli Esseni. Pochi chilometri ancora per finire al Mar Morto che non credo sia proprio morto, infatti ho raccolto delle conchigliette oltre a vari cristalli di sale. Appena giunta sulla battigia mi son detta: "Ora mi faccio una bella nuotata"...invece è stata una esperienza irripetibile per me, ma dovevo proprio entrarci per realizzarla.

L'indomani siamo stati sul monte Herzl con la visita al Memoriale dello YAD VASHEM. Ma qui devo dare un consiglio: se soffrite e avete un cuore debole non entrate nella Cupola (così l'ho chiamata). Qui si entra in un buio assoluto, si cammina tenendosi ad un corrimano, poi all'improvviso vedi un cielo stellato, ma non è il cielo e non sono stelle, ma lucine e ogni lucina rappresenta un bimbo morto: una voce scandisce il nome, l'età e il lager dove il bimbo è stato assassinato. Sono dovuta uscire, mi mancava il respiro temevo che il mio cuore si fermasse. Appena fuori mi sono ripresa al Parco dei Giusti, dove son indicati tanti nomi scritti sui muri commemorativi o su targhette poste sotto gli alberi a dimostrazione che tante persone hanno rischiato la vita e tanti la hanno persa per salvare ebrei dalla persecuzione.

Ancora oggi sappiamo che nel mondo occidentale cresce l'antisemitismo e sempre piu forte è l'odio per Israele. Si tratta di una una vergogna perchè tacciono governi e giornalisti, ma non è l'occidente cristiano? Allora se sei cristiano come puoi odiare gli ebrei? Allora come puoi dire amo Gesu? Ebreo, nato ebreo, morto ebreo, resuscitato ebreo e ritornerà Ebreo a Sion.

Una lezione ho ricevuto e voglio condividerla: allo Yad Vashem avevano una guida che si chiama Vivi Salomon ebrea italiana che vive a Gerusalemme. A una domanda fatta da una persona del nostro gruppo, per inciso non ricordo la domanda, ma ricorderò per sempre la risposta: "No io chiedo sempre perdono a Lui guardando in Alto per ciò che io faccio di male; mai chiederò ad alcuno di chiedere perdono e ci hanno insegnato e ci insegnano a non odiare ma ad amare, il perdono e la vendetta appartengono all'Eterno, noi possiamo solo difenderci se siamo attaccati". Della sua famiglia dallo Shoa è ritornata solo la sua mamma allora tredicenne, tutto il resto della sua parentela è stata sterminata, nei suoi occhi ho visto tanta serenità e lei prova tanta gioia quando sente che qualcuno ama Israele e il suo popolo.

Come non amare Israele? Dio ha scelto Israele, abbiamo un grande debito, ci ha dato YESHUA il Salvatore!

Ultimo incontro al Villaggio Goldstein per deporre una targa alla memoria di un coraggioso eroe italiano, Ettore Castiglioni, che si sacrificò per salvare ebrei e perseguitati politici italiani dalla furia nazifascista. Uno dei salvati fu Luigi Einaudi, futuro primo presidente della Repubblica Italiana e per l'appunto la targa è stata posta all'Auditorium intitolato a Luigi Einaudi. Per l'occasione era presente l'Ambasciatore d'Italia in Israele Gianluigi Benedetti oltre a politici israeliani e rappresentanti della comunità ebraica italiana di Gerusalemme.

Dio protegga Israele, lunga vita a GERUSALEMME sua capitale!

Lina Bertaglia

Viaggio in Israele Agosto 2018 DI PASQUALINA BERTAGLIA PER TUTTI "LINA" Prima parte

L'autrice è Pasqualina Bertaglia per tutti "Lina" nuova associata ad EDIPI dopo l'esperienza di questo viaggio. Era la nostra mascotte di 85 anni in questo viaggio simpaticamente denominato GERIATOUR EDIPI 2018 in quanto l'età media dei partecipanti era di 68 anni, annoverando oltre alla 85enne Lina, un83enne, una 79enne, una 76enne, una 72enne e due 70enni...per fortuna c'era un giovane da 42 anni che abbassava la media di questo gruppo complessivamente di 13 persone diversamente giovani!

Prima di scrivere questa relazione sul mio primo viaggio in Israele, ho pregato affinchè le parole rispecchiassero veramente ciò che ho provato verso la terra di Israele e il sentimento che mi spinge a parlarne. Era un sogno, diventato realtà grazie a Dio, il mio Creatore, che mi ha fatto conoscere il presidente di "EDIPI" il pastore Ivan Basana e sua moglie Andie, donna meravigliosa la quale ha organizzato questo viaggio.

Ho saputo che i coniugi Basana sono stati in Israele in ben 30 occasioni: se questo non è vero amore verso Israele, cosa potrebbe altrimenti essere? La mia prima esperienza è stata a dir poco decisamente entusiasmante: nel senso spirituale, storico, turistico; proprio tutto insieme. Premetto che sono una ottantacinquenne e grazie a Dio li porto tutti bene e in salute. Appena l'aereo era sopra Tel Aviv ho sentito nel mio cuore una grande gioia e non riuscivo a frenare le lacrime. Sapevo che da quel momento in poi avrei avuto una "Grande Guida", GESU', la forza mi veniva solo da Lui e non avrei avuto nulla da temere, non sarei stata un peso per i miei compagni di viaggio, i quali, devo dire che sono stati davvero meravigliosi e saranno sempre nel mio cuore.

Essi condividono con me un sincero amore per Israele. Tel Aviv è una bellissima città ,sia la parte vecchia che la moderna, le sue nuove costruzioni non deturbano sono belle, moderne e non manca il verde. Ci sono tanti alberi con fiori di tutti i colori. La gente è affabile, gente disponibile e serena; sia arabi israeliani che ebrei, essi vivono insieme, più o meno come da noi, anzi forse proprio meglio perchè tutti lavorano tranquilli. Non ho visto particolari differenze, anzi la differenza si nota più qui in Italia fra nord e sud. Riguardo poi all'apartheid reale o presunta, credetemi quello che leggiamo nei giornali e sentiamo alla Tv, sono tutte bugie.

A Jaffa vicino a Tel Aviv abbiamo visitato una Chiesa Messianica, una delle tante, perchè ce ne sono diverse, ed è stato proprio fantastico: vi erano tanti e tanti giovani, tanti bambini uniti con gioia nell'amore del loro e nostro Messia YESHUA. Penso alle nostre Chiese Evangeliche, tutte nessuna esclusa dove è mancate la Gioventù, anche in quelle cattoliche che una volta avevano i patronati per i giovani: ora sono vuoti...che pena.

Tanti bei negozi e il mercato di Tel Aviv lungo centinaia di metri gestito da mussulmani ed ebrei assieme con gli acquirenti di tutte le nazioni e di tutti i colori. Ditemi dov'è l'apartheid?

Qui c'e il rispetto e libertà per tutti. La differenza la si vede solamente dal vestire delle donne: alcune portano il velo e i vestiti lunghi più o meno colorati. Mi ha colpito che al mare sia a Tel Aviv che nel mare salato (il Mar Morto)le arabe musulmane fanno il bagno completamente vestite, anche se in città non ho visto donne con il burqa che ho visto invece in Germania.

Camminare per Capernaun è stato come vivere un sogno; vedere il mare di Galilea dove Pietro, Andrea e altri seguivano GESU'. Poi il mare a Cesarea: beh mi sembrava di vederli e di far parte con loro di quella cordata, di vivere con loro; camminavo, camminavo e non sentivo stanchezza.

Quindi il viaggio verso Gerusalemme indimenticabile, dal finestrino del Bus i miei occhi seguivano il paesaggio mutevole, le strade moderne, i ponti, i villaggi arabi che si alternano a quelli israeliani e terreni fertili con tutto in ordine, fiori tanti fiori; boungaville di tutti i colori, e una voce dentro di me pareva dicesse : guarda cosa hanno costruito con l'aiuto dell'Eterno a conferma delle Sue promesse. Egli è qui in mezzo a loro.

Pensavo però anche che questo popolo è in guerra da 70 anni subisce continuamente attacchi da ogni parte, dentro, fuori e lungo i confini; deve spendere denaro e sacrificare giovani per difendersi e nonostante ciò è riuscito a creare questo paradiso in terra. La risposta è che l'Eterno protegge Israele ed è qui che il Messia Yeshua ritornerà. Finalmente siamo arrivati a Gerusalemme; ringraziai il Signore per questo dono che mi ha fatto. L'albergo dove siamo scesi si trova nella Città Vecchia, si passa dalla Porta Nuova, cosi chiamata, che fa parte proprio delle Mura, dopo una cena rinfrescante e frettolosa subito via a vivere Gerusalemme di notte, l'emaozione era forte!

Segue seconda parte

Di Lina Bertaglia

Ambasciatore d’Israele a Roma, l’incarico al giornalista Eydar

Il prossimo ambasciatore d’Israele a Roma sarà il giornalista del quotidiano Israel Hayom, Dror Eydar. La scelta del Primo ministro Benjamin Netanyahu è stata annunciata nelle scorse ore e Eydar, se dovesse superare tutti i passaggi necessari, inizierà il suo incarico a partire dalla prossima estate, una volta concluso il mandato dell’attuale ambasciatore Ofer Sachs.

Editorialista di Israel Hayom sin dalla sua nascita nel 2007, Eydar ha dichiarato che rappresentare Israele era “un sogno di lunga data”. Rispondendo a una domanda se avesse chiesto lui la posizione o fosse stata una scelta autonoma del Primo ministro Netanyahu, ha spiegato che si è trattato di “un desiderio reciproco”. “Come ricercatore di storia e letteratura, il privilegio di rappresentare lo Stato di Israele a Roma, con tutto il bagaglio diplomatico, nazionale e religioso che lega i due popoli e risale a migliaia di anni fa, assume un significato speciale.

Come ho fatto come giornalista e in altre posizioni in Israele e in tutto il mondo, cercherò di dedicare tutte le mie energie e conoscenze per rappresentare Israele fedelmente e con coraggio”, ha dichiarato Eydar.

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